Per me scoprire che l'interprete dell'ingenuo e bonario Bruno Sacchi è un fanatico razzista rappresenta uno shock. Perché la mia parte infantile, quella che confonde ancora la fiction con la realtà, è portata a pensare che gli attori siano uguali ai personaggi che interpretano. Un po' come quando ho scoperto che Christian De Sica nella vita non è un tamarro dedito alle battute sulle funzioni corporali, ma un raffinato intellettuale, un cultore della filologia romanza che insegna in incognito alla Sorbona. Sono rimasto sbalordito quando ho scoperto il segreto di Christian De Sica, ma poi è suonata la sveglia e sono tornato alla realtà.












