il posto dove lavoro è tutto fuorché fighetto, tra le altre cose siamo anche un po' un porto dove ogni tanto attraccano persone fragili
ho appena finito una chiaccherata di due ore con un senza tetto che si sta impegnando a dire cavolo al posto di cazzo, che mi ha recitato alcuni dei versi che non scrive ma si ricorda a memoria e che io chiamo poesie e lui dice che sono cavolate, sta sera in sala facevamo aperitivo e allora mi sono fatta due piatti anche se non avevo fame e gli ho chiesto se mi faceva compagnia a mangiare, mi ha chiesto non so quante volte se mi stava disturbando e che quando iniziava a diventare pesante di dirglielo, ogni domanda che mi ha fatto era seguita da un "se posso chiedertelo eh non voglio essere inopportuno", mi ha raccontato di quando ha sputato in faccia a un poliziotto e gli ho detto che ha fatto bene, gli ho raccontato di quando ho rubato un rossetto a una mia amica e si è messo a ridere e poi mi ha detto che chissenefrega, mi ha recitato una poesia dicendo che era piena di parolacce e l'unica in questo senso era la parola "culo" poi un'altra me l'ha spacciata come un versetto erotico che ha scritto a 16 anni ma l'unica parola più spinta è stata "linee sinuose", gli ho detto che dovrebbe leggere Bukowski e mi ha detto nah non gli piace leggere e io ho detto"non mi importa nulla! Sasà (persona con cui è arrivato che frequenta la sala qui da noi) ti commissiono un bel libro di Bukowski da trovare e dare a Luca prima che vada da un'altra parte mi raccomando", adesso sta ascoltando il concerto che ospitiamo e ogni tanto mi guarda, prima di sedersi in sala mi ha detto "grazie mi hai fatto ridere molto, mi sono proprio divertito" gli ho detto "grazie a te, in questi giorni sono molto triste e rischiavo di passare due ore sola con i miei pensieri" mi ha sorriso
adesso sono in bagno a piangere, questa delicatezza che ogni tanto dona la vita mi fa bene
questo è un disegno che gli ha regalato un ragazzo con cui ha suonato una sera per strada















