Robert Kennedy Jr. sostiene che l’autismo si può prevenire e basta trovare la “tossina ambientale” che “causa l’epidemia di autismo” negli USA. Ha poi svelato altre verità scioccanti su DNA, diabete, virus e memoria.
seen from United States
seen from United States
seen from Germany

seen from United States
seen from United States

seen from Canada
seen from Portugal
seen from United States

seen from United States

seen from Canada
seen from Spain

seen from United States
seen from United States
seen from China
seen from China

seen from Italy

seen from India

seen from T1
seen from Türkiye
seen from China
Robert Kennedy Jr. sostiene che l’autismo si può prevenire e basta trovare la “tossina ambientale” che “causa l’epidemia di autismo” negli USA. Ha poi svelato altre verità scioccanti su DNA, diabete, virus e memoria.
EPSTEIN E I PIANI SU VACCINI E PANDEMIE
Tra i nuovi documenti dei cosiddetti Epstein Files, ce ne solo alcuni che mostrano che prima che il mondo parlasse di COVID, Epstein, JPMorgan e ambienti legati a Bill Gates discutevano già di vaccini, fondi dedicati e simulazioni di pandemia.
Ecco un riassunto in ordine cronologico dei documenti allegati.
📅 Febbraio 2011 — Epstein e JPMorgan: nasce l’idea del “mega Donor Advised Fund”
Jeffrey Epstein scrive ai vertici di JPMorgan (Jes Staley, mentre da agosto 2011 comparirà anche Mary Erdoes) descrivendo un Donor Advised Fund (DAF):
“Potreste legarlo inizialmente solo al programma Gates…
regalo minimo: 100 milioni.
Fatto bene, sono 100 miliardi di dollari in 2 anni.”
Epstein parla apertamente di:
• comitati per investimenti e distribuzioni
• struttura simile a un fondo comune
• dipartimenti di compliance e revisione IRS
• gestione di asset complessi (“arte, società chiuse, partecipazioni”)
In una frase (parzialmente oscurata nel documento) emerge anche la tensione centrale: fare soldi (“money-making”) dentro una struttura formalmente filantropica (“charitable”), mantenendo le parti profit “separate e a distanza di sicurezza” (“arms length”).
📅 Febbraio 2011 — JPM come operatore
In un’altra email Epstein chiarisce il ruolo di JP Morgan:
“JPM sarebbe una parte integrale. Non consulente, ma operatore e compliance.”
Il DAF viene pensato come macchina operativa per grandi patrimoni (tipo il Giving Pledge), con:
• anonimato flessibile
• possibilità per i donatori di influenzare investimenti e beneficiari
• nessuna timeline fissa, ma enorme “pressione di cassa”.
📅 Estate 2011 — Vaccini al centro della strategia
Qui i documenti diventano molto più espliciti.
Epstein scrive a JPMorgan (in copia Boris Nikolic, consulente scientifico di Gates):
“Una proposta basata su silo [una struttura compartimentata] che farà avere a Bill più soldi per i vaccini.”
In un’altra email aggiunge:
“Dovremmo essere pronti con un ramo offshore — soprattutto per i vaccini.”
E ancora:
“Nella presentazione deve essere incluso che questo permetterà ‘denaro aggiuntivo per i vaccini’.”
Epstein insiste sul framing comunicativo.
Parla di “credito emotivo”, di donatori “molto sensibili” e di Bill Gates “terribilmente frustrato” dai risultati ottenuti finora.
📅 2013 — Salute globale come investimento
Un documento ufficiale della Gates Foundation per un panel JPMorgan descrive il Global Health Investment Fund (GHIF):
“Il fondo investirà in farmaci, vaccini e diagnostica mentre tenterà anche di generare un ritorno finanziario per gli investitori.”
Viene presentato come esempio virtuoso di collaborazione tra fondazioni, governi, grandi patrimoni, aziende farmaceutiche e una banca d’investimento.
📅 2017 — Pandemie, simulazioni e DAF come ‘contrappeso’
Nel 2017 compaiono due elementi nuovi.
In una email di lavoro (bgC3), tra i risultati richiesti compare:
“Strain pandemic simulation”
(simulazione di pandemia basata su ceppi patogeni)
Il tutto nello stesso pacchetto di:
• sanità
• neurotecnologie
• applicazioni di difesa e intelligence
Nello stesso periodo Epstein scrive:
“Potrebbe essere un grande passo in avanti per aree chiave come energia, pandemia ecc… con i massicci tagli alla scienza in arrivo, il Donor Advised Fund dovrebbe essere il contrappeso.”
Riepilogando:
Dal 2011
• progettazione di strutture finanziarie enormi (DAF)
• minimi di accesso altissimi
• uso di architetture filantropiche per canalizzare capitali
con un focus ricorrente su:
• vaccini
• salute globale
• strumenti di investimento
• ritorni finanziari
• comunicazione strategica
Nel 2017:
• la parola “pandemia” entra esplicitamente come area chiave
• insieme a simulazioni, biotech, fondi e mobilitazione di capitali
Sto pensando di lanciare una raccolta fondi per una ricerca scientifica.
Voglio dimostrare l’ipotesi che fra coloro che appendono i CD allo specchietto retrovisore per non farsi beccare dall’autovelox e i novax ci sia una correlazione pari a 1. Con deviazione standard uguale a zero.
I fondi mi servono per comprare un camice bianco, per sembrare più credibile durante le interviste, e una compilation della Deutsche Grammophon che mi piace tanto.
