15:38
Un taglio di sole attraversa la stanza
e l’aria si fa visibile:
vibra,
brilla,
si muove senza rumore.
Piccole particelle danzano lente,
come se conoscessero un tempo diverso,
più ampio del mio.
Le guardo
e quasi le sento tra le dita:
secche e leggerissime,
come qualcosa che è già stato
e continua a restare.
Sono loro che mi attraversano ogni giorno:
tracce di ciò che è passato,
frammenti di vite vissute,
come se anche gli oggetti, immobili,
ne custodissero una.
Vite di stanze,
di stagioni,
di scaffali zeppi
e di vasi vuoti.
Io nuoto dentro di loro senza accorgermene,
finché una luce obliqua
non le chiama a esistere.













