Legacy Lost Hell’s Valley Series Book Two Jillian David Genre: paranormal romance/western romance Publisher: Crimson Romance Date of Publication: 3/27/17 The melding of the contemporary western with paranormal elements—think Big Valley meets Alphas—makes for a compelling, fresh mix for Jillian David’s sophomore series. Growing up as an honorary Taggart, Eric Patterson found the family he’d…
More clean-up, more dust and debris, more charred books and ash, more of everything he once had...
Another room of rubble, another memory of what it once was... both in his life, and in the life before... throwing the abysmal state it was in now into sharp, painful relief.
Hours passed, room after room after room, memory after memory after painful recognizance, until finally one room in particular was found.
It was familiar in a far more haunting, dreading way... and yet, unlike last time, the voices didn’t speak up... instead, all he could see was dust, rubble, and...
...an old, battered staff of dead wood, now covered in the fine grey dust of the stony debris around it, the ages-old dried blood still soaked into it in places.
...for one reason or another, as he continued his rounds through the ruins... he held onto that staff firmly... a solemn, bitter, yet powerfully focused emotion dwelling in his heart as he marched onward.
[FoW] Lore di Lora - Eredità Perduta 3: Il Laboratorio di Grusbalesta
Erano passate solo poche ore da quando Fiethsing e Kaguya avevano incontrato il vampiro che si faceva chiamare Mikage Seijuro nei boschi occidentali. L’uomo e la sua strana progenie vampiresca erano di certo un motivo di preoccupazione per Kaguya, ma non quanto le città fluttuanti che avevano causato uno squarcio nel cielo.
Mikage sembrava proprio uno dei cattivi a cui era abituata. Vestiva di nero, amava parlare e lei era abbastanza sicura di poterlo sconfiggere. Tuttavia, questo continente fluttuante era tutta un’altra storia. Aveva fatto a pezzi il cielo, era arrivato da un altro mondo in un modo simile alla sua Apollo. Ma era più di questo. Già solo dalla mera presenza di quei corpi di terra galleggianti, Kaguya poteva percepire un peso. Era come una massa nel petto che non se ne andava mai. Era pesante, a volte quasi la soffocava. Nemmeno Lapis aveva causato una tale sensazione, e ora quelle enormi navi ultraterrene gliela stavano provocando da chilometri di distanza.
Era chiaro che ciò preoccupava anche Fiethsing, anche se non ne aveva parlato molto durante il resto del loro cammino attraverso la foresta. Le aveva invece detto che dovevano trovare gli altri membri dei Sei Saggi. Kaguya aveva già sentito parlare Zero e Fiethsing dei loro vecchi compagni, ma non li aveva mai incontrati. Almeno, era abbastanza sicura che non li avrebbe mai incontrati. Fiethsing le aveva parlato di come gli altri erano stati intrappolati all’interno di pietre magiche e che loro avrebbero dovuto risvegliarli. I quattro saggi rimanenti, Grusbalesta, Milest, Moojdart, e Almerius, erano dispersi negli angoli più remoti del mondo. Porgendo a Kaguya una mappa, Fiethsing le mostrò il punto in cui si trovava Grusbalesta. Un laboratorio nascosto non lontano da dove si trovavano ora.
“Kaguya, voglio che tu vada là e liberi Grusbalesta”
“Tu non vieni?” disse Kaguya con espressione accigliata.
“Mi spiace, non posso. Dobbiamo accertarci che nessuno degli altri saggi manchi all’appello, quindi dobbiamo dividerci per coprire più territorio. Però prometto che ti preparerò una bella cena quando faremo ritorno a casa.” Rispose Fiethsing sorridendo.
“Davvero? Okay! È una promessa!” Kaguya acchiappò la mappa da Fiethsing e corse via nella direzione in cui si trovava Grusbalesta.
Fiethsing sogghignò un po’ incupita. “Zero aveva ragione. Non mantengo mai le mie promesse.” La donna elfo partì così nella direzione opposta.
“Bene, suppongo che quella più vicina a me sia Moojdart. Vediamo un po’ come se l’è cavata in questi ultimi anni”.