Vi regalo una teoria del complotto inventata da me. Spero che abbia successo, perché vorrei scrivere la storia nel campo del complottismo. Avete presente quando dicono "mio nonno beveva, fumava, si drogava ed è vissuto fino a 95 anni?". Secondo me questi fantomatici nonni sregolati conducevano vite morigerate da monaci buddisti, a parte quando incontravano i nipoti (e lo facevano di rado, per non intaccare il loro stile di vita salutista). E si comportavano così perché odiavano il genere umano e volevano sterminarci con l'inganno. Io stesso ci sono cascato. Non fate come me.
[L'Ideota]
"Ben, il tuo guaio è che sei come un gufo: più luce gli butti addosso, meno ci vede."
La massa di questa società si chiama Ben.
“ Non avevi contatti con i Kennedy. No. Io nei primi anni Sessanta ho lavorato con Bobby a Chicago. Brevemente. Lavoravamo con un tizio di nome Ed Hicks che cercava di ottenere libere elezioni per i tassisti di Chicago. Kennedy era sostanzialmente un moralista. In breve tempo si sarebbe fatto una lista di nemici stupefacente e si vantava di sapere chi fossero e cosa stessero tramando. Non lo sapeva, ovvio. Quando un paio di anni piú tardi suo fratello venne ammazzato si ritrovarono invischiati in una sequela di intrighi e complotti che non sarebbero mai stati chiariti. In testa all’elenco c’erano l’omicidio di Castro e, se questo non fosse andato a segno, l’effettiva invasione di Cuba. Alla fine non credo che sarebbe successo ma è una specie di spia dei guai in cui si trovavano. Mi sono sempre chiesto se non ci sia stato un momento in cui Kennedy rendendosi conto che stava per morire non abbia sorriso di sollievo. Dopo l’ictus del vecchio Joseph per qualche motivo i Kennedy hanno ritenuto opportuno dichiarare guerra alla mafia. Ignorando lo storico accordo che il vecchio aveva stretto con loro. Non ho idea di cos’avessero in testa.
Jack continua a scoparsi la fidanzata di Sam Giancana – una signora di nome Judith Campbell. Anche se in tutta onestà – espressione curiosa – penso che Jack l’abbia vista per primo. Se non lui uno dei suoi papponi. Un tale di nome Sinatra. Cosa vogliamo dire dei Kennedy? Piú unici che rari. Un mio amico una sera a Martha’s Vineyard è andato a una festa privata e quando è arrivato Ted Kennedy stava accogliendo gli invitati sulla porta. Indossava una tuta giallo canarino ed era ubriaco. Il mio amico ha detto: Complimenti per la mise, senatore. E Kennedy ha detto sí, ma io me la posso permettere. Il mio amico – che è un avvocato di Washington – mi ha detto che i Kennedy non li aveva mai capiti. Li trovava sconcertanti. Ma quando ha sentito quelle parole dice che gli son cadute le bende dagli occhi. Ha pensato che probabilmente erano incise nello stemma di famiglia. Comunque si dica in latino. Sia come sia, non ho mai capito perché da nessuna parte esiste un monumento intitolato a Mary Jo Kopechne. La ragazza che Ted ha lasciato annegare nell’abitacolo dopo che lui ha tirato la macchina giú da un ponte. Non fosse stato per il sacrificio di quella donna quello squilibrato sarebbe diventato presidente degli Stati Uniti. Per me a parte Bobby erano solo una banda di psicopatici. Presumo che in qualche modo Bobby sperasse di poter scagionare la famiglia. Anche se certamente sapeva che non sarebbe stato possibile. Nei forzieri che avevano finanziato tutta l’impresa non c’era un solo centesimo pulito. E poi sono morti tutti. Ammazzati, perlopiú. Non sarà Shakespeare. Ma un discreto Dostoevskij. “
Cormac McCarthy, Il passeggero, traduzione di Maurizia Balmelli, Einaudi (Collana Supercoralli), 2023; pp. 334-335.
[Edizione originale: The Passenger, Alfred A. Knopf Inc., New York City, U.S. 2022]
La cultura dei “maestri del sospetto” che ci hanno insegnato a scuola – la cultura che ci rende tanto supponenti, e sempre terrorizzati di perdere un layer – serve forse a interpretare la commedia: un generale Vannacci, poniamo, che in pratica fa sedute di psicanalisi in pubblico, e che quasi ci commuove per come somiglia al militare di “American Beauty”. Ma la ricerca compulsiva del dietro le quinte e del significato nascosto si rivela ridicolmente inadeguata di fronte alla tragedia: poniamo, davanti al dittatore Putin. “Quali saranno mai i suoi veri intenti?” hanno continuato a domandarsi nei decenni i machiavellici materialisti, nicciani o psicanalitici; e mentre ripetevano che Putin “è troppo intelligente per gettarsi in un’impresa simile…” coccolavano in realtà la propria presunta intelligenza, il proprio comfort sovrastrutturale – come già i loro avi con Mussolini, con Stalin e con Hitler. Invece se il dittatore dice che vuole invadere uno Stato è proprio perché si appresta a invaderlo; se elimina alla luce del sole i dissidenti è perché sente il bisogno di eliminare i dissidenti; e forse se lascia cadere minacce atomiche è perché vuole usare armi di distruzione di massa. Ma come lo capiremo, se non ce lo hanno insegnato a scuola - se riconoscerlo ci toglie dalla faccia l’arietta da furbi che si strizzano l’occhio, e che ci è sì cara finché nessuno viene a sterminarci?
Matteo Marchesini
Errata corrige: il mio superpotere è trasformare tutto ciò che non capisco e che non voglio capire/ farmi piacere in un complotto