Essi vivono (1988)
Come reagireste se all’improvviso scopriste che la nostra realtà non è davvero come sembra? Se dietro a ogni immagine pubblicitaria che vediamo ogni giorno si nascondesse un ben più inquietante messaggio subliminale come “obbedisci”, “lavora”, “sposati”, “riproduciti”, ecc.?. Se grazie a un paio di occhiali da sole speciali si riuscisse a capire il vero mondo al di là di “tutta la propaganda, lo sfarzo, i cartelloni e così via”, intravedendo “una dittatura nella democrazia" e un "ordine invisibile che sostiene la tua apparente libertà”? Una decina di anni prima del più famoso “Matrix” (1999) dei fratelli Wachowski, il regista newyorkese John Carpenter girò un film in apparenza etichettato come appartenente alla nicchia di fantascienza, ma che in realtà graffiava ferocemente contro la società consumista americana degli anni ‘80 in pieno sballo mistico-politico da liberismo reganiano. La trama del film era molto semplice e diretta: nella società moderna coloro che occupano posti di potere e di controllo sono in realtà alieni perfettamente mischiati e amalgamati in mezzo a noi sotto false sembianze, riconoscibili solo attraverso speciali occhiali “rivelatori”. A un giovane disoccupato, che arriva a Los Angeles in cerca di lavoro (interpretato dal wrestler Roddy Piper), l’amara scoperta di questa verità e la decisione di svelarla all’umanità intera. Carpenter non era di certo un regista di primo pelo allora e neppure al suo primo film “politico”, aspramente critico verso la società a stelle e strisce. Già in “La Cosa” (1982) - remake del film di Howard Hawks “La Cosa da un’altro mondo” (1951) - il cineasta allora quarantenne aveva ribaltato un classico soggetto di fantascienza anni Cinquanta (da guerra fredda e in chiave anti-sovietica) in uno sprezzante attacco alla viziata società nordamericana, metaforizzando che la “cosa”, ovvero il mostro alieno assassino, era in realtà l’individualismo, l’egoismo e l’arrivismo celati neanche troppo velatamente dentro la cultura occidentale. Ma che Carpenter elogiasse l’anti-eroe anti-americano si era già visto nel suo piccolo capolavoro “1997: Fuga da New York” (1981), quando l’iconico Jena Plissken (il mitico Kurt Russel) nel beffardo finale del film preferiva prendersi gioco di tutta la retorica di regime che lo aspettava al varco. Nonostante le sue tematiche ideologiche profonde, “Essi Vivono” è stato un po’ sottovalutato all’epoca della sua uscita, sia dalla critica, che dal pubblico – d’altronde molti film di Carpenter per le loro dirette critiche alla società nordamericana ebbero più successo in Europa che in madrepatria. Tuttavia, ancora oggi, la pellicola resta uno dei film di fantascienza “urbana” più belli che sono stati mai realizzati, non solo dall’autore di piccoli cult movie di genere come “Halloween” o “Fog”, ma in generale da tutto il mondo del Cinema. Tratto dal racconto del 1963 "Alle otto del mattino" di Ray Nelson. Regia di John Carpenter. USA, 1988 Con: Roddy Piper, Keith David, Meg Foster, Peter Jason, George Flower. streaming: https://www.youtube.com/watch?v=uCHcnkXHh7E&feature=youtu.be (rece: Mirko Confaloniera)















