[Descrivi il tuo progetto] “Voyeur Of Myself” La parola chiave è SCORGERSI. Scorgersi è vedersi inaspettatamente, cogliersi con uno sguardo all’improvviso. È quello che mi capita, a volte, passando, davanti a una vetrina nella quale mi rifletto, attraversando il bagno e notandomi con la coda dell’occhio nello specchio. Quello specchio in cui tutte le mattine, lavandosi, ci si vede senza guardarsi veramente. Voyeur of Myself nasce da questo straniamento, è un viaggio alla ricerca del proprio io attraverso lo scandaglio della propria immagine, passando da quelle con cui vorremmo sempre rappresentarci al mondo a quelle con cui rifiutiamo di identificarci.In una sorta di ‘voyeurismo introspettivo’ Tony D’Agruma si trasforma in un guardone di se stesso per raccontare un percorso di identificazione e distacco, nel tentativo di vedersi partendo dalla propria esteriorità. L’obiettivo è quello di svelare gli aspetti contrastanti di ogni individuo attraverso un’indagine che coinvolge il piano della fisicità, dell’immagine, degli stati emotivi e del pensiero. Tra un’installazione di specchi immagini fotografiche e video accompagnati da scritte e musiche, il pubblico stesso è coinvolto in un gioco di specchi e riflessi. Le tre parti: La prima, 1.0 IL CERCHIO SI E’ CHIUSO?, scava sull’immagine che si ha di sé e sul bisogno di considerazione, per arrivare a far emergere il senso di solitudine che scaturisce quando si prende coscienza dello scollamento che si ha con il proprio io. La seconda parte si concentra sulla liberazione delle emozioni e delle pulsioni di ogni genere per far erompere la contraddittorietà che è propria di ogni individuo, ma che si rifiuta di accettare. La terza parte, in rapporto dialettico con il pubblico, tenta di lavorare sull’accettazione della debolezza umana per imboccare una via che conduca a uno stato armonico. Nella seconda fase, l’intenzione era quella di trasportare la situazione di voyeurismo all’interno del processo di lavorazione : si utilizza uno spazio come residenza creativa in cui si svolge un lavoro di ricerca che progressivamente dà forma all’allestimento della seconda parte di “Voyeur of myself”. Durante tale esperienza, l’autore dà vita a una condizione di “lavoro in vetrina” che consente ai visitatori di osservare, non visti, il processo di creazione. L’allestimento di una “stanza della verità” è facilmente realizzabile con una o più telecamere che riprendono le attività. Altra opzione, più interessante ma di più complessa realizzazione, è la creazione di una stanza con specchi a doppio fondo, come quelli usati dalla polizia per osservare gli interrogatori senza essere scorti. In entrambi i casi, l’autore lavora in isolamento ma consapevole del fatto che, in qualsiasi momento, potrebbe esserci uno sguardo che indaga e spia il suo lavoro. Nel corso dell’esperienza della “stanza della verità” il performer procederebbe al lavoro di ricerca sulla partitura delle azioni fisiche. Si richiede una collaborazione per la realizzazione della seconda parte: al di là del prodotto finito che si intende realizzare, la richiesta riguarda un sostegno al processo di lavorazione riguardante in modo particolare il particolare allestimento dello spazio di creazione soprattutto per i materiali necessari. Tutto ciò potrebbe non comportare un eccessivo dispendio di risorse e in cambio fornire utili momenti di visibilità per entrambe le parti. Sicuramente, nella partita sarei disposto a includere una o più repliche della prima parte e/o fare un prova aperta finale della seconda. Tony D’Agruma Associazione Culturale FORMALIBERA C. Umbria, 20 – 10144 Torino Tel. 011489485 - 3393961573 [email protected] http://tonydagrumaformalibera.blogspot.com http://issuu.com/dagrumaantonio/docs/voyeur_of_myself2/3 [Nome e Cognome / Collettivo] TONY D'AGRUMA FORMALIBERA [Spazio] oltre 50 mq [Categorie] Arti performative, Teatro [Professione] Attore-Insegnante [Durata] fino a 1 settimana