Avvertenze: scritto da ubriaco, mai riletto
L’indecisione se scrivere o meno è forte. Mi ero promesso di restare lontano dal telefono, moderna carta e penna, però i pensi continuano a palesarsi per via dell’alcol. Prima mi chiedevo come si chiamasse la cameriera bionda, poi mi sono ricordato una citazione di Shakespeare “una rosa avrebbe lo stesso profumo anche se si chiamasse con un nome diverso”. A questo ho collegato anche Balnibarbi nel libro “I viaggi di Gulliver” dove le parole risultano talmente superflue che gli scienziati portano dietro dei carretti carichi di robe da mostrare (è assurdo, lo so benissimo). Ricordi del liceo di 10 anni fa.
Quando il nome diventa solo una convenzione sociale, non esiste… alla fine sono solo suoni, al limite della teoria delle stringhe: una vibrazione che in qualche modo dà significato alla realtà, forse anche esistenza. Non so, questioni fuori dal mio campo di studi che mi affascinano. Forse un giorno saprò fregarmene di tutto e studiare tutto quello che voglio, quando la malattia e la sonnolenza se ne andranno. Spero presto. Ho sempre vissuto per il sapere e già dalle elementari volevo essere uno scienziato, nel senso più largo del termine. […] . Volevo sapere di tutto un po’ per non aver problemi a destreggiarmi tra i problemi: danzare tra le conoscenze. […] Se avessi tale sapere probabilmente sarei indistinguibile da un Dio. Del resto una specie superiore alla nostra con tale conoscenza come potremmo distinguerla tra l'essere alinea o far parte delle divinità? Alla fine questa è la visione delle civiltà cosmiche, mi fermo perché tra il paradosso di Fermi, le simulazioni, la teoria delle civiltà non mi ricordo molto e non vorrei commettere altri errori.
Piccolo stacco derivato da conversazioni sulle ragazze di oggi. Spesso è difficile trovare qualcuna che non sia solo carne, con cui scontrarsi mentalmente prima di scopare. Il sesso è anche connettere i cervelli. Quando l’atto si compie ti estranei, derealizzi, depersonalizzi. Entri nella sua mente, dispersa nella realtà. Il corpo diventa solo come un tramite con data di scadenza. […] sesso, amore, riproduzione o qualsiasi altro termine associabile a due che scopano è una sintesi tra corpi. […] Ho sentito di alcune droghe che annullano il tuo io, qui sto parlando di un’azione naturale ma al tempo stesso innaturale perché arriviamo a dubitare di tutto.
Va bene, basta parlare di scopate che mi sembrano lontane. […] Mi chiedo spesso se questi pensieri siano comprensibili siccome sono flussi di coscienza, sgrammaticati, scorretti […] è inutile… mischio sesso ed erotismo allo stile di scrittura e alla cultura. Non riesco a separarle.
Non voglio pensare, ma fa parte di me. Ho provato a scindermi tra animale ed umano ed ho fallito. Forse dovrei far imparare a convivere queste due nature e come Machiavelli usare sia leone che volpe. Ci proverò, magari è la soluzione.
Alieni noi? Io mi alieno da tutto questo. Che ho da perdere? Che ho da essere impopolare nel leggere un libro mentre bevo birra e whiskey come Bukowski in un pub? Nulla! Che ho da perdere nell’essere me stesso, la versione migliore o peggiore? Nulla! Sono già il nulla e non posso rischiare niente. Ho solo da guadagnare. Quindi domani, sabato, mi porto dietro un libro di Bukowski da leggere con il suo drink preferito. Va bene comunque. Magari sarai la scusa giusta che aspettavo da tempo per parlare con qualcuna. Ci sta. Sperimentiamo come ogni artista nei secoli. Mi ricordo quando non sapevamo che cazzo fosse la prospettiva nei quadri e l’abbiamo trovata.