All’alba del giorno seguente, Kaguya era giunta al laboratorio di Grusbalesta. Beh, “baracca” era forse una definizione più appropriata. Da fuori era esattamente quello che sembrava essere. Un semplice agglomerato di paglia e fango. L’interno, tuttavia, celava un grande centro di ricerca con strumenti sparpagliati e abbandonati lungo tutta la superficie, lenti di ingrandimento, piccole pietre magiche, e tanti, tanti appunti scientifici. Al centro di tutto volteggiava una pietra magica di un profondo color viola, che Kaguya immaginò essere lo stesso Grusbalesta.
Si avvicinò alla pietra lentamente, realizzando all’improvviso che non aveva la minima idea di come fare a liberarlo da quella forma. Ma non appena si fece più vicino, la sua mano si protese da sola, come per un riflesso automatico. Istintivamente la poggiò delicatamente sulla cima dell’oggetto fluttuante. Per un momento non accadde nulla, ma all’improvviso una luce abbagliante illuminò l’ambiente circostante. Quando Kaguya aprì gli occhi, un uomo alto con dei sottili baffi e lunghi, arruffati capelli brizzolati era apparso. Egli sorrise calorosamente, ma i suoi occhi portavano gli inconfondibili segni di qualcuno che aveva trascorso troppe notti insonni a scrivere appunti al lume di candela.
“Pare che tu debba dirmi un mucchio di cose signorina” disse Grusbalesta. “Ma prima forse faresti meglio a prenderti una pausa”. L’uomo aveva subito notato le palpebre di Kaguya che si stavano abbassando.
Dopo un lungo pisolino, Kaguya narrò la sequenza dei recenti eventi che avevano preceduto il suo arrivo al rifugio. Per la maggior parte del tempo Grusbalesta rimase in silenzio, ascoltando attentamente e mostrando solo di rado grandi reazioni. Anche quando Kaguya gli racconto del viaggio ad Attoractia, un intero altro mondo, l’espressione dell’uomo rimase impassibile come se si stesse discutendo del tempo atmosferico.
“Penso di essermi fatto un’idea generale”
“Wow! Sei davvero intelligente per uno che è fuori dal giro da un po’ di tempo”, ridacchiò Kaguya scherzando sulla recente rinascita di Grusbalesta dalla pietra magica.
“E’ la mia materia signorina” Sorrise ancora calorosamente, i suoi stanchi occhi scintillarono da dietro gli occhiali.
“Potresti smetterla di chiamarmi ‘signorina’?” chiese Kaguya. “Suona serioso e formale, io odio quel genere di cose”
“Perdonami, è una vecchia abitudine di un’altra epoca. È circa un secolo che non mi sgranchisco le gambe e immagino che certe cose siano un po’ cambiate nel frattempo. In particolare…” Grusbalesta guardò l’abbigliamento piuttosto appariscente di Kaguya “Quello che la moda considera accettabile”.
“Uh? Che cosa c’è che non va nei miei vestiti? Si sono sporcati?” Al commento di Grusbalesta, Kaguya girò in tondo verificando il suo completo in cerca di macchie o tracce di sporco.
“No, non è certamente quello che intendevo” disse Grusbalesta sogghignando. Un secolo prima, durante la grande guerra delle pietre magiche, Grusbalesta e gli altri Saggi si erano volontariamente richiusi nelle pietre magiche come parte di un piano per portare la pace tra le nazioni dell’epoca. Dal racconto di Kaguya, pareva che nessuna di esse fosse sopravvissuta a quei cento anni. Tutti i suoi amici e compagni erano morti da tempo. Un piccolo conforto era sapere che gli altri saggi erano ancora vivi, sia che fossero nelle loro sembianze originali o in quelle di pietra magica. Zero, a quanto sembrava, era cresciuta da sola mentre Fiethsing non era cambiata molto dopo tutto quel tempo. O quantomeno era abbastanza sicuro che fosse così, le descrizioni di Kaguya erano piuttosto complicate da seguire.
“Questa non è per nulla simile alla precedente. Sembra non ricordare nulla della sua precedente vita” Pensò tra sé e sé.
