And then a doodle that escalated quite a bit whoops. But the greek mythology setting I have with @greebers is living rent free in my brain at all times currently.
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Eutropia Voltron Bogles Brawl
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Commander: Eutropia the Twice-Favored
Creatures 2 Loaming Shaman Setessan Champion
Enchantments 24 Hard Cover River’s Favor So Tiny Enhanced Surveillance Frogify Kasmina’s Transmutation Mystic Subdual Omen of the Sea Ominous Seas Starlit Mantle Kenrith’s Transformation Setessan Training The Binding of the Titans Charmed Sleep Eyes Everywhere Ichthyomorposis Rousing Read Waterknot Feral Invocation Hydra’s Growth Omen of the Hunt The First Iroan Games Primal Empathy
Other Spells 9 Ranger’s Guile Veil of Summer Soul-Guide Lantern Lazotep Plating Return to Nature Arcane Signet Mirror Shield Clear the Mind Fungal Rebirth
Lands 24 8 Island 8 Forest Mystic Sanctuary Breeding Pool Simic Guildgate Temple of Mystery Thornwood Falls Command Tower Evolving Wilds Fabled Passage
Rumor: Ugh, Eutropia brought that disgusting mutt of hers to the Elbistan Tournament last spring, and the… https://pathfinderwiki.com/wiki/Eutropia_Stavian
Quote: Grand Prince Stavian III’s daughter, only child, and constant irritation, Princess Eutropia is a mix… https://pathfinderwiki.com/wiki/Eutropia_Stavian
I sogni della Tosse, deliri e visioni a Palazzo del Parco a Bordighera fino ad aprile. / Eutropia - OrianaG
Pubblicato su Eutropia n° 4, Carnevale 2014. Venerdì 7 febbraio: sogno di una notte di mezza estate in una tiepida sera d'inverno con il Teatro della Tosse.
Il Palazzo del Parco di Bordighera è già assaltato da folle carnevalesche elettrizzate e surriscaldate da buon vinello. Si brinda al paesaggio scheletrico-goticheggiante che campeggia sul palco: una varietà di elementi simili a seggiole, trespoli oppure simboli esoterici? Piacevolezze estetiche? Mobilio a incastro? Lapidi cimiteriali? Orologi a cucù incompleti e rifiutati?
Tutto ben incastrato su due ali che convergono al centro del palcoscenico: un cerchio di terra rossa, allusione forse a combattimenti o alle atmosfere del sottobosco o alla polverosa sottotrama shakesperiana. Il tutto sovrastato da quella che appare come la struttura ramificata di un tendone da circo, sotto la quale si muovono scattanti folletti punk, creaturine a metà tra il boschivo e la fauna urbana metropolitana; zeppe e anfibi da asfalto su agilità da scoiattolo curioso. Puk e il suo ombrellino spiralico sono l'incarnazione del concetto.
Intervista a Francesco Basso: Lucio Fulci, violenza e passione / Eutropia - OrianaG
Pubblicato su Eutropia n° 3, febbraio 2014.
Francesco Basso (anche autore della recensione cinematografica di questo numero) si laurea alla specialistica in Scienze dello spettacolo di Imperia nel 2012. Meno di un anno dopo, la sua tesi "Lucio Fulci - Le origini dell'horror" viene pubblicata e presentata in cornici particolari e importanti, come la Fiera del Libro di Imperia e l'Italian Horror Fest di Nettuno.
Dieci parole di numero che descrivano il tuo libro. «Cerco di incarnare lo spirito poetico di Fulci, è un libro sincero, fatto con tanta passione.»
