Lentamente come rivivesse negli occhi la scena del suo primo sorriso alla pioggia la donna con le mani infagottate nel suo sogno sfiorò la lancetta grande dell’orologio sul muro - non erano ore quelle che scandiva ma sussulti segreti – e le sue dita esitavano sul senso da dare al percorso. Così mentre il rubinetto del bagno gocciolava i suoi desideri distorti e la donna delle pulizie si attardava presso i cancelli della chiesa sulla sua pelle si disegnarono due linee curve colorate senza fine: dal comodino, accanto alle boccette di profumo il piccolo cane di pezza annuiva dondolando invano la testa e la coda.
Da: "Il fermaglio di porcellana", Marco Biagetti
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