LUI
Me ne rendo conto quando mi passa affianco, quando si scompigli i capelli con la mano destra, quando fa facce stupide, quando aspira il fumo con tanta delicatezza da poterlo volere in modo smisurato, da volerlo vicino e assaporare il suo profumo e il suo odore. Da volerlo in ogni ora della giornata senza dare importanza al nulla. Me ne rendo conto quando non mi degna di uno sguardo, quando guarda altrove senza preoccupazioni, senza preoccuparsi di me, senza desiderarmi o senza sognarmi la notte, quando chiacchera, ride, scazzato o preso bene...quando VIVE senza di me. Sempre vicino ma cosi dannatamente lontano da vivere in mondi diversi senza un collegamento a quello che potrebbe rendermi libera dall'angoscia di vivere, sola. Me ne rendo conto quando il mio stomaco si contorce a tal punto da provocarmi nausea e dolori lancinanti, quando mi sento scottare i pomi delle guance e quando le estremità delle dita tremano come vibrazioni che si ripercuotono sulla colonna vertebrale provocando brividi di freddo, malinconia e solitudine. Vorrei solo stringerlo come un pupazzo, sfiorare delicatamente le sue labbra e ripetergli quanto è perfetto. Ma tutto ciò non averrà mai, nemmeno nei miei sogni più profondi.