“Ci sono un sacco di cose che devo chiederti, vecchio Grus. Ti ho già parlato di quel cattivo, Lapis, giusto? Ma io e la zia Fiethsing abbiamo incontrato quest’altro strano tipo prima di venire qui. Si stava nascondendo nelle antiche foreste occidentali. Una specie di nonno vampiro. Come si chiamava?” Kaguya si picchiettò le tempie per un momento “Mi…Mika…Miku…”
“Mikage” disse Grusbalesta, scattando subito sull’attenti.
“Ah sì! Giusto! Come fai a conoscerlo, vecchio Grus?”
Grusbalesta si morse il labbro. Pareva che non tutto fosse cambiato nei millenni trascorsi.
“È una mia vecchia conoscenza… Di qualche migliaio di anni orsono. Che io sappia, prima del vostro incontro con lui, gli unici ad averlo conosciuto eravamo io e un’altra persona”. Non appena ebbe parlato, Grubalesta si mise a rovistare tra le cianfrusaglie sul pavimento, raddrizzandosi al contempo mentre cercava qualcosa.
“Lo conoscevi? Qual è il suo piano? C’è qualcosa di speciale in lui?”
“È un eterno. Un signore dei vampiri”
“Eh? Cosa significa?” Chiese Kaguya senza esitazione. Grusbalesta sogghignò ancora.
“Sì. Suppongo che l’attuale te non sappia nulla di queste cose. Scusami. Lascia che ti spieghi”. Grusbalesta si prese un momento per raccogliere alcune carte sparse, dopodiché prese una vecchia sedia di metallo e si sedette.
“Prima che cominci, voglio che tu capisca che questa non è una cosa di cui ho mai fatto esperienza personalmente. Il mio maestro ha tramandato questa storia a me. Questo racconto precede di molto persino la grande guerra delle pietre magiche accaduta nella mia era.” Kaguya non disse nulla, ma la sua espressione fece chiaramente intendere che stesse ascoltando attentamente.
“Molto tempo fa, un grande drago divino di nome Ragnarok giunse in questo mondo da chissà dove. Sono sicuro di non doverlo spiegare a te, ma questo drago aveva il potere di viaggiare attraverso grandi lacerazioni dello spazio per muoversi da un mondo all’altro in un batter d’occhio. Perché questa creatura venne sul nostro mondo nessuno lo sa con certezza. Il mio maestro era solito pensare che fosse inseguito da qualcosa, ma non ebbe mai nulla più che l’intuito per avvalorare questa tesi.” Grusbalesta fece una pausa come se stesse considerando qualcosa, poi proseguì.
“Il possente dragone, anche se ferito, gettò scompiglio su tutto il pianeta, dimostrando un immenso potere tale da minacciare ogni forma di vita. I cinque più grandi maghi del mondo si riunirono per fermare la bestia. Tra di essi c’erano Mikage Seijuro e il mio maestro. Anche nell’eventualità che fossero riusciti a uccidere il terribile drago, il suo eterno potere sarebbe rimasto all’interno del suo corpo. I cinque temevano che qualcuno tra i vari regni, alla ricerca di quel potere, avrebbe reclamato per sé quel cadavere e lo avrebbe conteso agli altri. Decisero così di farsi carico ciascuno di una parte del potere di Ragnarok. Mikage bevve il sangue della creatura e ne assunse il potere dell’immortalità. Il mio maestro prese gli artigli del drago e da essi nacquero i cinque colori dell’incomparabile potere magico.”
“Aspetta un attimo, sono confusa” lo interruppe Kaguya “Questo accadde quanto tu eri un bambino?”
“No Kaguya, fu molto tempo prima”
“Ahh, non sono brava con tutte queste cose storiche. Ci sono troppe cose da tenere a mente”.
“Ah ma c’è molto di più di quella storia, ma penso che probabilmente lo serberò per la prossima volta”. Si alzò dalla sua sedia e ricominciò a rimettere in funzione le sue vecchie postazioni di lavoro. Il compito della famiglia di Grusbalesta di ricercare la natura e l’origine delle pietre magiche era cominciato molto tempo fa. Mille anni fa era stato appunto lui a scoprire che alcune di loro potevano essere potenzialmente pericolose, giusto appena prima che la guerra cominciasse. Aveva infatti teorizzato che alcune pietre magiche lasciassero come delle particolari tracce magiche che agivano come fari guida per esseri di altri mondi attirandoli vicino al nostro. In disaccordo col suo maestro, lui pensava ci fosse un motivo per il quale Ragnarok era arrivato sul loro mondo. Dai racconti di Kaguya sembrava che lei e i suoi amici fossero di recente venuti in possesso di una pietra magica assai potente quanto inusuale. Grusbalesta era stato in primis e per la maggior parte del suo tempo, un uomo di scienza. Avrebbe preferito prendersi del tempo, osservare e ricercare il fenomeno come prima che scoppiasse la guerra mille anni prima. Purtroppo stavolta le cose erano un po’ diverse. Mikage era tornato. Non aveva scelta, avrebbe dovuto chiedere il suo aiuto ancora una volta.
