Chi sono i classici?
«Classici venivano chiamati non tutti coloro ch'erano compresi nelle prime cinque classi, ma solo gli uomini della prima classe che erano stati censiti per 125.000 assi o di più» (VI, 13,1).
È Giuseppe Pontiggia che cita Le notti attiche del "curioso ed erudito Aulo Gellio" (II sec. d.C.), e nel prosegue del suo libro ne riporta anche un altro brano che illustra il passaggio al concetto 'moderno' di scrittore "classico".
Tanto per riassumere la situazione storica romana, AI Overview di Google alla domanda "Quali sono le cinque classi dell'antica Roma" risponde:
Le "cinque classi" più comunemente associate all'antica Roma si riferiscono alle classi censitarie (I, II, III, IV, V) in cui era divisa la popolazione in base alla ricchezza, con in più i proletari. Tuttavia, un'altra e più importante divisione sociale era basata su gruppi come i patrizi, plebei, clienti, liberti e schiavi. Divisione per censo (Classi censitarie) Questa classificazione era basata sulla ricchezza e determinava l'inclusione in un numero di centurie nell'esercito e il peso del voto nelle assemblee centuriate. * I classe: cittadini con un patrimonio di almeno 100.000 assi. * II classe: cittadini con un patrimonio tra 75.000 e 100.000 assi. * III classe: cittadini con un patrimonio tra 50.000 e 75.000 assi. * IV classe: cittadini con un patrimonio tra 25.000 e 50.000 assi. * V classe: cittadini con un patrimonio tra 12.500 e 25.000 assi. * Proletari (o capite censi): cittadini con un patrimonio inferiore ai 12.500 assi.
G. Pontiggia, I contemporanei del futuro. Viaggio nei classici, Milano, Mondadori, 1998
A. Gellio, [Noctes Atticae, 159], Torino, UTET, Le notti attiche, 2007, a cura di G. Bernardi-Perini










