VERGOGNOSI ADESIVI INFANGANO LA MEMORIA DI ANNA FRANK.
QUANDO LA MEMORIA INFANGATA E’ QUELLA DI VINCENZO PAPARELLI CHI DICE QUALCOSA?
Da lunedì tutti i media continuano a parlare di alcuni adesivi ritrovati nella Curva Sud dello Stadio Olimpico di Roma. Nei suddetti adesivi vi è raffigurata Anna Frank, la ragazzina uccisa dai nazisti, con indosso la polo della A.S. Roma. Secondo quanto riportano i media, gli adesivi sono stati apposti in Curva Sud dai tifosi della S.S. Lazio che, da tempo immemorabile, sono fedeli alle ideologie politiche di Benito Mussolini.
Ruth Dureghello, Presidente della Comunità Ebraica di Roma, ha subito colto l’occasione per attaccare l’intera tifoseria della S.S. Lazio senza considerare che in Italia ci sono migliaia di tifosi laziali che non solo non avrebbero mai fatto una cosa simile ma che - e io sono uno di quelli - ne prendono fermamente e decisamente le distanze.
Da quanto apprendo dagli organi di stampa - che per inciso sono da sempre contro la S.S. Lazio e la sua tifoseria - al momento gli uomini della Polizia del Commissariato Roma “Prati” avrebbero identificato 16 persone responsabili del gesto e tre di loro sarebbero minorenni. I responsabili, quando e se saranno condannati, rischiano una condanna per istigazione all’odio razziale e il Daspo, cioè il divieto di assistere fisicamente a manifestazioni sportive.
Secondo voci di corridoio l’idea di affiggere gli adesivi “antisemiti” sarebbe del gruppo Ultras “gli irriducibili” che, sulla Pagina Facebook “CURVA NORD LAZIO”, hanno scritto: “Gli Irriducibili Lazio, a malincuore, si vedono costretti a rinunciare alla trasferta di Bologna per non essere complici di questo "teatro mediatico" a cui stiamo assistendo in queste ultime ore. Il nostro usuale modo di tifare, oggi, potrebbe esser mal interpretato da chi vuole danneggiare ulteriormente la Lazio evidenziando, solo ed esclusivamente, quei sporadici episodi negativi che avvengono in tutti gli stadi del mondo, ma che qui da noi assumono aspetti e proporzioni spropositate cancellando, così, in un attimo, quanto di buono e positivo invece si e' fatto nel tempo e quanto ancora e' nostra intenzione fare. Per questo motivo e visto il momento particolare , invitiamo tutti i tifosi a cercare di non prestare il fianco ad ulteriori strumentalizzazioni ricordando che il bene della lazio e della nostra curva viene prima di tutto. AVANTI LAZIO!”.
La condanna degli adesivi è arrivata da Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica Italiana, Paolo Gentiloni, Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, Segretario Nazionale del Partito Democratico, e dalla Federcalcio che ha imposto la lettura di stralci de “Il diario di Anna Frank” nel pre-partita.
Claudio Lotito, Presidente della S.S. Lazio, nella giornata di ieri, 24 ottobre 2017, è andato con una delegazione alla Sinagoga di Roma per deporre una corona di fiori e stigmatizzare il comportamento scorretto di chi ha affisso gli adesivi nella Curva Sud. Questa mattina, però, la corona di fiori è stata rinvenuta nel Tevere come segno di rifiuto e sfregio verso la S.S. Lazio.
Da tifoso della S.S. Lazio e da estimatore del grande campione Paolo Di Canio prendo le distanze dal gesto che è stato compiuto nella Curva Sud e spero che mai più abbiano a verificarsi simili e deplorevoli comportamenti perché essere laziale è ben altra cosa.
In conclusione, però, vorrei ricordare che più volte le tifoserie della A.S. Roma hanno affisso adesivi, striscioni e quant’altro per vilipendere la figura del tifoso laziale Vincenzo Paparelli, morto a causa di un razzo lanciatogli nell’occhio dagli Ultras romanisti il 28 ottobre 1979.
Quando il povero Paparelli viene vilipeso e la sua memoria viene infangata come mai i media, il Presidente della Repubblica, il Presidente del Consiglio, il Segretario Nazionale del Partito Democratico e la Federcalcio non si indignano e non prendono provvedimenti verso chi compie tali deplorevoli atti?
La volgarità di un gesto resta tale anche quando chi ne viene colpito non è Giudeo, Comunista, Partigiano, ... Un gesto schifoso, un atto di mancanza di rispetto, va sempre punito... non solo quando a compierlo è un Ultras della S.S. Lazio.
Con rammarico e indignazione, Elia.