Grusbalesta's Research
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Grusbalesta's Research
[FoW] Lore di Lora - Eredità Perduta 3: Il Laboratorio di Grusbalesta
Erano passate solo poche ore da quando Fiethsing e Kaguya avevano incontrato il vampiro che si faceva chiamare Mikage Seijuro nei boschi occidentali. L’uomo e la sua strana progenie vampiresca erano di certo un motivo di preoccupazione per Kaguya, ma non quanto le città fluttuanti che avevano causato uno squarcio nel cielo.
Mikage sembrava proprio uno dei cattivi a cui era abituata. Vestiva di nero, amava parlare e lei era abbastanza sicura di poterlo sconfiggere. Tuttavia, questo continente fluttuante era tutta un’altra storia. Aveva fatto a pezzi il cielo, era arrivato da un altro mondo in un modo simile alla sua Apollo. Ma era più di questo. Già solo dalla mera presenza di quei corpi di terra galleggianti, Kaguya poteva percepire un peso. Era come una massa nel petto che non se ne andava mai. Era pesante, a volte quasi la soffocava. Nemmeno Lapis aveva causato una tale sensazione, e ora quelle enormi navi ultraterrene gliela stavano provocando da chilometri di distanza.
Era chiaro che ciò preoccupava anche Fiethsing, anche se non ne aveva parlato molto durante il resto del loro cammino attraverso la foresta. Le aveva invece detto che dovevano trovare gli altri membri dei Sei Saggi. Kaguya aveva già sentito parlare Zero e Fiethsing dei loro vecchi compagni, ma non li aveva mai incontrati. Almeno, era abbastanza sicura che non li avrebbe mai incontrati. Fiethsing le aveva parlato di come gli altri erano stati intrappolati all’interno di pietre magiche e che loro avrebbero dovuto risvegliarli. I quattro saggi rimanenti, Grusbalesta, Milest, Moojdart, e Almerius, erano dispersi negli angoli più remoti del mondo. Porgendo a Kaguya una mappa, Fiethsing le mostrò il punto in cui si trovava Grusbalesta. Un laboratorio nascosto non lontano da dove si trovavano ora.
“Kaguya, voglio che tu vada là e liberi Grusbalesta”
“Tu non vieni?” disse Kaguya con espressione accigliata.
“Mi spiace, non posso. Dobbiamo accertarci che nessuno degli altri saggi manchi all’appello, quindi dobbiamo dividerci per coprire più territorio. Però prometto che ti preparerò una bella cena quando faremo ritorno a casa.” Rispose Fiethsing sorridendo.
“Davvero? Okay! È una promessa!” Kaguya acchiappò la mappa da Fiethsing e corse via nella direzione in cui si trovava Grusbalesta.
Fiethsing sogghignò un po’ incupita. “Zero aveva ragione. Non mantengo mai le mie promesse.” La donna elfo partì così nella direzione opposta.
“Bene, suppongo che quella più vicina a me sia Moojdart. Vediamo un po’ come se l’è cavata in questi ultimi anni”.
All’alba del giorno seguente, Kaguya era giunta al laboratorio di Grusbalesta. Beh, “baracca” era forse una definizione più appropriata. Da fuori era esattamente quello che sembrava essere. Un semplice agglomerato di paglia e fango. L’interno, tuttavia, celava un grande centro di ricerca con strumenti sparpagliati e abbandonati lungo tutta la superficie, lenti di ingrandimento, piccole pietre magiche, e tanti, tanti appunti scientifici. Al centro di tutto volteggiava una pietra magica di un profondo color viola, che Kaguya immaginò essere lo stesso Grusbalesta.
Si avvicinò alla pietra lentamente, realizzando all’improvviso che non aveva la minima idea di come fare a liberarlo da quella forma. Ma non appena si fece più vicino, la sua mano si protese da sola, come per un riflesso automatico. Istintivamente la poggiò delicatamente sulla cima dell’oggetto fluttuante. Per un momento non accadde nulla, ma all’improvviso una luce abbagliante illuminò l’ambiente circostante. Quando Kaguya aprì gli occhi, un uomo alto con dei sottili baffi e lunghi, arruffati capelli brizzolati era apparso. Egli sorrise calorosamente, ma i suoi occhi portavano gli inconfondibili segni di qualcuno che aveva trascorso troppe notti insonni a scrivere appunti al lume di candela.
“Pare che tu debba dirmi un mucchio di cose signorina” disse Grusbalesta. “Ma prima forse faresti meglio a prenderti una pausa”. L’uomo aveva subito notato le palpebre di Kaguya che si stavano abbassando.
