wanted to experiment a lil
seen from United States
seen from United States
seen from Russia
seen from Israel
seen from Georgia
seen from United States
seen from United States

seen from United Kingdom
seen from Türkiye
seen from Georgia
seen from China
seen from Azerbaijan

seen from Jordan

seen from Germany

seen from United Arab Emirates

seen from United States
seen from China
seen from United Kingdom

seen from Russia
seen from Germany
wanted to experiment a lil
Benjamin Dierstein 'Bleus, blancs, rouges
View On WordPress
"Mon Paris de toujours" (2025) de Marin Montagut : le carnet d'adresses d'un esthète
L’artiste, créateur et globe-trotteur Marin Montagut a vraiment un talent pour faire dialoguer illustration, artisanat et esprit d’atelier du XIXᵉ siècle. Après l’ouverture d’une boutique à Paris, voici qu’il publie des livres depuis quelques années. Bulles de Culture vous fait découvrir Mon Paris de toujours, le dernier en date paru chez Flammarion. Notre avis. Continue reading “Mon Paris de…
Cécile Mury 'Paris-Hollywood'
“By the way—” It almost always ends badly for you, on screen. In Z-End, in Nevilles’s Cross or Ride of Darkness, and even in White Trash…“Is that a question?”“Yes.” Why do you die all the time?“Why, that’s a good one.” This is a first. What for? I have no idea. Maybe it excites me because it’s less definitive…—You do this job “because it’s less definitive?”He looked at me with a funny look.…
View On WordPress
More Flammarion!
new WoF OC! They're an astronomer, Sea/Sand/Night tribrid
Plain ref under cut
Les Terres du Ciel - Hommage à Camille Flammarion
Incisione su legno pubblicata nel libro "L'atmosphère : météorologie populaire" di Camille Flammarion, 1888.
Sia la scienza che l'arte si fondano su percorsi di conoscenza, su ricerche e approfondimenti, sull'immaginazione. Design of the Universe (Instagram @designoftheuniverse) opera dal 2013 in questo settore ambizioso, occupandosi di tematiche ancorate nella scienza ma raccontate, interpretate e completate nell'immaginario delle arti visive. Spesso la narrazione riguarda un personaggio storico e i suoi contributi conferiti alla ricerca in un campo come l'astronomia, l'astrofisica, la matematica, la botanica, la chimica, la biologia, mettendo in luce spesso le donne di scienza all'ombra dei loro colleghi. Nel 2025 prestiamo maggiore attenzione a due celebri astronomi nella storia della Francia e dell'Italia, Camille Flammarion (1842/1925) il progetto della primavera e Giovanni Domenico Cassini ( 1625/1712), primo direttore dell'Observatoire Astronomique di Parigi, il progetto dell'autunno.
Giovanni Domenico Cassini, primo direttore dell'Osservatorio Astronomico di Parigi, dal 1671 al 1712.
Camille Flammarion, nel suo Osservatorio privato a Juvisy-sur-Orge. Fin dalla giovane età, Camille Flammarion (1842/1925) mostrò un interesse vivido per il cielo stellato. Questo precoce amore per l’astronomia lo portò a intraprendere un viaggio che sarebbe culminato in una carriera straordinaria. Nel 1858, a solo 16 anni, Flammarion fu assunto all’Osservatorio di Parigi, un impiego che gli permise di immergersi completamente nel suo campo di interesse. Successivamente fondò il suo osservatorio privato a Juvisy-sur-Orge nel 1883 e cinque anni dopo la Société Astronomique de France. Accanto alla sua grande cultura scientifica Flammarion nutrì un profondo interesse per certe teorie sul mondo invisibile e sulla reincarnazione, argomento frequente delle sue opere letterarie che condivise con numerosi scienziati positvisti come l’astronomo, storico della scienza e direttore dell’Osservatorio di Brera, Giovanni Virginio Schiapparelli.
Cupola dell'Osservatorio Astronomico Flammarion a Juvisy-sur-Orge
A cento anni dalla scomparsa l’Atelier Design of the Universe, in partnership con l’Alliance Française di Genova (www.alliancefrge.it) e la Libreria genovese Books in the Piazza, gli dedica un progtto interdisciplinare che si presenta con una serie di eventi collaterali, conferenze, spettacoli, interventi musicali, letture poetiche in italiano e in francese, e video proiezioni. La prima edizione non è solo stato un omaggio a Flammarion, ma anche alla lingua francese, alla francofonia che viene celebrata ogni anno proprio nel mese di marzo. La mostra composta dalle opere di dodici fotografi e compositori digitali, s’intende come un mosaico che rispecchia i mondi paralleli di Flammarion, scienziato e scrittore eclettico. Il progetto espositivo a cura di Elisabeth Vermeer vanta la presenza dei fotografi Carlo Accerboni, Paola Bernini, Salvio Capuano, Sandro Defranchi, Antonio Di Pace, Paola Leoni, Dania Marchesi, Ignazio Marcello Marchisotta, Andreas Mares, Françoise Morin, Mario Pepe, Roberto Vignoli. Come da linea progettuale consueta di Elisabeth Vermeer, la mostra è stata accompagnata da una serie di eventi collaterali, conferenze scientifiche e culturali, live-performance, reading poetico. Il progetto complessivo ha ottenuto il patrocinio della Società Astronomica Italiana, della Société des Amis de Camille Flammarion e si svolge in collaborazione con il Festival “La Fenice” dell’Associazione culturale Sadko e la Fondazione Guido e Giovanna Zavanone, Genova.
