In fragments, only and in ellipses the library of memory responds.
— GIORGIO ORELLI ⚜️ Modern and Contemporary Swiss Poetry: An Anthology (Ed. Luzius Keller), transl. by Jamie Richards, (2012)
seen from United States
seen from Yemen

seen from United States
seen from United States

seen from United States
seen from United States
seen from United States

seen from United States
seen from United States
seen from United States

seen from United Kingdom
seen from China
seen from Germany
seen from China
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from Germany
seen from Germany

seen from Malaysia
In fragments, only and in ellipses the library of memory responds.
— GIORGIO ORELLI ⚜️ Modern and Contemporary Swiss Poetry: An Anthology (Ed. Luzius Keller), transl. by Jamie Richards, (2012)
Quelle farfalle brune, le più comuni forse del mondo, immancabili ai nostri picnic d’agosto quando vagano come stordite dal fiume, quasi m’hanno sfiorato sulla collina, zelante drappello e cauto, che, non più vagando, ha raggiunto i fiori lilla su gambi lunghi e lì, perfettamente combaciando le ali, ognuna su un fiore pareva suggere il paradiso: né tu né io quest’anno ci saremmo ricordati del nostro anniversario se d’improvviso riaprendosi, prima di volar via, l’una non avesse, e l’altra e l’altra, un attimo, mostrato un 8 limpidissimo, arancione.
Giorgio Orelli, da Il collo dell’anitra
One poem by Giorgio Orelli
Dal buffo buio sotto una falda della mia giacca tu dici: Io vedo l'acqua d'un fiume che si chiama Ticino lo riconosco dai sassi Vedo il sole che è un fuoco e se lo tocchi con senza guanti ti scotti
Devo dire una cosa alla tua ascella una cosa pochissimo da ridere
Che neve bizantina Sento un rumore un odore di strano c'è qualcosa che non funziona? forse l'ucchetto, non so ma forse mi confondo con prima Pensa: se io fossi una rana quest'anno morirei
Vedi gli ossiuri? gli ussari? gli ossimori? Vedi i topi andarsene compunti dal Centro Storico verso il Governo?
Vedo due che si occhiano Vedo la sveglia che ci guarda in ginocchio Vedo un fiore che c'era il vento Vedo un morto ferito Vedo il pennello dei tempi dei tempi il tuo giovine pennello da barba Vedo un battello morbido Vedo te ma non come attraverso il cono del gelato
E poi? Vedo una cosa che comincia per GN Cosa? Gnente
(Era solo per dirti che son qui, solo per salutarti)
Giorgio Orelli
Mi viene in mente quando eri bambina e per andare dalle zie passavi in bici accanto alla rete che cinge i vasti campi dietro il manicomio, e ogni volta, aggrappato alla rete, allegramente un pazzo ti gridava “Bella bionda perché non vieni a letto con me?” e tu non ti fermavi, non rispondevi, non eri bionda e non avevi nessuna voglia di andare a dormire. - Giorgio Orelli
“I could drink the universe,” he’d say.
— GIORGIO ORELLI ⚜️ Modern and Contemporary Swiss Poetry: An Anthology (Ed. Luzius Keller), transl. by Jamie Richards, (2012)
Come viene la sera chi sa mai perché non tornano da tanto le rondini a disegnare assenze di pensieri.
Giorgio Orelli, da Sinopie
Stride ardendo nell’orto la domenica. “Dio vuole ch’è domenica.” Tu esci, segui la foglia, ch’esita, come da te staccata, e fa il suo viaggio verso una bruna collina. Ripensi a chi più franco s’incammina sotto il suo cielo. Stringi per lei nella mano un rametto di calicanto, vivi in questo odore. Giorgio Orelli, da L’ora del tempo