Vitaliano Trevisan ‘Work’ (grazie a @piercabat70)

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Vitaliano Trevisan ‘Work’ (grazie a @piercabat70)
"Mi hanno chiesto: lei è in favore della liberalizzazione delle droghe? Ho risposto: prima cominciamo con la liberalizzazione del pane. E’ soggetto a proibizionismo feroce in metà del mondo."
José Saramago
"Mi hanno chiesto: lei è in favore della liberalizzazione delle droghe? Ho risposto: prima cominciamo con la liberalizzazione del pane. È soggetto a proibizionismo feroce in metà del mondo."
José Saramago
Treni in Italia: tre operatori dal 2027, cosa cambia per chi viaggia
La liberalizzazione ferroviaria in Italia sta per vivere un nuovo capitolo, e questa volta il cambiamento potrebbe essere ancora più profondo di quello che nel 2012 ha spezzato il monopolio sull'alta velocità. L'annuncio dell'arrivo di Ouigo (marchio di SNCF) come terzo operatore nel 2027 trasforma il mercato da duopolio a sistema realmente aperto, con tre attori in competizione e, per la prima volta, modelli di servizio diversi: dal segmento premium a quello low cost. È uno scenario che rilancia con forza il ruolo degli aggregatori come strumenti fondamentali per orientarsi in un'offerta sempre più ricca e articolata. Un modello che ha già dimostrato di funzionare Il percorso italiano è stato pionieristico a livello europeo. Da quando la concorrenza è entrata sui binari dell'alta velocità, i prezzi su alcune tratte sono scesi fino al 40%, con un parallelo aumento significativo dei passeggeri. Quel modello ha fatto scuola: Spagna e Francia lo hanno replicato con risultati analoghi. In Francia, ad esempio, l'apertura alla concorrenza sulla tratta Parigi Lione ha prodotto una riduzione dei prezzi altrettanto drastica. Ma c'è un dato che racconta questa dinamica meglio di qualsiasi analisi teorica. Sulla tratta transfrontaliera Milano Parigi, dove SNCF e Trenitalia si confrontano direttamente, la competizione ha agito da catalizzatore della domanda. I dati di Trainline parlano chiaro: per il 2025 la Francia si è confermata la destinazione più dinamica, con una crescita dei passeggeri diretti a Parigi del 763%. Un numero che da solo basta a spiegare cosa succede quando la concorrenza funziona davvero. Più scelta, più confusione: il problema della consapevolezza C'è però un rovescio della medaglia che non va sottovalutato. Più operatori significano più opzioni, certo, ma anche una complessità decisionale che rischia di vanificare i benefici della liberalizzazione ferroviaria se il viaggiatore non riesce a orientarsi. E i numeri suggeriscono che il problema esiste già. Uno studio condotto da Ipsos per Trainline rivela che, persino in un mercato con soli due operatori, appena il 31% degli italiani era consapevole di tutte le opzioni disponibili. Paradossalmente, in mercati liberalizzati più di recente come la Spagna (48%) e la Francia (40%), la comprensione dell'offerta risulta superiore. Con l'ingresso di un terzo attore e la coesistenza di modelli di servizio differenti, il quadro si complica ulteriormente. I criteri di scelta, del resto, non si limitano al prezzo. Certo, il costo del biglietto resta il fattore più importante per il 72% degli italiani. Ma subito dopo arrivano la puntualità (66%) e il comfort (55%). E quasi un terzo dei viaggiatori, il 32%, si dichiara disposto a pagare di più pur di avere un servizio migliore. Un profilo di consumatore più evoluto e sfaccettato, che ha bisogno di confrontare variabili diverse prima di decidere. Aggregatori come infrastruttura del mercato aperto Qui entrano in gioco gli aggregatori. Piattaforme come Trainline non si limitano a rivendere biglietti: integrano tramite API i sistemi di vendita di tutti gli operatori, normalizzano i dati e presentano le diverse opzioni (prezzo, tempo di percorrenza, livello di servizio) in un'interfaccia unica e imparziale. È quello che viene definito Mobility as a Service (MaaS), un approccio in cui la tecnologia fa da ponte tra l'offerta frammentata e il bisogno del viaggiatore di avere tutto sotto controllo. Non a caso, il 73% degli italiani chiede esplicitamente una piattaforma unica che integri l'offerta di tutti gli operatori. L'efficacia della liberalizzazione ferroviaria, insomma, non si misura solo nel numero di treni che corrono sui binari, ma nella capacità concreta dei viaggiatori di sfruttare le opportunità che la concorrenza genera. E in un mercato che nel 2027 diventerà a tre operatori, la funzione degli aggregatori passa da comodità a componente strutturale del sistema. Read the full article
DL Semplificazioni, Mazzetti: Percorso di liberalizzazione
