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ZH: Come i 15 Trilioni di dollari equivalenti di nuova liquidità cinese si fumano i QE di Bernanke
Leggetevi mooolto bene questo post
Zero Hedge – Chart Of The Day: How China’s Stunning $ 15 Trillion In New Liquidity Blew Bernanke’s QE Out Of The Water
Submitted by Tyler Durden on 11/25/2013
Molto è stato detto sul tentativo della FED di stimolare l’inflazione (e non solo di inflazionare lo stock market, l’azionario USA) iniettando la cifra record di 2,5 Trilioni di dollari (2.500 miliardi) in riserve per il sistema bancario USA dal crollo del colosso bancario Lehman ad oggi (e lo stesso si po’ dire per le BCE, la Bank of England, la Bank of Japan…)
Ancora di più è stato detto su come tutto questo denaro non ha trovato la sua strada per arrivare all’economia reale e quindi non ha causato un’inflazione – almeno quella calcolata dal BLS nei suoi conteggi del CPI (Consumer Price Index, la BLS è il Bureau of Labor Statistics, un po’ una specie del nostro ISTAT ma sui dati economici USA. Er) – che sia stata capaci di alzare la testa sopra il 2% annuo. La monetizzazione di un totale record di emissioni di debito da parte del Tesoro americano è riuscita solo a spingere i mercati del capitale a livelli mai visti prima di rischio visto che ogni singolo dollaro di riserva è finito in asset (compresi i depositi in eccesso come passività corrispondente) sui bilanci delle Banche.
Molto meno è stato detto sul fatto che dei circa 2000 miliardi di dollari di aumento negli asset bancari USA, 2500 trilioni sono venuti dalle iniezioni di riserve, di denaro, dalla FED, e senza contare le iniezioni della FED le banche USA hanno delevereggiato di circa mezzo trilione di dollari negli ultimi 5 anni.
Perchè alla fine il QE non è altro che un tentativo di iniettare in un sistema che, di suo, sta uscendo un po’ dalle sue leve finanziarie, e di eliminare gli effetti deflattivi che tutto ciò, di suo, avrebbe.
Naturalmente la FED sarebbe deliziata se invece di essere tossicodipendenti dalla sua liquidità a interessi zero, le banche potessero trovare il denaro alla vecchia maniera e cioè attraverso i prestiti privati.
Comunque, visto che non c’è praticamente rischio, si possono avere degli interessi gratis mentre a fare prestiti al consumo di rischi ce ne sono visto che, al di la della propaganda ufficiale e delle chart “da sssogno” dei mercati USA, la condizione del paese è piuttosto verso la depressione che verso la crescita, pare difficile immaginare che le Banche scelgano l’opzione 2: alle banche converrà sempre l’opzione investire ancora e ancora nello stock market piuttosto che nei prestiti a cittadini.
Ma al di la di tutti questo quadretto nord americano quello di cui invece non è stato detto praticamente nulla è come la Cina abbia accumulato rispetto al sistema bancario USA, se per esempio uno guarda alla crescita del totale degli asset delle Banche cinesi (su Bloomberg: indice CNAABTV) dal collasso Lehman.
E quanto sono cresciuti gli asset delle banche cinesi negli ultimi 5 anni? La risposta è niente meno che assordante:
Ed ecco in quest’altra rappresentazione il cambiamento negli ultimi 5 anni:
Si, avete letto bene: negli ultimi 5 anni il totale degli asset, delle attività, che le Banche US hanno messo a libro sono salite di un ridicolo 2.100 miliardi di dollari mentre nello stesso lasso di tempo gli asset bancari cinesi sono esplosi di un mai visto 15,4 Trilioni di dollari, 15.400 miliardi di dollari, raggiungendo la garguantesca cifra totale di 147 Trilioni di CNY (Yuan Cinesi) pari a 24 Trilioni di dollari (24.000 miliardi di dollari) – qualcosa come 2 volte e mezza il PIL annuale di tutta la Cina!
Mettendo tutto in prospettiva, mentre le FED ha attivamente pompato 85 miliardi al mese nelle banche USA per un totale di 1000 miliardi all’anno, solo negli ultimi 12 mesi finiti il 30 settembre 2013 gli asset della Banche cinesi sono cresciuti di uno stordente 3,6 Trilioni di dollari equivalenti!
Ecco come Sean Corrigan della Diapason ha commentato questo epico sbilanciamento in creazione di liquidità:
Il totale degli asset bancari cinesi è ora intorno ai 147 Trilioni di CNY, circa 2 volte e ½ il PIL cinese. Ciò stante significa che hanno raddoppiato negli ultimi 4 anni in sempre più mal allocati investimenti e nella corsa folle al real estate (l’immobiliare. Er), aggiungendo l’equivalente del 140% del loro PIL – in dollari sarebbero 12,5 Trilioni – ai loro libri di bilancio.
Per paragone, nello stesso periodo, le banche US hanno aggiunto poco meno di 700 miliardi di dollari, l’equivalente di solo il 4,4% del PIL medio USA – 18 volte meno delle loro controparti cinesi – e ciò in un periodo in cui il trend principale era per questi ultimi di fare tutto il possibile per tenere fuori bilancio i loro impegni e sgattaiolare nell’ ”ombra”!
