GERMANETO 2049 - CAPITOLO 2
Nel 2049 il sistema per scegliere i collaboratori da parte dell’Università non era cambiato dai suoi albori, si pensava a una persona che aveva chiesto un lavoro precedentemente, non per forza direttamente, anzi quasi mai, infatti erano i genitori o amici di famiglia a chiederla per lui. Gli si comunicava la scelta e cominciava l’iter del bando che aveva delle specifiche così specifiche da andar bene solo per una persona, tuttavia alla fondazione dell’ateneo non poteva essere rimproverato nulla. Figurava tutto nella sezione “amministrazione trasparente” del sito della fondazione. Va da sé che un posto del genere poteva occuparlo solamente uno speciale, uno con delle conoscenze.
Il cacciatore di replicanti designato fu Ricky Didattickard, e la scelta a dire il vero non fu tanto campata in aria, poiché aveva un certo talento con le nuove tecnologie, e a dirla tutta quando si trattava di accendere, spegnere o riavviare un proiettore, sistemare luci e/o microfoni, si chiamava lui, a nessun altro veniva in mente di chiamare altre persone. Ma dare la caccia a un replicante non era un compito così semplice e lui lo sapeva, ormai distinguerne uno da un essere umano era diventato quasi impossibile, l’unico modo era creare nell’androide un conflitto emozionale cognitivo che gli avrebbe fatto esplodere la scheda madre. Ricky Didattickard, in quanto rappresentante della sicurezza del suo settore venne in tutto e per tutto paragonato a una forza dell’ordine, e in quanto tale venne istituito come agente: “ Agente Didattickard, niente male”, disse pavoneggiandosi allo specchio col suo nuovo giaccone da lavoro.
L’agente Didattickard aveva una passione sfrenata per le ragazze, e come biasimarlo, ma non cercava l’emozione sintetica di un amplesso robotico, che sì, soprattutto con quelle con il software “coito professionale” ne valeva la pena, ma si trattava pur sempre di macchine. Didattickard cercava delle ragazze che andavano dai 19 ai 26 anni, poteva fare uno strappo per le ventisettenni ma non di più, e per tenersi aggiornato sulla disponibilità si faceva recapitare ogni mese, al proprio modulo abitativo, il catalogo Aulix, che ad ogni uscita mostrava la disponibilità di ogni tipo di ragazza e il relativo prezzo. Quando il prezzo era tra parentesi, voleva dire che non c’era disponibilità, ma qualora ci fosse stata il prezzo sarebbe stato quello indicato. Per esempio una studentessa di medicina che non fosse una ninfomane aveva una valutazione altissima, 7800 Karkedee ( la valuta utilizzata all’interno dell’ateneo), una ninfomane invece valeva meno della metà, 3400 Karkedee. Una matricola di psicologia con i capelli rossi, tatuaggi, bel fisico, che avesse come argomento preferito la pace nel mondo e come citazioni preferite quelle di Jim Morrison e Bukowski era diventata estremamente rara, infatti il prezzo di 8000 Karkedee figurava da mesi tra due orrende parentesi. In generale le rosse erano molto richieste. Costavano solo 1000 Karkedee le ragazze di giurisprudenza che guardavano “C’è posta per par la tua CPU” ogni sabato sera, quelle non le voleva mai nessuno.
Nel 2049 a Germaneto non esistevano più delle emergenze meteo, la pioggia era un’abitudine e anche i rovesci di pioggia acida erano sempre più frequenti, per “la gioia” dei rappresentanti della FURC (Federazione Universitaria Replicanti Cristiani), che sosteneva fosse pericoloso per un replicante uscire durante un acquazzone di pioggia acida, ma non era vero niente. Era tutta una scusa per rimandare qualche esame. Questo sotterfugio fu utilizzato una volta per poter rimandare un esame del leggendario Donato, con conseguenze che passarono alla storia come “la mattanza di Valerio”. L’agente Didattickard, non aveva assolutamente idea di come smascherare un replicante, ma la mattanza di Valerio, gli fece venire qualche idea.