“Signorina” cominciò Grusbalesta “Lascia a me il compito di occuparmi del Mikage, è un compito che è passato a me dal mio maestro.”
“Non cambierai mai vero?!” una voce familiare li sorprese entrambi. In piedi sulla soglia appena fuori dal laboratorio, dove prima non c’era nulla, era apparsa Fiethsing, silenziosa come una foglia cadente.
“Zietta Fiethsing!” esclamò Kaguya, girandosi per guardare la guardiana.
“Fiethsing?! Questa si che è una sorpresa, quando sei stata risvegliata? Sembra che tu sia un pochino invecchiata”.
“All’incirca trent’anni fa penso. Significa che ora sono io il tuo collega anziano” disse sogghignando.
“Mmm vedo che trent’anni però non hanno fatto molto per il tuo livello di maturità” rimarcò Grusbalesta.
“Ah ah ah credo di si” rise Fiethsing
“Ottimo è un bene che tu sia qui. Ci sono un po’ di cose di cui dobbiamo occuparci. Nell’ordine: primo, non ti posso aiutare ma posso notare che sin dal mio risveglio ho una strana e permanente sensazione di peso nel petto. Da quello che mi ha detto questa signorina sembra che siamo testimoni del ritorno della grande nazione dei maghi: Altea”
“Quelli delle vecchie leggende? Lo sospettavo ma non ne ero sicura” ammise Fiethsing.
“Non ricordi nulla di quanto ci aveva detto il nostro maestro?”
“Welser ne aveva parlato?” Fiethsing piegò la testa di lato.
“Infinite volte. Era una nazione di grandi maghi, che lanciavano gli incantesimi in maniera differente dalla nostra. In un modo derivato da un’antica forma di magia da tempo dimenticata. Un tipo di ‘Antica Magia’ per così dire. Kaguya mi ha parlato della strana pietra magica in cui il vostro gruppo si è imbattuto. Se le pietre magiche possono agire da ‘fari’ per alcuni esseri, deve essere vero anche il contrario, queste strane pietre stanno comparendo in giro per il mondo come reazione al crescente uso dell’antica magia.”
“Ha… Non mi aspettavo nulla di meno dal grande ricercatore delle pietre magiche in persona” disse Fiethsing.
“Avresti potuto arrivarci anche da sola se solo avessi prestato più attenzione alle lezioni del nostro maestro” la rimproverò Grusbalesta. “Non divaghiamo troppo però dalle questioni che ci ritroviamo tra le mani comunque. Anche in questo momento sono sicuro che tutti percepiamo l’incombente presenza di Altea. Se le vecchie leggende dicono il vero dubito che rimarranno neutrali molto a lungo. Dobbiamo usare il tempo a nostra disposizione nel migliore dei modi. Abbiamo già abbastanza problemi e fin troppe cose da fare se contiamo anche solo Lapis e Mikage”.
Non è dato sapere se per un capriccio della natura o per una coincidenza, in quel momento esatto sia Fiethsing che Grusbalesta avvertirono una risonanza magica famigliare attraversare la terra. La vibrazione magica era difficile da rintracciare esattamente, ma non c’era dubbio che si stava propagando attraverso il regno in direzione ovest, il che voleva dire che la sua sorgente era ad est, oltre il Palazzo di Luce.
“Qualcuno ha risvegliato Moojdart” sottolineò Grusbalesta, la preoccupazione era visibile sul suo volto. “Ma c’è qualcosa di sbagliato in lei”
“Sono andata a controllare Moojdart prima di venire qui ed era scomparsa, oddio chissà cosa mi dirà Zero per questo” si lamentò Fiethsing.
