Questa, questa è l’ultima foto che ti ho inviato. Lo ricordo bene, l’estate scorsa, ci eravamo rivisti, ti avevo fatto vedere che belle onde mi erano venute sulle ciocche di capelli davanti mentre ero al mare e tu mi avevi scritto in un messaggio mi avevi risposto che sì, erano proprio belle, che solo qualcuno di molto speciale poteva avere dei “boccoletti” tanto carini. Così io ti avevo mandato questa foto. Mi volevo mettere i capelli davanti al viso come per dire, “divento rossa”, come quando facevo la vergognosetta e la vanitosa allo stesso tempo e tu rimanevi così affascinato da quel fare consapevole di donna e di bambina allo stesso tempo. E c’è poco da dire. Quegli occhi non li ho fatti più. In nessuna altra foto che mi sono scattata ho questi occhi, questa carica, questa luce. È incredibile quanto sia forte la differenza, se poteste vedere tutte le altre non potreste che darmi ragione, non è soggezione la mia. Quegli occhi non li ho più fatti a nessuno. Dentro c’è scritta la voglia incredibile che avevo sempre di te, il desiderio viscerale di toccarti, di sentirmi toccare. Questi erano i tuoi occhi. Erano i miei occhi quando ancora vedevano te.