DL Semplificazioni, la deputata di Forza Italia Erica Mazzetti: "Avvia percorso di liberalizzazione e collaborazione tra pubblico e privato" “Il decreto semplificazioni è il primo provvedimento che crea le condizioni normative per l'attuazione del PNRR e per garantire la sua piena esecuzione. La sfida è spendere i 235 miliardi complessivi nei tempi stretti che ci impone l'Europa, pertanto, era fondamentale cominciare ad occuparsi del nostro punto debole, ossia la burocrazia e la lentezza della macchina pubblica che in Italia ha fatto diventare tutto più difficile”. Lo ha detto Erica Mazzetti, deputata di Forza Italia intervenendo in Aula a Montecitorio nel corso della discussione generale del DL Semplificazioni. “Alcune misure sono state fortemente volute da Forza Italia”, ha continuato. Ad esempio, “la riduzione dei tempi per la valutazione di impatto ambientale dei progetti che rientrano nel PNRR e di quelli attuativi del Piano nazionale integrato per il clima e l'energia, nonché le misure di semplificazione per il contrasto al dissesto idrogeologico del nostro territorio”, “misure per accelerare la realizzazione degli investimenti pubblici e rafforzare la capacità amministrativa delle stazioni appaltanti”; “il rafforzamento del silenzio assenso e dei poteri sostitutivi in caso di inerzia per accelerare le procedure per imprese e cittadini e la classificazione di interventi di pubblica utilità indifferibili ed urgenti per quelle opere infrastrutturali necessarie alla realizzazione di progetti per la transizione energetica del Paese”. Ancora, ha proseguito la deputata azzurra, “semplificazioni delle autorizzazioni per i piccoli impianti, tra cui quelli idroelettrici, fotovoltaici, eolici e a biomasse di piccole e medie dimensioni” oltre a quelle per gli impianti di smaltimento rifiuti non pericolosi direttamente in cantiere, per una vera economia circolare dei materiali edili. “Credo che con questo provvedimento la strada sia stata istruita ed è quella giusta per ulteriori provvedimenti. Devo tuttavia essere sincera: mancano molte delle cose su cui da sempre Forza Italia ha puntato per lo sviluppo di questo Paese”, come “la semplificazione per la realizzazione del ponte di Messina. Un punto che, come Forza Italia, porteremo avanti. Anche il superbonus 110% in parte reso più accessibile, soprattutto nei nodi inerenti alla legittimità urbanistica, dovrà trovare spazio in provvedimenti in discussione attualmente e nell'imminenza futuro per ampliarlo e semplificato ancora di più e diluirlo nel tempo per permettere a tutti di non soffocarsi nella reperibilità delle materie da costruzione e degli operatori di settore che ad oggi scarseggiano. Necessariamente dovevamo iniziare questo percorso; lo abbiamo fatto. Un percorso flessibile, come deve essere, di liberalizzazione e di collaborazione fra pubblico e privato per una valutazione più competitiva, in Europa e nel mondo, con un cambio culturale e strutturale del sistema Paese che necessariamente deve avvenire”, ha concluso. Erica Mazzetti, Deputata Forza Italia Follow @FI_Toscana
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La rivoluzione conservatrice parte dall'Argentina: due milioni in piazza contro l'aborto
La rivoluzione conservatrice parte dall’Argentina: due milioni in piazza contro l’aborto
Due milioni di persone sono scese ieri mattina in piazza a Buenos Aires, in Argentina, per dire NO alla liberalizzazione dell’aborto nel Paese. La proposta di legge è stata messa in lista d’attesa dal Parlamento argentino dopo il via libera ottenuto in Cile, ma la risposta dei cittadini è stata decisamente diversa.
Nello Stato sudamericano l’aborto è attualmente legale solo in caso sia necessario…
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La scomparsa della sinistra in Europa
DAL 29 SETTEMBRE IN LIBRERIA!
“Non vi è niente di paradossale nel fatto che al peggiorato andamento del capitalismo avanzato e all’esplosione delle disuguaglianze al suo interno abbia corrisposto la scomparsa della sinistra, semplicemente perché è stata proprio quella scomparsa la causa fondamentale del generale deterioramento delle condizioni economiche e sociali nel continente”.
Totale liberalizzazione della circolazione internazionale dei capitali, delle merci, della manodopera; mercato del lavoro deregolamentato; banca centrale indipendente dai governi; detassazione dei redditi da capitale e fine della progressività del sistema impositivo; pareggio del bilancio; ridimensionamento della spesa pubblica; privatizzazione delle industrie di Stato e dei servizi sociali: il successo del liberismo non avrebbe potuto essere più completo.
Il libro riconduce le proporzioni di questo successo in Europa e i suoi esiti economici e sociali – cambiamento delle condizioni distributive, rallentamento del processo di accumulazione, aumento della disoccupazione e dell’esclusione sociale – al fenomeno della scomparsa della sinistra nel continente.
Si mette in luce come oggi l’ostacolo principale alla rinascita di una sinistra capace di ricollocare al centro della sua attenzione le grandi questioni economiche e di classe sia rappresentato dalla generale subalternità, radicatasi nel continente nel corso di oltre un trentennio, nei confronti della cultura economica dominante.
Massimo Pivetti (Roma, 1940) è stato ordinario di economia politica all’Università di Roma La Sapienza, dopo aver insegnato nelle Università di Pavia, Modena e Napoli. È autore di opere di teoria della distribuzione del reddito, economia degli armamenti, economia internazionale, economia e politica monetaria, storia dell’analisi economica.
Aldo Barba (Vico Equense, 1970) è associato di politica economica all’Università di Napoli Federico II. I suoi lavori vertono su questioni di teoria e politica monetaria, politica fiscale, debito pubblico, distribuzione del reddito.
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La scomparsa della sinistra in Europa was originally published on Imprimatur editore
La sindrome di Uber: un altro pessimo esempio di come pensare a una liberalizzazione. La sindrome di Uber può essere riassunta in questi termini: il volere credere che qualsiasi bene, servizio, o nel caso delle professioni, prestazione possa sottostare alle regole della concorrenza.