“E’ di questo che ti preoccupi? Ho bisogno che tu vada a vedere cosa sta succedendo a Moojdart”
“Io?! Ma noi due non ci siamo mai prese molto eh”
“Questo non sarebbe successo se avessi ritrovato la sua pietra prima. E’ una tua responsabilità”
“ Uff… Penso di si”
“Inoltre penso che prenderò in prestito questa signorina per un po’”
“Huh?” Io? Perché?!” Kaguya saltò in piedi quando si accorse che stavano parlando di lei.
“A causa del tuo potere signorina, è certo che sia fondamentale nella nostra battaglia”
“Davvero lo pensi? Nell’altro mondo Alice era molto più forte di me” confessò Kaguya.
“Deduco sia un risultato della tua reincarnazione” disse Grusbalesta togliendosi i capelli dal viso. “Abbiamo davvero bisogno della tua vera forza, dobbiamo accedere alla conoscenza delle tue vite precedenti e per farlo dobbiamo ricostruire la luna perduta. Per ciò intuisco mi servirà il tuo aiuto per cercare la pietra magica della luna perduta”.
“Ok tutto è deciso!” Disse Fiethsing battendo le mani. “Tornerò al Palazzo di Luce e me la vedrò io con Moojdart. Kaguya fai la brava e fai tutto quello che lo zio Grus ti dirà di fare ok? Fa del tuo meglio per trovare quella pietra!”
“Okay…” rispose Kaguya “ Sembra proprio che tutto quello che ho fatto negli ultimi tempi sia stato cercare quelle vecchie pietre magiche ammuffite”
Improvvisamente, Fiethsing che era rimasta sulla soglia del laboratorio / baracca si girò con un’espressione molto seria alquanto inusuale.
“Questi tempi pacifici non dureranno per sempre. Quando verrà il tempo di combattere penserai di essere molto fortunata a dover solo cercare le pietre magiche.
“Oh… Okay zietta scusami” disse Kaguya chinando un po’ il capo come per scusarsi e quindi ancora una volta Fiethsing lasciò Kaguya.
“Bene signorina, prepariamoci per i nostri rispettivi viaggi. Procederemo insieme almeno per la prima parte del cammino.”
“Okay” rispose Kaguya, mentre ancora guardava Fiethsing camminare in lontananza. “Ma davvero piantala di chiamarmi ‘signorina’”.
[FoW] Lore di Lora: Eredità Perduta 1 - Una Storia Fuori Dal Tempo
“Quindi cosa è successo?”
Un ragazzo chiese ad una ragazza.
“Non dovrebbe essere: ‘Quindi ora cosa succederà?’”
Una ragazza chiese ad un ragazzo.
“Davvero?”
“Davvero”
Da qualche parte lontano dalle grinfie del tempo, Reflect e Refrain discutevano su cosa avrebbero dovuto chiamare “stanza”, per la mancanza di una parola più adatta. La dimensione tascabile era costituita da diversi cubi interconnessi di spazio tenuto insieme dalla magia là dove lo spazio non sarebbe dovuto esistere. Le dimensioni scintillanti dei cubi si increspavano di tanto in tanto ma mai, nemmeno una volta lasciavano intravedere null’altro che la più assoluta integrità.
Al di sotto dell’insieme dei costrutti magici c’era una piccola stella, non più grande di una mano.
Nonostante il corpo celeste brillasse di una luce pallida e delicata, c’era una disagevole sensazione di imprevedibilità. Lo spazio contorto e la luce piegata intorno alla stella come acqua in un tubo.
“Sarete mai d’accordo su qualcosa voi due?” Onestamente ogni volta che aprite bocca mandate all’aria qualsiasi conversazione. Chi stiamo per mandare?” La voce leggermente irritata di una terza figura, anche lei presente nella stanza si manifestò.
La terza entità non era nient’altro che una scimmia, solo un po’ più alta e un po’ più eretta. Il suo volto portava i segni di uno che aveva visto troppo per aver vissuto una sola vita fin troppo lunga. La sua barba e i suoi capelli rossi gli davano un aspetto un po’ selvaggio a dispetto del suo atteggiamento un po’ burbero.
