Ho imparato che l’invidia è una mancata accettazione di sé stessi e non ha nulla a che fare con gli altri. Se tu ti accettassi completamente non proietteresti all’esterno quello che non sopporti, vedendolo negli altri e criticando le loro scelte.
Ho imparato che i tratti spigolosi delle persone sono un riflesso di quello che vorrei migliorare in me stesso. Forse vorrei averne un po’ di più o un po’ di meno, ma se ci penso è proprio così. Ci sono voluti 40 anni per comprendere che quell’odioso giochino che facevamo da piccoli non era poi tanto una sciocchezza. Tu offendevi l’altro disprezzandolo ? E lui o lei di sana pianta rispondeva “specchio riflesso!”
Infine ho imparato che l’Universo rappresenta quella Luce necessaria alla proiezione della pellicola. Quando la fiammella si spegne il film sparisce, quando si riaccende non è detto che tu veda esattamente ciò che devi fare. Molto più spesso il filtro tra la luce e lo schermo ti fa notare i difetti degli altri, ma è dietro al filtro che devi scrutare per comprendere il messaggio.