Dopo un lungo pisolino, Kaguya narrò la sequenza dei recenti eventi che avevano preceduto il suo arrivo al rifugio. Per la maggior parte del tempo Grusbalesta rimase in silenzio, ascoltando attentamente e mostrando solo di rado grandi reazioni. Anche quando Kaguya gli racconto del viaggio ad Attoractia, un intero altro mondo, l’espressione dell’uomo rimase impassibile come se si stesse discutendo del tempo atmosferico.
“Penso di essermi fatto un’idea generale”
“Wow! Sei davvero intelligente per uno che è fuori dal giro da un po’ di tempo”, ridacchiò Kaguya scherzando sulla recente rinascita di Grusbalesta dalla pietra magica.
“E’ la mia materia signorina” Sorrise ancora calorosamente, i suoi stanchi occhi scintillarono da dietro gli occhiali.
“Potresti smetterla di chiamarmi ‘signorina’?” chiese Kaguya. “Suona serioso e formale, io odio quel genere di cose”
“Perdonami, è una vecchia abitudine di un’altra epoca. È circa un secolo che non mi sgranchisco le gambe e immagino che certe cose siano un po’ cambiate nel frattempo. In particolare…” Grusbalesta guardò l’abbigliamento piuttosto appariscente di Kaguya “Quello che la moda considera accettabile”.
“Uh? Che cosa c’è che non va nei miei vestiti? Si sono sporcati?” Al commento di Grusbalesta, Kaguya girò in tondo verificando il suo completo in cerca di macchie o tracce di sporco.
“No, non è certamente quello che intendevo” disse Grusbalesta sogghignando. Un secolo prima, durante la grande guerra delle pietre magiche, Grusbalesta e gli altri Saggi si erano volontariamente richiusi nelle pietre magiche come parte di un piano per portare la pace tra le nazioni dell’epoca. Dal racconto di Kaguya, pareva che nessuna di esse fosse sopravvissuta a quei cento anni. Tutti i suoi amici e compagni erano morti da tempo. Un piccolo conforto era sapere che gli altri saggi erano ancora vivi, sia che fossero nelle loro sembianze originali o in quelle di pietra magica. Zero, a quanto sembrava, era cresciuta da sola mentre Fiethsing non era cambiata molto dopo tutto quel tempo. O quantomeno era abbastanza sicuro che fosse così, le descrizioni di Kaguya erano piuttosto complicate da seguire.
“Questa non è per nulla simile alla precedente. Sembra non ricordare nulla della sua precedente vita” Pensò tra sé e sé.
“Ci sono un sacco di cose che devo chiederti, vecchio Grus. Ti ho già parlato di quel cattivo, Lapis, giusto? Ma io e la zia Fiethsing abbiamo incontrato quest’altro strano tipo prima di venire qui. Si stava nascondendo nelle antiche foreste occidentali. Una specie di nonno vampiro. Come si chiamava?” Kaguya si picchiettò le tempie per un momento “Mi…Mika…Miku…”
“Mikage” disse Grusbalesta, scattando subito sull’attenti.
“Ah sì! Giusto! Come fai a conoscerlo, vecchio Grus?”
Grusbalesta si morse il labbro. Pareva che non tutto fosse cambiato nei millenni trascorsi.
“È una mia vecchia conoscenza… Di qualche migliaio di anni orsono. Che io sappia, prima del vostro incontro con lui, gli unici ad averlo conosciuto eravamo io e un’altra persona”. Non appena ebbe parlato, Grubalesta si mise a rovistare tra le cianfrusaglie sul pavimento, raddrizzandosi al contempo mentre cercava qualcosa.
“Lo conoscevi? Qual è il suo piano? C’è qualcosa di speciale in lui?”
“È un eterno. Un signore dei vampiri”
“Eh? Cosa significa?” Chiese Kaguya senza esitazione. Grusbalesta sogghignò ancora.
“Sì. Suppongo che l’attuale te non sappia nulla di queste cose. Scusami. Lascia che ti spieghi”. Grusbalesta si prese un momento per raccogliere alcune carte sparse, dopodiché prese una vecchia sedia di metallo e si sedette.
“Prima che cominci, voglio che tu capisca che questa non è una cosa di cui ho mai fatto esperienza personalmente. Il mio maestro ha tramandato questa storia a me. Questo racconto precede di molto persino la grande guerra delle pietre magiche accaduta nella mia era.” Kaguya non disse nulla, ma la sua espressione fece chiaramente intendere che stesse ascoltando attentamente.