Perché hai scelto Fulci? «È un regista italiano rivoluzionario che mi ha colpito totalmente. La sua messinscena della violenza ricorda il Teatro della Crudeltà di Artaud, colpisce fortemente lo spettatore che assiste a veri e propri dipinti di morte. Nel libro parlo anche dei suoi gialli, erotici e commedie nei quali permane questa violenza molto particolare perché catartica, liberatoria. Non a caso lo scrittore spagnolo Ruben Higueras collega le pellicole di Fulci a quelle di Ėjzenštejn, entrambi mirano a stordire e colpire con immagini molto feroci lo spettatore. »
Quali e quante persone sono state coinvolte nel tuo progetto? «I primi sono stati il professor Saverio Zumbo e il professor Roberto Trovato del DAMS, relatore e correlatore della mia tesi. Hanno creduto nel progetto e li ringrazio davvero molto. Poi l’editore Giordano Lupi, lo storico di cinema Roperto Poppi, il direttore della fotografia Roberto Girometti, il critico di cinema Paolo Albiero. I miei colleghi del DAMS Pamela Pepiciello e Andrea Piana mi hanno dato una mano a visionare i film, Elisabetta Novaro e Orlando Botti che sono riusciti a scovare chicche interessanti e curiosità sorprendenti. Importantissimo il supporto di Maurizio Arietti che mi ha spiegato i retroscena sulla censura di alcuni film. Anche la Cineteca di Bologna mi ha fornito tanto materiale utile. »
Dove hai presentato il libro finora? «Dopo la pubblicazione nel maggio 2013, sono stato alla Fiera del Libro di Imperia, assieme a Giordano Lupi, a Sanremo all’interno di Rock in The Casbah, grazie a Marco Vallarino e Angelo Giacobbe, e a Nettuno all’Italian Horror Fest, dove a presentare il mio libro è stato Antonio Tentori, lo sceneggiatore di Lucio Fulci. A Nettuno ho anche il suo compositore, Fabio Frizzi e la figlia Antonella Fulci, davvero grandi emozioni. »
C’è un aneddoto, durante la stesura della tesi o successivamente, che credi valga la pena raccontare? «Uno un po’ strano c’è. Era giugno 2012, da poco mi ero messo a scrivere la tesi e Pamela, la mia ragazza, mi spinse ad andare alla Fiera del Libro di Imperia per vedere se trovavo del materiale. Non ne avevo molta voglia, ma accettai. Girando per gli stand mi imbattei in un signore che vendeva libri sul cinema italiano di genere. Ne acquistai parecchi e feci per andarmene quando Pamela mi disse: “Guarda che questo signore potrebbe essere Giordano Lupi, l’autore di Lucio Fulci: Filmare La Morte”. Mi sembrava troppo strana come idea, ma la mia ragazza volle insistere e chiese conferma al signore dello stand. Ancora adesso ringrazio il Cielo che l’abbia fatto. Quel signore era proprio Giordano, ora mio editore. Grazie mille Oriana dell’intervista. Davvero bella. Un saluto horror a tutti i lettori! »
Grazie a te Francesco, per la tua gratitudine verso il DAMS e i tuoi compagni d’avventura.
“Moscerine”, nove piccoli grandi racconti della piccola grande Anna Marchesini / Eutropia - OrianaG
Pubblicato su Eutropia nº 3, febbraio 2014. Anna Marchesini sul palcoscenico la conosco a memoria da quando sono nata, letteralmente. Con il Trio (lei, Massimo Lopez e Tullio Solenghi) erano in RAI alla fine degli anni Ottanta e la mia mamma e il mio papà registravano tutti i loro spettacoli teatrali, che all'epoca passavano in prima serata. Io avevo due anni e credo che i loro Promessi Sposi siano una delle prime cose che ho imparato a memoria della mia vita, insieme alla Genesi di Guccini e alle canzoni di De André e Battisti.
Da allora Anna non ha mai smesso di essere un mito, un modello di riferimento. Una Donna maiuscola, in molti sensi. Qualche tempo fa, ospite da Fabio Fazio, con le mani magrissime e le sue mille voci esilaranti, ha presentato il suo primo libro di racconti, "Moscerine". Un'intervista meravigliosa, un inno alla voglia di vivere e di ridere come solo una persona grande, meravigliosa e guerriera come lei possono regalare (da anni combatte, senza nasconderlo né lagnarsene, con l'artrite reumatoide che la rende ancora più "moscerina" di quanto non fosse già). Là si trova facilmente su YouTube, l'intervista, godetevela di cuore.
Il libro, edito da Rizzoli, è una raccolta di nove racconti «a forte carica umoristica, in cui la narrazione esalta aspetti microscopici talvolta invisibili dell'esistenza, insospettabili trame, elementi irrilevanti eppure capaci di ribaltarne il racconto». Così scrive Anna nella quarta di copertina. Una Anna che trasuda da ogni pagina, i racconti parlano con le sue mille voci, le senti nitide in testa, come se fosse lei stessa accanto al comodino a leggerteli.
Il ritmo dei racconti non assomiglia quasi per niente a quello a cui la magrissima e vivacissima attrice, che da sola tiene il palco con le sue mille maschere, ci ha tutti abituati. Le frasi sono lunghissime, spesso anche faticose da leggere perché con poche virgole, poche pause, molte descrizioni minuziosissime.
