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ché al destino puoi scappare scampare mai.
amore tutto il male possibile
https://youtu.be/LoXfP-KVrJc
Il viaggio era lo stesso, ma andavano in posti diversi: uno partiva per andare nel sole e non tornare, l'altro perché aveva perso un po' d'orizzonte e gli tremava il cuore. Lei pure partiva: non voleva facessero il viaggio da soli, quei due che tanto s’erano amati - e ogni volta non ci si crede, pensava, che anche le cose più belle e pure sempre poi la vita le forzi a partire.
Di Napoli - in ritardo - strappo alla dimenticanza solita l’odore e la luce dei Quartieri Spagnoli, luce bella ad ogni ora ad ogni tempo. L’acqua buona a tal punto che ne avrei bevuta di continuo. Il disordine vivo delle strade a dipingere una città che non si quieta. La corsa sul lungomare e le strisce pedonali che non servono a niente, perché «sulle strisce non sei al sicuro». La paura di notte, come quando non sei a casa e non sarai mai a casa. Le urla che ti abbracciano come ti conoscessero. I chilometri e le scale per il cielo. La pizza, la mozzarella, i treni d’inizio agosto in partenza per il sud («i napoletani “poveri” vanno tutti in vacanza in Calabria»), la confusione come una follaprigione. Il mare dall’alto, riconoscere le isole; Nisida, Bagnoli, i Campi Flegrei da quella terrazza - e non capire tante cose. Tanta bellezza e tanto male insieme. «Città delle contraddizioni» forse l’hai chiamata. Il sole e il mare non bastano a farne bellezza, c’è qualcosa che insinuato inquina e imbestia - come quelle malattie che senti e non sai. Restano poche cose ora, come sempre accade, ma più di tutto e bene e oltre tutte le contraddizioni ricordo forte la sensazione della felicità.
Prima del viaggio. I biglietti da prenotare, le cose da programmare, gli imprevisti da scongiurare e quelli da sperare.
Cosa resta
il post che avrei voluto scrivere di ritorno da Napoli una settimana fa e non ho scritto
e oggi le parole che si son perse, la nebbia diradata e un sorriso confuso che qualche volta torna e scompiglia
«I desideri che avevo prima della sua morte (durante la sua malattia) ora non possono più realizzarsi, perché ciò significherebbe che proprio la sua morte consente di realizzarli, che la sua morte potrebbe essere liberatrice rispetto ai miei desideri. Ma la morte mi ha cambiato, non desidero più ciò che desideravo. Occorre aspettare - ammesso che poi ciò si produca - che prenda forma un nuovo desiderio, un desiderio del dopo la sua morte.»
R. Barthes, Dove lei non è
Lo so. So che non incontrerò mai più niente né nessuno che m’ispiri della passione. Lo sai, mettersi ad amare qualcuno, è un’impresa. Bisogna avere un’energia, una generosità, un accecamento… c’è perfino un momento, al principio, in cui bisogna saltare un precipizio: se si riflette non lo si fa. Io so che non salterò mai più.
Jean-Paul Sartre, La nausea
«Devo trarre delle conclusioni? Dai silenzi dico.» «Quali conclusioni?» «Che io sogno e che tu no.»
Ti ho afferrato la mano. Tu mi hai lasciato. Scendere nella metropolitana è stato come morire. Il vento cupo, che pareva rimbombasse là in fondo sopra macigni e deserti, e tutte quelle facce ci separavano, ci allontanavano, l’uno dall’altro. Sono rimasto seduto nella mia stanza, con gli occhi fissi nel vuoto. Alle cinque ho capito che mi eri infedele. Ho preso il telefono e il drin drin insistente del suo stupido squillo nella tua stanza mi sfondava il cuore, quando la porta si è aperta, eri tu. E’ stato il più perfetto dei nostri incontri. Ma gli incontri, le separazioni, alla fine ci annientano.
Luigi Ghirri - Alpe di Siusi (1979)
Mario Giacomelli - Coppia che si bacia in controluce, ca. 1973
C'è una cosa devastante sempre ed è perdere qualcuno. Non ci si abitua mai.
Come quando sognavo di fare l'amore nei campi di grano.
ascolta, tu devi fare queste cose in ordine gerarchico 1) ritrovare il file "treno per [...]". se non lo ritrovi me lo dici, e io te lo rimando 2) confermarmi l'ora dell'arrivo 3) sopravvivere
vuoi stare tutta la vita da sola? e anche se fosse? tanto soli si è sempre ugualmente