Mentre interi millenni hanno lavorato in favore della permanenza, dell’assialità, dei rapporti e della proporzione, il programma del Junkspace è l’escalation. vegas.jpgInvece dello sviluppo, esso offre entropia. […] Il cambiamento è stato staccato dall’idea di miglioramento. Il progresso non c’è più; la culura barcolla di lato senza sosta. […]. La trasparenza è scomparsa, sostituita da una densa crosta di usi provvisori: chioschi, carrelli, passeggini, palme, fontane, bar, divani, trolley… I corridoi non collegano più semplicemente A e B, ma sono divenuti “destinazioni”. […] Ogni prospettiva è perduta, come in una foresta pluviale. […] Poiché non ricostruiamo mai o non mettiamo mai in questione l’assurdità di queste dérives forzate, ci sottomettiamo docilmente a viaggi grotteschi attraverso profumi, persone in cerca d’asilo, cantieri, biancheria intima, ostriche, pornografia, telefoni cellulari – avventure incredibili per il cervello, l’occhio, il naso, la lingua, l’utero, i testicoli… […] I resti delle vecchie geometrie creano ancora più caos, offrendo tk.JPGdisperati nodi di resistenza che creano gorghi di instabilità in flussi sempre più opportunistici… Chi oserebbe dichiararsi responsabile di una simile sequenza? […] Il postmodernismo aggiunge una zona di assorbimento degli scontri, un poché virale che frattura e moltiplica la soglia infinita dell’esporre, un cellophane peristaltico che è cruciale per ogni scambio commerciale. […] Dal vicolo cieco dove siete stati depositati da una monumentale scala di granito un ascensore vi porta verso una destinazione invisibile, di fronte a un provvisorio panorama di gesso, ispirato da fonti dimenticabili. […] Può lo scialbo essere amplificato? L’anonimo essere esagerato? In altezza? In profondità? In lunghezza? Attraverso la variazione? La ripetizione? […] La maledizione dello spazio pubblico: fascismo latente sapientemente ammantato di segnaletica, luoghi per sedersi, simpatia… Il Junkspace è post-esistenziale: ti rende incerto su dove sei, rende poco chiaro dove stai andando, distrugge il luogo dove eri. Chi pensi di essere? Chi vorresti essere? […] Il Junkspace sarà la nostra tomba. Metà dell’umanità inquina per produrre, l’altra metà inquina per consumare. […] Il Junkspace è politico: dipende da una rimozione centrale della facoltà critica in nome del comforto e del piacere. […] Il comfort è la nuova giustizia. […] Non è esattamente vero che “si accetta tutto”: in effetti, il segreto del Junkspace è di essere insieme promiscuo e repressivo. […]