Quasi come se la Anna attrice volesse mettere per scritto nel dettaglio lo studio dei personaggi che invece la scena rende più rapido e immediato. Si prende altri tempi. Il tempo di un libro può andare ben oltre le due ore di uno spettacolo teatrale. Leggere un libro può durare giorni, mesi, a volte anni. E l'Anna scrittrice questo tempo eterno vuole goderselo tutto fino in fondo, parlando di piccole, "moscerine" appunto, eternità delle quali chiunque di noi potrebbe raccontare, se si soffermasse come lei ad osservarle al microscopio.
Le mosche sulla torta nuziale, la solitudine di Santo, l'appuntamento della signorina Iovis, le grosse tette di Maria Luce Colli. Piccoli dettagli di piccole esistenze che raccontano grandi verità, regalano grandi emozioni e grandi lezioni in questa piccola, grande meraviglia che è la Vita. Una vita che da sempre Anna attrice, Anna regista, Anna artritica, Anna scrittrice hanno avuto il gusto di analizzare, sezionare, curiosare in ogni minimo anfratto e segreto. Anna Marchesini è, è stata e sarà una donna curiosa e affamata di vita. Entusiasta e sorridente, nella buona e nella cattiva sorte che le capita senza schiacciarla mai. Una piccola grande Donna. Come i personaggi del suo "Moscerine", come la signora Flora, la cameriera secca, Lucia Mondella, Giulietta, Ljuba. Una, nessuna, centomila, chi più di lei.
Non posso che dirti grazie, Anna. Del tuo essere una e tante, del tuo essere mingherlina e fortissima, delle lacrime che da tutta la vita mi fai versare, dal ridere, ma non solo.
Tu vernissage is megl che uan / Eutropia - OrianaG
Pubblicato su Eutropia nº 2, maggio 2012 Sabato 31 marzo ad Arma di Taggia, a mezz’ora e un centinaio di metri in linea d’aria l’una dall’altra, sono state inaugurate due mostre, entrambe di pittura, entrambe molto legate al territorio, entrambe sorprendenti per motivi diversi. Tre i punti i comune: la location, Arma di Taggia appunto; gli autori, tutti fortemente legati al territorio; l’autore dei cataloghi, Fulvio Cervini, nostrano giornalista de La Repubblica.
La mostra di Villa Boselli dedicata all’arte astratta di Osvaldo Poggio ed Ezio Sclavi e quella ospitata alla galleria M’Arte con gli enormi ritratti canini di Clarindo Bassani hanno però dato vita a due inaugurazioni molto diverse. Tanto affollata e “ufficiale” la prima, presentata e fortemente voluta dal sindaco Genduso e dal consigliere alla cultura Orengo, quanto intima e quasi sottovoce la seconda, familiare come l’incontro tra un gruppo di amici (dove comunque sindaco e consigliere hanno fatto capolino, non si sa mai).
Curiosa la cornice storica della mostra in Villa Boselli, che rivela un’inaspettata Arma di Taggia. Crocevia di artisti e laboratorio a cielo aperto tra gli anni '60 e '70, anche grazie alla presenza di Maria Cernuschi, moglie separata di Virginio Ghiringhelli, celebre gallerista milanese, trasferitasi in Riviera nel 1950. Da lei si incontrano il pittore Sclavi, prigioniero di guerra in Tanganika e storico portiere della Lazio, e lo scultore (ma non solo) Poggio, più giovane di quasi trent'anni, giunto in Riviera dall'Accademia Albertina di Torino.
I dipinti di Sclavi, sparsi in molte case private di Arma, e le sculture e installazioni di Poggio (il Monumento ai Caduti, la galleria Florida, il Palazzo Santa Clara), fanno parte da ormai cinquant'anni della quotidianità della tranquilla cittadina ponentina, rendendola un prezioso ed inaspettato museo non convenzionale.
Il processo contrario spetta ai ritratti di Bassani, che rende immortali e monumentali i più fedeli amici dell'uomo. Quanto di più quotidiano esista, il rapporto d'amicizia tra un uomo e il suo cane, viene “consegnato ai posteri”. Nei ritratti viene dipinto solo il viso, come per i soggetti umani, su fondo neutro e in proporzioni doppie rispetto alla realtà. Così la piccola galleria di via San Giuseppe diventa un tempio dedicato ad un'amicizia preziosa e millenaria.
“Cave Canem”, alla galleria M’Arte, continuerà fino al 5 maggio; “Mostra pittura Astratta espongono Osvaldo Poggio Ezio Sclavi”, a Villa Boselli, rimarrà allestita fino al 10 giugno. Entrambe le mostre sono ad ingresso gratuito.