Congedo del viaggiatore cerimonioso di Giorgio Caproni
Anche se non so bene l’ora
da quanto m’è giunto all’orecchio
vi dovrò presto lasciare.
quel po’ di disturbo che reco.
Il luogo del trasferimento
però che vi dovrò ricordare
spesso, nella nuova sede,
mentre il mio occhio già vede
dal finestrino, oltre il fumo
il disco della mia stazione.
senza potervi nascondere,
lieve, una costernazione.
insieme, seduti di fronte:
scambiandoci le sigarette),
facile, nel dire agli altri),
quanto, anche messi alle strette
mai avremmo osato un istante
(per sbaglio)’ confidare.
(Scusate. E una valigia pesante
anche se non contiene gran che:
tanto ch’io mi domando perché
poi, quando l’avrò con me.
non fosse che per seguire l’uso.
Lasciatemi, vi prego, passare.
più sciolto. Vogliate scusare.)
Dicevo, ch’era bello stare
su più d’un punto, e frenati
a dirvi, e di cuore, grazie
e alla sua faconda dottrina.
smilza, e al tuo lieve afrore
di ricreatorio e di prato
come in cielo ed in mare)
Ed anche a lei, sacerdote,
congedo, che m’ha chiesto se io
(scherzava!) ho avuto in dote
Congedo anche alla religione.
Ormai sono a destinazione.
stridere il freno, vi lascio
Di questo, sono certo: io
son giunto alla disperazione
Scendo. Buon proseguimento
Illustrazione collage digitale Dina Carruozzo Nazzaro