Ieri ho pestato un tipo. A sangue. L'ho ridotto malissimo, tipo che i cinque amici, quando ho finito, erano più occupati ad aspettare il 118 che a provare a vendicarlo (d'altronde, visto come si metteva, avrebbero potuto intervenire in tempo).
Era un barilotto di un metro e novanta in libera uscita, appunto, con un gruppo di complici. Noi tranquilli, in disparte, aspettavamo di poter entrare nel locale strapieno; gruppo mistissimo (i miei amici, oltre ad essere tutti in coppia, sono perloppiù sposati...ed un paio si son portati pure i bimbi, immaginatevi quindi...).
Si parlava dei vini da assaggiare (era una vineria, di quei posti in cui degusti, ok?) e cose così. Io non bevo però servono di tutto, quindi non mi son fatto molti problemi ad accodarmi: i miei amici lo sanno da sempre, il perché, sanno che l'ho, boh, elaborato, diciamo, e non hanno alcun problema ad avermi con loro. In più vien comodo per la guida al ritorno, eventualmente.
Quindi, mentre aspettavamo, esce il gruppone e il tipo a mo' di spazzaneve ondeggiava (non è difficile capire perché) spintonando un po' di qua un po' di là senza porsi tanti problemi.
Io ero il più avanzato del mio gruppo, gli altri un po' a parte e aspettavo che ci dessero l'ok per entrare. Uno dei loro bimbi scatta vai a sapere perché e lo vedo che punta l'ingresso da cui veniva il tipone, per cui mi chino (diciamo a razzo) per bloccarlo e tirarlo via. Lo afferro e faccio tipo una mezza rotazione per sollevarlo e do le spalle al locale. Siccome, per fare questo, in qualche modo attiro l'attenzione del tipo che usciva a valanga lui, da dietro (avevo ancora il bimbo in braccio) dice un paio di cose in dialetto che per farla breve riguardano me, i genitori e intimità varie per poi spintonarmi. Io cado in avanti e il bimbo con me (che poi non si fa niente perché in qualche modo finisce in ginocchio).
Ora. Io sono un tranquillone e non m'è mai capitato granché perché credo di aver paura più di ciò che potrei causare agli altri che a me. E, da ieri, ho capito che era una strategia giusta. Fino a ieri.
Mi alzo di scatto e vado dritto alla gola, a pugno chiuso. Mi ricordo giusto che ho dovuto un po' saltare perché il tipo era davvero alto. Il resto boh probabilmente gli è mancato il fiato improvvisamente oltre al fatto che non era molto in sè. Ero su di lui e devo avergli rifatto tre quarti di faccia perché ho le nocche piene di tagli e non so se siano stati i suoi denti o le sporgenze del cranio. Però so che mi ripetevo ancora, ancora, ancora e non mi fermavo.
Alla fine nessuno ha chiesto documenti a nessuno immagino perché i presenti avevano già il loro verdetto.
Adesso, a freddo (più o meno) mi rendo conto di aver esagerato. Cioè, sono stato eccessivo nei modi ma, sul momento, chissà cosa pensavo e, soprattutto, a chi.
Forse, ancora, non ho esattamente elaborato e, sicuramente, tutto quanto sopra non è mai accaduto.
Ma di una cosa potete star certi: l'alcool è meglio non avercelo, come compagno di ricordi perché ha un'aura strana, funziona a credito e, se in un modo o nell'altro, ce l'hai in casa poi torna tutto con gli interessi anche se il conto non l'hai aperto tu.