L’ascesa ‘Esagerata’ di Tananai
Ogni medaglia, si sa, ha due facce. Tananai e la sua musica non fanno eccezione: da una parte c’è Alberto Cotta Ramusino, belloccio, occhiaie e giornate improvvisate, un coglione come ama definirsi; dall’altra Tananai, un artista che non conosce altro mezzo al di fuori della musica per esprimere il suo mondo interiore.
Ogni lato porta in seno una traccia del suo opposto. Alberto ha le braccia ricoperte di tatuaggi di Schiele a riprova della sua natura artistica. Lo pseudonimo Tananai racconta molto della persona che è Alberto. Il termine deriva da un etimo incerto del nord Italia e significa un ragazzo che non ha imparato molto, uno acerbo, un sempliciotto. Così era solito chiamarlo suo nonno e così ha deciso di presentare il suo progetto musicale al pubblico.
Il dualismo del cantante classe ’95 si rispecchia nel suo nuovo singolo Esagerata, uscito lo scorso 3 dicembre e che, udite udite, lo porterà sul palco di Sanremo Giovani. Una svolta inaspettata per il ragazzo di Cologno Monzese che il 15 di dicembre gareggerà con alcuni tra i migliori giovani emergenti della musica italiana sul prestigioso palco del Teatro Ariston.
Con Esagerata Tananai inaugura una nuova fase della sua carriera, dando una precisa connotazione alle sue nuove produzioni. Ancora una volta torna utile la metafora del dualismo. I suoi pezzi sono ingannevoli: ti portano dove vogliono e poi ti trafiggono il cuore. Il brano si costruisce un pezzo alla volta mentre Tananai con la sua solita Maleducazione canta dell’ennesima storia d’amore che ha mandato alla deriva. Il beat suggerisce un mood disinteressato, di certo non impegnato, almeno fino al ritornello dove avviene la magia.
Però sei brava Solo in settimana Chissà dove ti sei buttata Tra le braccia di un idiota Sei una tipa complicata Sempre stata esagera— Non ti parlo più Da quando hai detto: "Non ti parlo più" E non ti vado giù Da quella storia che non ti va giù E non impari mai E non impari mai E non impari mai E non impari
Synth e pad disegnano un loop dove il risentimento di Alberto è chiaro. Dopo numerosi tentativi di dialogo cede stremato, la base sfuma e lascia spazio a un ritornello che sublima il timbro basso e avvolgente della voce. Il bridge strumentale chiude il brano e senza accorgersene lo abbiamo già fatto ripartire.
Ma chi è Tananai e da dove salta fuori?
Il progetto aperto nel 2019 dai singoli Volersi Male e Bear Grylls in realtà non è il primo per il talento lombardo. In pochi lo hanno riconosciuto, ma il primo pseudonimo di Alberto Cotta Ramusino è stato Not for us. Il primo amore di Tananai infatti è stata la musica elettronica che tutt’ora contamina le sue canzoni. Un progetto che stava andando a gonfie vele: tra i finalisti del talent televisivo Top Dj, vinto infine da Albert Marzinotto, e un trasferimento a Londra per lanciarsi verso il panorama internazionale. Salvo poi stufarsi.
L’ormai ex dj ha raccontato in diverse interviste come avesse perso gli stimoli per un genere avviatosi verso il declino. A testimoniarlo l’evoluzione delle classifiche orientate verso altri mari. L’ascesa di quella massa potente quanto informe che in Italia è chiamato “indie” lo ha riportato all’ovile con una nuova sfida: cantare. Prima di Tananai infatti Alberto non aveva mai inciso la sua voce sui propri brani né aveva mai reso pubblici i suoi testi.
Dopo i primi 3 singoli d’esordio tra i quali si cita Ichnusa, brano spartiacque della sua nuova carriera, pubblica Piccoli Boati, il suo primo EP capitanato da Giugno, presenza fissa della playlist Indie Triste targata Spotify. L’album ambientato nella periferia milanese è di una malinconia disarmante. Anche in questo caso Tananai si conferma il solito cazzaro citando Eugenio Montale in 10k scale e ironizzando sulla mancanza del bidet quando si viaggia all’estero in Bidet (e altre scuse per mancarsi). Fra rimandi intertestuali e gags però non si perde la retta via e l’EP si chiude ciclicamente come è iniziato: Saturnalia, il brano di chiusura, racconta di un vecchio festival di musica elettronica a cui il cantante era solito andare per ballare fino all’alba. In un capannone ora in disuso si concentra tutta l’emozione di Tananai.
Dopo un modesto silenzio aggredisce il 2021 con Baby Goddamn: beat che ricorda il miglior Eminem e testa che proprio non riesce a stare ferma. In seguito Maleducazione e Esagerata, dove il ragazzo buono a nulla sembra essersi parzialmente ricongiunto con il suo primo amore per la musica elettronica.
Il talento di Tananai non passa inosservato ai grandi della musica italiana. Di recente compare nel nuovo album di Fedez nel brano Le madri degli altri e ha collaborato con Jovanotti all’interno della nuova raccolta del padre del rap italiano intitolata Il Boom in uscita il 10 dicembre.
La dialettica di Tananai è ammaliante. Chi sei e chi ti dà il diritto di stravolgere la mia vita in questo modo? Le innumerevoli storie d’amore che ha rovinato sono anche le nostre e, a differenza di quanto sottintende il nome d’arte, in ognuna di esse si nasconde un insegnamento. Tutta colpa della nostalgia, ma quanto è bello stare male.
















