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Originali o generici?
Buon anno! Buon anno!! Buon anno!!! Buon anno!!1! Buon anno!!1!1 Così dovrei essere a posto fino al 2020, no?
il prof. Ettore Ambrosioni Nella percezione collettiva c'è una pressione dall'alto per tagliare la spesa pubblica, che condiziona medici, pazienti e rischia di incidere sulla qualità delle prescrizioni. Ma gli interventi sulle modalità di prescrizione e di accesso ai farmaci...
VIDEO Differenze tra farmaco generico e farmaco 'brand'-intervista prof. L. Gallelli, Catanzaro
Intervista al prof. Luca Gallelli, Professore di Farmacologia Clinica presso l'Università di Catanzaro. Il farmaco 'brand' è quello originale, di riferimenti, registrato e ha di solito un nome di fantasia.
Ha un brevetto della durata solitamente 20 anni. Ma non bisogna pensare che 20 anni siano di pura commercializzazione, perchè il conteggio degli anni inizia subito dopo la fase di sperimentazione pre-clinica. Le fase cliniche successive durano 8-10 anni e quindi la commercializzazione vera del farmaco brand è di circa 10 anni. Alla scadenza del brevetto qualunque azienda farmaceutica può produrre un farmaco generico che, secondo il decreto del 1996, deve essere simile, per quanto riguarda il principio attivo nella composizione qualitativa e quantitativa, deve avere la stessa formulazione del farmaco brand di riferimento, le stesse indicazioni e una simile bioequivalenza. Nonostante ciò però emergono differenze dal punto di vista clinico: ci può essere una differenza di più o meno del 5% di principio attivo tra farmaco generico e farmaco brand; di più o meno 20% nella bioequivalenza tra i due tipi di farmaci. Inoltre non si fa riferimento agli eccipienti e ci possono essere differenze per le indicazioni cliniche.
I produttori di equivalenti denunciano gli effetti che burocrazia e ritardi nei pagamenti stanno causando al settore. Ma è anche necessario poter compensare i pagamenti del pay-back con i crediti nei confronti delle Regioni afferma il presidente dellassociazione Enrique Häusermann.
“Nella situazione di crisi attuale – dice il presidente AssoGenerici, Enrique Häusermann a commento delle recenti dichiarazioni di diversi esponenti dell’industria italiana – è difficile per tutti mantenere i bilanci in positivo salvaguardando i livelli occupazionali, a maggior ragione lo è per chi, come i produttori di equivalenti italiani, pur operando in un settore tecnologicamente avanzato, ha una marginalità ridotta e una pressione fiscale tra le più alte in Europa”.
Avvicendamento alla guida di AssoGenerici
Giorgio Foresti lascia per una nuova esperienza professionale, a succedergli nel segno della continuità il Vicepresidente Enrico Hausermann Roma, 17 gennaio 2013 - Giorgio Foresti ha rassegnato oggi le sue dimissioni dalla Presidenza di AssoGenerici, carica che ha rivestito ininterrottamente dal 2008, anno della sua prima elezione. Foresti, una delle personalità del mondo farmaceutica che più ha contribuito allo sviluppo dei medicinali equivalenti in Italia, lascia contestualmente alle sue dimissioni dalla casa farmaceutica Teva per iniziare una nuova esperienza in un altro settore del comparto farmaceutico. A succedergli nella guida dell’Associazione, il Consiglio Direttivo ha nominato l’attuale Vicepresidente Enrico Hausermann, amministratore delegato di EG, nel segno della continuità della linea politica perseguita negli anni da AssoGenerici. Il Consiglio Direttivo, nel ringraziare il dottor Foresti per l’opera da lui svolta, augura buon lavoro al Presidente Hausermann.
Il business dei farmaci
Novartis è una multinazionale farmaceutica svizzera nata nel 1996 dalla fusione tra la Ciba-Geigy e i laboratori Sandoz (inventori dell'LSD).
Presente in 191 paesi e al secondo posto a livello mondiale per fatturato, è leader nello sviluppo di vaccini e produce noti farmaci come Voltaren, Clozaril, Tegretol, Diovan, Gleevec/Glivec, Neoral/Sandimmun, Femara, Ritalin, e Lamisil.
Novartis non brilla tuttavia per correttezza. Secondo quanto riportato da Contropotere, infatti:
ha esercitato un'intensa pressione sull'UE per ottenere l'autorizzazione alla commercializzazione di semi geneticamente modificati (OGM);
è uno dei maggiori gruppi mondiali dediti alla manipolazione genetica, e produce mais-bt che resiste all'erbicida glufosinate ma non agli insetti;
è il secondo produttore al mondo di pesticidi e il primo di atrazina, un erbicida che si è dimostrato cancerogeno negli esperimenti di laboartoio e che è correlato al tumore della mammella, a linfomi e leucemie: l'atrazina filtra nel terreno e contamina le falde acquifere mettendo a rischio la salute di milioni di persone;
attraverso Gerber (compagnia di prodotti alimentari per bambini e neonati che ha poi venduto a Nestlé nel 2007) ha usato abitualmente OGM in Nord America negli alimenti da essa prodotti e ha violato il codice OMS sul latte in polvere.
Oltre a questo, Novartis:
è il produttore del Ritalin (metilfenidato), pericolosa anfetamina somministrata ai bambini per trattare l'immaginario disturbo dell'AHDD e ADD e attivamente propagandata nelle scuole;
tenta ormai da 6 anni per vie legali di impedire all'India di produrre farmaci salva-vita a basso costo per milioni di persone nei Paesi poveri, come denunciato più volte da Medici Senza Frontiere;
e che dire del contratto segreto con il Governo italiano sulla vendita del vaccino per l'influenza suina A-H1N1 (che alcuni ritengono essere stata prodotta dalla stessa Novartis sulla base del ceppo del 1918)?
Più in generale, che quello delle grandi multinazionali farmaceutiche sia un business senza scrupoli, tra false malattie e pratiche criminali, è un fatto ormai noto. Ma almeno chi tra noi non necessita di farmaci salvavita (sui quali molti neppure lesinano di speculare), può nel suo piccolo boicottare il business acquistando i farmaci equivalenti o alternativi anziché quelli "griffati".
In attesa che qualcun altro si faccia avanti come è accaduto recentemente per la GlaxoSmithKline, che dovrà pagare 3 miliardi di dollari di danni per illeciti e pratiche criminali.