Davvero, la crescita degli asset delle banche cinesi durante l’ultimo quadriennio è pari a non meno dei sette ottavi di tutti gli asset esistenti delle istituzioni assicurate del FDIC! Si può anche compararlo al 30% degli asset delle banche dell’Eurozona.
Un flusso veramente epico di numeri, e ovviamente insostenibile nel lungo periodo.
Ma che significa questo per il grande quadro? Beh, un po’ di cose.
Per cominciare preparatevi a leggere più titoli tipo questi:
“CNBC – Chinese buying up California housing” – i cinesi si comprano sempre più case in California
“Wall Street Journal – China RealTime – Hot Money’s Hurried Exit from China” – soldi caldi scappano di corsa dalla Cina
“Zero Hedge – Following the herd of foreign money into US real estate markets” – seguendo il flusso di denaro che sta fluendo nel real estate US, e tanti altri di questo tenore.
Perché mentre il mondo si focalizza e si agita sul grande esperimento reflattivo della FED (che è solo destinato a crescere ora che la FED si sta preoccupando della mancanza di collaterali e prenderà come obiettivo aperto l’NGDP – PIL Nominale) la Cina, zitta zitta, ha iniettato quasi il triplo delle liquidità nella sua economia (e mercati, ed economie straniere e mercati) rispetto alla FED e alla BOJ insieme!
Sicuro, a causa dell’ancora fermo controllo della Cina sul cambio dello Yuan Renminbi col Dollaro, la fuga di capitali dalla Cina non è stata così drammatica come sarebbe stata in un mondo di cambio libero e di mercato fra CNY e US$ , anche se negli ultimi mesi sono emerse molte storie che mostrano come alcuni imprenditori locali cinesi hanno trovato il modo di eludere i controlli di capitale della PBoC (tipo coi Bitcoin? Er).
E basterebbe che meno del 10% del nuovo credito creato in Cina “scappasse” altrove dal sistema bancario cinese, che è fondamentalmente quasi nazionalizzato e quindi ogni differenza fra creazione di credito privato e pubblico è immateriale, per avere un effetto di liquidità pari ad un anno intero di QE.
Inutile dire che più la Cina diventa efficace nel depositare questa liquidità di nuova creazione e più alla svelta saliranno i prezzi del real estate US, dello stock market US e dei beni e servizi negli States in generale (la qual cosa delizierà la FED).
Però, mentre la FED certamente da il benvenuto a questa immane creazione di credito cinese, la realtà è che la massa di questi “asset” sono di sempre crescente bassa qualità e generano sempre meno cash flow, cosa di cui abbiamo parlato recentemente in “Big Trouble In Massive China: The Nation Might Face Credit Losses Of As Much As $ 3 Trillion“
E’ anche la ragione per cui la Cina ha tentato un tapering, prontamente abortito, nell’estate del 2013 e perché tutto il terzo plenum è stato orientato verso le riforme economiche focalizzando in particolare sulla insostenibile macchina di creazione del credito (e della liquidità) del paese.
Le implicazioni di quanto sopra sono sconcertanti. Se il mercato US degli stock, e specialmente quello dei bond, ha bruciato le guarnizioni quest’estate per paura di un pochino di tapering, di riduzione del QE per appena 10-20 miliardi di dollari al mese, e il sistema interbancario cinese si è quasi congelato quando nottetempo le repo rates sono salite del 25% su una ancora più vaga allusione ad una stretta della PBoC da 1 trilione di Yuan, allora il mondo intero è ormai completamente assuefatto a circa 5 Trilioni di dollari l’anno di liquidità creata fra i soli Stati Uniti, Cina e Giappone!
Mettete sul tavolo anche la BCE e la BoE, come molti pensano che alla fine succederà, e il quadro generale diventa veramente surreale.
Ma più importante ancora, come tutti i mezzi di comunicazione, la liquidità globale è ora in uno stato costante di moto laminare in uscita dalle Banche Centrali: in modo non adulterato, come in US, Giappone, Europa e UK, o implicito, come nel caso dei quasi 4 Trilioni di dollari equivalenti creati dal Governo cinese. Se uno dei creatori di questo mare di liquidità “accorcia il cero”, “tapers”, gli altri devono entrare a sostituirlo. Infatti, come suggerivamo settimane fa, ogni possibilità che la FED riduca il suo QE attuale implica che la BoJ aumenti il suo e vice versa. Ma il più grosso cavallo da guerra dietro le scene non è nessuno dei due: è la Cina. E se qualcosa succede alla grande dynamo della creazione del credito cinese allora non vediamo davvero come tutte le altre Banche Centrali del mondo potranno mai subentrare al suo posto nella creazione di moneta a basso potere per controbilanciare la perdita di impulso nella liquidità cinese.
Per finire, quando perderai una offerta immobiliare superato da un cinese che offre il 50% in più a scatola chiusa, senza aver mai visto il posto e l’immobile e che non ha nessuna intenzione di andarci ad abitare.. beh, ora sai perché è successo.
.. e jeri Tyler è tornato ancora sull’argomento, quì. Vi presento solo la chart che paragona gli asset totali nei “fogli di bilancio” delle Banche Centrali occidentali (Giappone incluso) con l’incremento degli asset (pregasi notare! confronta asset totali post QE con un solo INCREMENTO!) nel bilancio della PBoC negli ultimi 5 anni
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