Questo per dire che GLI ELEMENTI su cui il CSS ha ragionato per decidere sulla pericolosità della Cannabis light sono basati ESCLUSIVAMENTE su studi fatti sulla Cannabis terapeutica (a elevato dosaggio di THC). Perchè? Perchè nessuno ancora ha avuto tempi, modi (e necessità poichè non è terapeutica) di studiare l’impatto e gli effetti sul corpo umano della Cannabis light (a tenore di THC<=0,2%).
Cambia qualcosa? E’ possibile! Gli studi presentati (confessano di avere una casistica abbastanza esigua) parlano di concentrazioni che vanno dall’ 1,29 fino a 2,9% per quantitativi differenti (da mezzo grammo a 800 mg di inflorescenza), considerano differenti biodisponibilità, quantitativi realmente passati nei vapori inalati, concentrazioni plasmatiche che possono aumentare con ripetute assunzioni, concentrazione nel SNC.
Come dire: per dare un parere sul moscato prendiamo spunto dagli studi fatti su assunzione, biodisponibilità, concentrazione plasmatica, effetti cerebrali ed epatici dati dall’assunzione di superalcolici e alcol puro.
Certo, è pur vero che se ti bevi una botte di moscato poi i danni ci sono, ma questo vale anche per l’acqua.
Rammentiamo che fra i relatori del documento figura Silvio Garattini, per il quale la preesistente posizione contraria al riguardo non ha certo avuto bisogno di essere confortata da prove scientifiche.
A questo punto sorge spontanea la domanda sul perchè il governo (Renzi) nel 2016 abbia licenziato una legge e abbia atteso due anni per chiedere un parere scientifico (Febbraio 2018). Nel frattempo, come è ovvio, si è attivata una filiera economico produttiva dalle prospettive promettenti che rischia, per una battuta d’arresto, di mettere sul lastrico migliaia di persone.
Che sia una bomba di merda messa lì apposta per il Governo che sarebbe arrivato da lì a poco?