“Molto tempo fa, un grande drago divino di nome Ragnarok giunse in questo mondo da chissà dove. Sono sicuro di non doverlo spiegare a te, ma questo drago aveva il potere di viaggiare attraverso grandi lacerazioni dello spazio per muoversi da un mondo all’altro in un batter d’occhio. Perché questa creatura venne sul nostro mondo nessuno lo sa con certezza. Il mio maestro era solito pensare che fosse inseguito da qualcosa, ma non ebbe mai nulla più che l’intuito per avvalorare questa tesi.” Grusbalesta fece una pausa come se stesse considerando qualcosa, poi proseguì.
“Il possente dragone, anche se ferito, gettò scompiglio su tutto il pianeta, dimostrando un immenso potere tale da minacciare ogni forma di vita. I cinque più grandi maghi del mondo si riunirono per fermare la bestia. Tra di essi c’erano Mikage Seijuro e il mio maestro. Anche nell’eventualità che fossero riusciti a uccidere il terribile drago, il suo eterno potere sarebbe rimasto all’interno del suo corpo. I cinque temevano che qualcuno tra i vari regni, alla ricerca di quel potere, avrebbe reclamato per sé quel cadavere e lo avrebbe conteso agli altri. Decisero così di farsi carico ciascuno di una parte del potere di Ragnarok. Mikage bevve il sangue della creatura e ne assunse il potere dell’immortalità. Il mio maestro prese gli artigli del drago e da essi nacquero i cinque colori dell’incomparabile potere magico.”
“Aspetta un attimo, sono confusa” lo interruppe Kaguya “Questo accadde quanto tu eri un bambino?”
“No Kaguya, fu molto tempo prima”
“Ahh, non sono brava con tutte queste cose storiche. Ci sono troppe cose da tenere a mente”.
“Ah ma c’è molto di più di quella storia, ma penso che probabilmente lo serberò per la prossima volta”. Si alzò dalla sua sedia e ricominciò a rimettere in funzione le sue vecchie postazioni di lavoro. Il compito della famiglia di Grusbalesta di ricercare la natura e l’origine delle pietre magiche era cominciato molto tempo fa. Mille anni fa era stato appunto lui a scoprire che alcune di loro potevano essere potenzialmente pericolose, giusto appena prima che la guerra cominciasse. Aveva infatti teorizzato che alcune pietre magiche lasciassero come delle particolari tracce magiche che agivano come fari guida per esseri di altri mondi attirandoli vicino al nostro. In disaccordo col suo maestro, lui pensava ci fosse un motivo per il quale Ragnarok era arrivato sul loro mondo. Dai racconti di Kaguya sembrava che lei e i suoi amici fossero di recente venuti in possesso di una pietra magica assai potente quanto inusuale. Grusbalesta era stato in primis e per la maggior parte del suo tempo, un uomo di scienza. Avrebbe preferito prendersi del tempo, osservare e ricercare il fenomeno come prima che scoppiasse la guerra mille anni prima. Purtroppo stavolta le cose erano un po’ diverse. Mikage era tornato. Non aveva scelta, avrebbe dovuto chiedere il suo aiuto ancora una volta.
“Signorina” cominciò Grusbalesta “Lascia a me il compito di occuparmi del Mikage, è un compito che è passato a me dal mio maestro.”
“Non cambierai mai vero?!” una voce familiare li sorprese entrambi. In piedi sulla soglia appena fuori dal laboratorio, dove prima non c’era nulla, era apparsa Fiethsing, silenziosa come una foglia cadente.
“Zietta Fiethsing!” esclamò Kaguya, girandosi per guardare la guardiana.
“Fiethsing?! Questa si che è una sorpresa, quando sei stata risvegliata? Sembra che tu sia un pochino invecchiata”.
“All’incirca trent’anni fa penso. Significa che ora sono io il tuo collega anziano” disse sogghignando.
“Mmm vedo che trent’anni però non hanno fatto molto per il tuo livello di maturità” rimarcò Grusbalesta.
“Ah ah ah credo di si” rise Fiethsing
“Ottimo è un bene che tu sia qui. Ci sono un po’ di cose di cui dobbiamo occuparci. Nell’ordine: primo, non ti posso aiutare ma posso notare che sin dal mio risveglio ho una strana e permanente sensazione di peso nel petto. Da quello che mi ha detto questa signorina sembra che siamo testimoni del ritorno della grande nazione dei maghi: Altea”
“Quelli delle vecchie leggende? Lo sospettavo ma non ne ero sicura” ammise Fiethsing.