Locandina della mostra "En face de l'infini, en face de l'invisible" con una fotografia di Paola Leoni
Dania Marchesi, serie di fotografie "Astro supremo del sogno e del mistero", 2025
Paola Leoni, ciclo di fotografie, 2025
Roberto Vignoli, La Villette, fotografia. Françoise Morin, I codici dell'universo, composizioni digitali.
Da sinistra a destra: Mario Pepe, Gabrielle Renaudot, composizione digitale, 2025. Salvio Capuano, Reincarmazione di Flammarion. Collage, 2025. Andreas Mares, Foto-Pittura, 2025.
Sopra: Antonio di Pace, Cratere Flammarion, fotografia, 2025 Sotto: Cri Eco, live-performance all' Alliance Française di Genova, 6 marzo 2025
Un microevento in occasione del Vernissage della mostra è la performance della scenografa genovese Cri Eco che porta il pubblico in un viaggio nell'universo dell'astronomo francese attratto dal mondo invisibile. (Instagram @cri_eco) https://www.facebook.com/ArtCriEco/
Cri Eco, particolare della sua performance dedicata a Flammarion e la sua passione per lo spiritismo Due eventi collaterali hanno offerto ulteriori collegamenti alla poesia e alla storia dell'astronomia: una conferenza della studiosa genovese Rosa Elisa Giangoia, Presidente della Fondazione Guido e Giovanna Zavanone, e la conferenza in chiusura di Patrizia Caraveo, Presidente della Società Astronomica Italiana. Contemporaneamente con la mostra all'Alliance Française si è svolta un esposizione nella libreria Books in the Piazza di Riccardo Botta, Via Canneto di Curto 12, Genova. Per questa mostra Elisabeth Vermeer ha invitato un gruppo creativo italiano e intercontinentale con Carlo Accerboni, Silvia Bibbo, Salvio Capuano, Roberto Carloni, Zhanna Chaban, Debora Ferruzzi Caruso, Silvana Franco, Enza Lomonaco, Joanne Morgan, Françoise Morin, Maria Antonietta Lemmi, Liliana Santandrea.
Locandina della mostra nella Libreria Books in the Piazza, Genova
Locandina con un disegno di Roberto Carloni che realizza le sue opere con la penna BIC.
Come già in altre mostre precedenti l'allestimento realizzato dalla curatrice le opere degli artisti, sporgendosi dagli scaffali, coesistono con migliaia di libri in un allestimento spiritoso e innovativo.
Interno della Libreria Books in the Piazza
“355 Gabriella” è stato un omaggio speciale alla brillante ricercatrice il giorno della Festa Internazionale delle Donne 2025 che ha visto protagonista, oltre all'arte, anche la scrittura. Le genovesi Milena Buzzoni e Patrizia Loria hanno letto oltre ai loro brani anche quelli di Nicoletta Manetti, Marisa Tumicelli, e Lucia Rachini.
Debora Ferruzzi Caruso, Macchia di Giove, acquerello stampato, 2025
Françoise Morin, Ange-Terre, composizione digitale
Da destra a sinistra: Silvana Franco, paesaggi lunari - due dipinti stampati, 2025; Silvia Bibbo, ritratto di Gabrielle Renaudot, dipinto stampato 2025; Roberto Carloni, 355 Gabriella, disegno stampato, 2025.
Zhanna Chaban, ritratto di Gabrielle Renaudot, acquerello, 2025
Liliana Santandrea, incisione A metà aprile le due mostre si sono spostate alla Fondazione Le Monacelle a Matera al fine di creare una nuova scenografia contestualizzata dall'architettura storica della sede. Sotto il titolo "Les Terres du Ciel" - un Weekend dedicato all’astronomo francese Camille Flammarion - la Fondazione in Via Riscatto 9, vicino alla Cattedrale di Matera, ha accolto le quaranta opere, da ritratti biografici alle graduazioni della luce, da dialoghi notturni con la luna a oggetti giocosi che diventano protagonisti dell’universo. Gli spazi della Fondazione rappresentano un patrimonio storico unico esteso su 4000 m2, un vero teatro profano ed ecclesiastico che mette in scena la narrazione di vita e opera di Flammarion.
Corte interna del complesso Le Monacelle La mostra si è articolata su due piani, dal pianoterra alla Sala degli Scacchi fino alla Sala Bianca e una sua stanza adiacente. Ecco alcune immagini dell'allestimento.
Sala Scacchi
Vernissage del 12 aprile - in primo piano Roberto Carloni, "355 Gabriella", 2025
Carlo Accerboni, Photo-Collage con diversi elementi, 2025.
Liliana Santandrea, allestimento dell'incisione su pavimento storico Al Vernissage della mostra alla Fondazione Le Monacelle l'attore e regista materano Emilio Andrisani ha entusiasmato la platea dei pubblico con una messa in scena di sette brani poetici di Carlo Accerboni, Milena Buzzoni, Patrizia Loria, Mario Pepe, Claudia Quintieri, Lucia Rachini (in arte Martina Mei). In autunno la mostra vedrà una nuova stagione, arricchita da una ricerca dedicata a Giovanni Domenico Cassini a 400 anni dalla nascita. La versione inglese del testo verrà pubblicata in questi giorni come allegato a questa pubblicazione. Ulteriori riferimenti: Instagram; Pinterest; Bluesky @designofuniverse.bsky.social