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Nymphomaniac non è un porno Dai, ammettiamolo, quando avete visto la locandina del nuovo film di Lars Von Trier, avete pensato tutti la stessa cosa, e invece… Cominciamo a dire cosa non è: Nymphomaniac non è un porno. Cosa è, invece? È un film che angoscia e che ti porta a rivalutare tutto ciò che hai sempre pensato sul sesso (e che non hai mai osato dire). Nymphomaniac è uno di quei film che scuote e che ti rimane dentro anche dopo la visione, in cui lo spettatore è continuamente portato a identificarsi e a estraniarsi un secondo dopo (Pirandello e Brecht, se vogliamo azzardare un paragone con il teatro). Von Trier, in un’intervista, ha rivelato di voler fare una pellicola unica di quattro ore, che però è stata divisa in due volumi per ovvi motivi cinematografici. In realtà questa divisione, secondo noi, distingue anche due parti differenti del film che probabilmente in un’unica visione sarebbero risultate staccate, sia per tematiche trattate che per le sensazioni assolutamente differenti che ci hanno suscitato. La prima parte infatti, racconta dell’adolescenza e del primo passo nel mondo degli adulti; la seconda, invece, tratta circa la maturità della protagonista. Nymphomaniac è un continuo dialogo tra due persone: Joe, una donna ninfomane, e Selingman, un uomo anziano che vive in una casa che ben rappresenta il suo essere: spoglia, piena di libri e audiocassette. Nei due personaggi ho percepito un continuo dualismo: l’imputato, Joe, la protagonista, rappresenta l’io, l’individuo; Selingman, nome ebraico che significa “uomo felice”, e che forse, solo alla fine, lo sarà (ma per poco!), rappresenta la società, il giudizio, gli altri. Andando avanti con il film vedremo che tutto diventerà più chiaro, sarà lampante constatare che Joe incarni la passione, l’istinto, la materia, mentre Selingman è l’intelletto, la ragione, la forma. Come in un dualismo perfetto, il loro dialogo sarà preciso e studiato, con un continuo ripetersi di domande e risposte. Lo scorrere del film, che avviene attraverso capitoli i cui nomi vengono dati da Joe, fanno sempre riferimento ai pochi oggetti nell’austera stanza da letto dell’uomo: un amo, uno specchio, un’icona sacra, persino una macchia sul muro. Ed è una camera da letto la scenografia dei loro discorsi, la parte più intima di una casa, da sempre culla dei flussi di coscienza più profondi di ognuno di noi. I riferimenti nel film sono tantissimi: la serie numerica di Fibonacci, i comportamenti degli animali, lo scisma tra chiesa occidentale e orientale, la polifonia, Bach e Beethoven. In un cosmo così variegato di associazioni, lo spettatore non può che carpire questi simbolismi e guardare meravigliato il cielo che Lars Von Trier crea sopra di noi, pieno di costellazioni perfette, di linee che uniscono punti lontanissimi fra di loro e che non ci saremmo mai aspettati di vedere connessi. Il ruolo della natura è centrale in tutto il film. Non solo vediamo che il primo atteggiamento sessuale di Joe è un’emulazione del comportamento delle rane in uno stagno, ma notiamo anche che il contatto strettissimo che suo padre ha con la natura la affascina e la meraviglia: rapporto che eredita fin da subito e che le rimane dentro per tutta la sua vita. La natura sarà, infatti, il luogo salvifico in cui Joe si rifugerà nelle sue passeggiate, simbolo della sua vita, monotone e lontane da qualsiasi rapporto umano. In particolare ad incantare Joe sono gli alberi, la loro robustezza e il modo saldo in cui si tengono a terra, la metamorfosi durante le stagioni, le foglie che perdono e che poi ritrovano ogni primavera; foglie che lei raccoglie in un quaderno che sfoglia ogni qual volta cerca di ritrovare il contatto perduto con il mondo. Perché è proprio con il selvaggio, l’impervio, il selvatico, che Joe tiene salda la sua posizione nella vita: non c’è nessun rapporto umano a destarle così tanta ammirazione, persino l’amore (o quello che crede tale) accade in mezzo alla natura, ma una volta fuori, nelle mura domestiche, si disperde e viene vanificato. Alla fine del film, così come il padre che aveva trovato il suo albero-anima (un frassino), anche Joe trova la sua rappresentazione: un albero spoglio arroccato su un pericoloso pendio, completamente esposto al vento e alle intemperie, senza difese o contatti con il resto. Così come quell’albero, anche Joe vive in solitudine e con le radici nei sassi, radici instabili che la portano a precipitare in continuazione. Voto: ●●●●○ recensione di Malinchronia e Frammentidimare
Uno Normale parla di pizza anche con FrammentiDiMare
frammentidimare ha risposto al tuo post : Uno Normale cerca di convincere Ammappete
La pizza migliosre sta a Napoli. NON SCHERZIAMO PROPRIO.
Le discussioni sul cibo sono le migliori, ora mi vado a prender eun pezzo di pizza che m'è venuta fame.
Non lo metto in dubbio che a Napoli fanno una Pizza divina, l'ho provata e posso dire che è guduriosa!
Però al Pedrocchino rasentano la perfezione, almeno per i miei parametri, e poi mica l'ho detto io che è la migliore d'italia, ma il Gastronauta e questa è la classifica (opinabile quanto ti pare):
Il Pedrocchino, Campodoro (Padova)
Fantasy, San Donà di Piave (Venezia)
Al Castello, Cividate al Piano (Bergamo)
‘O Fiore Mio, Faenza (Ravenna)
Berberè, Castel Maggiore (Bologna)
La Botteghina, Alghero (Sassari)
Apogeo, Pietrasanta (Lucca)
Antica Cantina del Gallo, Napoli
Grigoris, Mestre (Venezia)
‘A Castellana, Caccamo (Palermo)
La famiglia è quello che conta! Benvenuti picciotti!
frammentidimare ha risposto al tuo fotoset: Noodles fatti in casa e Shrimp scampi
Vuoi farmi credere che hai mangiato con le bacchette ‘sti filini?!
Maestro di bacchette sono. U_U
frammentidimare ha risposto al tuo post : wattelapesca ha risposto alla tua foto: Questa...
Non per sconvolgere la tua opera d’arte, ma non pensi che i pomodori sono troppo grandi?
No no, non li ho tagliati io. La mia opera d'arte resterà tale. U_U
frammentidimare ha risposto al tuo post : attenzione attenzione post idiota tra 3 2 1
Non sei l’unica! L’unione fa la forza, facciamo una rivoluzione!
grazie per questo sostegno, mi sento compresa! REVOLUTION
frammentidimare ha risposto alla tua foto: E allora io sono venuto a scuola il pomeriggio, a...
Ormai hai uno strano rapporto con le finestre. Inutile girarci intorno! :D
Io amo le finestre, se potessi ne vorrei una così.