“Non ricordi nulla di quanto ci aveva detto il nostro maestro?”
“Welser ne aveva parlato?” Fiethsing piegò la testa di lato.
“Infinite volte. Era una nazione di grandi maghi, che lanciavano gli incantesimi in maniera differente dalla nostra. In un modo derivato da un’antica forma di magia da tempo dimenticata. Un tipo di ‘Antica Magia’ per così dire. Kaguya mi ha parlato della strana pietra magica in cui il vostro gruppo si è imbattuto. Se le pietre magiche possono agire da ‘fari’ per alcuni esseri, deve essere vero anche il contrario, queste strane pietre stanno comparendo in giro per il mondo come reazione al crescente uso dell’antica magia.”
“Ha… Non mi aspettavo nulla di meno dal grande ricercatore delle pietre magiche in persona” disse Fiethsing.
“Avresti potuto arrivarci anche da sola se solo avessi prestato più attenzione alle lezioni del nostro maestro” la rimproverò Grusbalesta. “Non divaghiamo troppo però dalle questioni che ci ritroviamo tra le mani comunque. Anche in questo momento sono sicuro che tutti percepiamo l’incombente presenza di Altea. Se le vecchie leggende dicono il vero dubito che rimarranno neutrali molto a lungo. Dobbiamo usare il tempo a nostra disposizione nel migliore dei modi. Abbiamo già abbastanza problemi e fin troppe cose da fare se contiamo anche solo Lapis e Mikage”.
Non è dato sapere se per un capriccio della natura o per una coincidenza, in quel momento esatto sia Fiethsing che Grusbalesta avvertirono una risonanza magica famigliare attraversare la terra. La vibrazione magica era difficile da rintracciare esattamente, ma non c’era dubbio che si stava propagando attraverso il regno in direzione ovest, il che voleva dire che la sua sorgente era ad est, oltre il Palazzo di Luce.
“Qualcuno ha risvegliato Moojdart” sottolineò Grusbalesta, la preoccupazione era visibile sul suo volto. “Ma c’è qualcosa di sbagliato in lei”
“Sono andata a controllare Moojdart prima di venire qui ed era scomparsa, oddio chissà cosa mi dirà Zero per questo” si lamentò Fiethsing.
“E’ di questo che ti preoccupi? Ho bisogno che tu vada a vedere cosa sta succedendo a Moojdart”
“Io?! Ma noi due non ci siamo mai prese molto eh”
“Questo non sarebbe successo se avessi ritrovato la sua pietra prima. E’ una tua responsabilità”
“ Uff… Penso di si”
“Inoltre penso che prenderò in prestito questa signorina per un po’”
“Huh?” Io? Perché?!” Kaguya saltò in piedi quando si accorse che stavano parlando di lei.
“A causa del tuo potere signorina, è certo che sia fondamentale nella nostra battaglia”
“Davvero lo pensi? Nell’altro mondo Alice era molto più forte di me” confessò Kaguya.
“Deduco sia un risultato della tua reincarnazione” disse Grusbalesta togliendosi i capelli dal viso. “Abbiamo davvero bisogno della tua vera forza, dobbiamo accedere alla conoscenza delle tue vite precedenti e per farlo dobbiamo ricostruire la luna perduta. Per ciò intuisco mi servirà il tuo aiuto per cercare la pietra magica della luna perduta”.
“Ok tutto è deciso!” Disse Fiethsing battendo le mani. “Tornerò al Palazzo di Luce e me la vedrò io con Moojdart. Kaguya fai la brava e fai tutto quello che lo zio Grus ti dirà di fare ok? Fa del tuo meglio per trovare quella pietra!”
“Okay…” rispose Kaguya “ Sembra proprio che tutto quello che ho fatto negli ultimi tempi sia stato cercare quelle vecchie pietre magiche ammuffite”
Improvvisamente, Fiethsing che era rimasta sulla soglia del laboratorio / baracca si girò con un’espressione molto seria alquanto inusuale.
“Questi tempi pacifici non dureranno per sempre. Quando verrà il tempo di combattere penserai di essere molto fortunata a dover solo cercare le pietre magiche.
“Oh… Okay zietta scusami” disse Kaguya chinando un po’ il capo come per scusarsi e quindi ancora una volta Fiethsing lasciò Kaguya.
“Bene signorina, prepariamoci per i nostri rispettivi viaggi. Procederemo insieme almeno per la prima parte del cammino.”
“Okay” rispose Kaguya, mentre ancora guardava Fiethsing camminare in lontananza. “Ma davvero piantala di chiamarmi ‘signorina’”.