“La conversazione stava proseguendo perfettamente. Non infastidirci scimmia”
“Non è giusto?”
“E’ corretto”
Gli strani gemelli annuirono all’unisono come se volessero darsi ragione a vicenda.
“Ovvio, la prima cosa su cui siete d’accordo è insultare un vecchio” L’uomo scimmia si passò una mano tra i capelli mentre lo diceva. “Ecco il motivo per cui qui non si fa mai nulla” Continuò borbottando.
“Questi due non sono naturali e non fanno nemmeno un buon lavoro nel sembrarlo.”
“Non penso abbiamo bisogno di un’altra disputa” Una quarta voce si aggiunse alla discussione. “Wukong, penso sia meglio che vada tu questa volta, Reflect e Refrain sono andati l’ultima volta e io ho già ottenuto il permesso da Adelbert.” La voce, la cui fonte rimaneva ancora sconosciuta, si rivolse all’uomo scimmia chiamandolo per nome.
“Si, ma c’è una cosa ancor più importante e che troverai molto interessante. C’è una certa tendenza che questo gruppo sta seguendo e al loro riguardo abbiamo bisogno di più informazioni”
“Posso picchiare qualcuno?” Wukong si scrocchiò le dita con un ghigno stampato sulla faccia.
“Ti devo chiedere di trattenerti in questa particolare missione.”
“Uff non sarà affatto divertente. Come posso rimanere in forma se di tanto in tanto non mi procurassi qualche graffietto insignificante?! Non possiamo lasciare quest’incombenza alla recluta?” Sun Wukon si guardò intorno nella stanza per un momento poggiando le sue mani sui fianchi. “Dove diavolo è la recluta?”
“Purtroppo penso lei stia svolgendo un altro compito al momento. Questa è una situazione molto delicata Wukong, se le cose dovessero volgere al peggio voglio la persona meglio attrezzata di tutti per svignarsela il più in fretta possibile.”
“Ok, ok, ma è davvero così grossa come la stai dipingendo?”
“Stai mettendo in dubbio la mia abilità?” rispose la voce severamente.
“Nah ci stavo solo ragionando sopra…” Wukong replicò con un sorrisetto.
“Ti stai rivolgendo in questa maniera a Xuangzang?” Faresti meglio ad ascoltare quando gli altri parlano”
“Stai scherzando?! Gli ho detto molto di peggio. Sgridarmi è diventato un suo hobby. Ho comunque sentito almeno la metà delle cose che hai detto. Puoi vedere il futuro del resto. Penso che ti dovrei dare retta.”
“La mia magia scrive nel mio libro “Mille e Una Notte”, passati e futuri possibili. Se riguardino o meno le nostre linee temporali non posso dirlo con certezza ma si possono sempre scorgere dei segnali.
“E? Cosa succederà nel nostro futuro di così preoccupante?”
“E’ tutto qui, continua semplicemente per un po’ e poi si interrompe improvvisamente.”
“Non la rendi mai facile eh?! Ok, va bene. Quindi vuoi che io controlli quei tizi?”
“Si te ne prego.”
“Ricevuto. Immagino sarebbe meglio se quegli idioti che stanno incasinando il futuro, non mi vedessero. Vieni Nuvola Volante!”
Nonostante non si vedessero entrate o uscite, una piccola nuova dorata emerse dalla piccola stella che brillava al centro della dimensione tascabile. La nuova sfrecciò attraverso le pareti scintillanti del costrutto magico. Wukong, saltò sulla nuvola, rimanendo in equilibrio su di essa esattamente come se stesse sulla terraferma.
“Sarebbe meglio. Questa cosa non sarà tanto semplice, Wukong. Non abbiamo mai avuto irregolarità di questo tipo prima.” Non appena Wukong volò via, scomparendo nella minuscola stella dalla quale era comparsa la nuvola, Scheherazade fece la sua comparsa, incrociando il suo sguardo.
“Ok voi due, torniamo al nostro discorso” Scheherazade rivolse nuovamente la sua attenzione ai gemelli.
“Si, si hai ragione l’abbiamo tirata fin troppo per le lunghe”
“No, no non abbiamo perso tempo per nulla”
“Davvero?”
“Davvero”
Scheherazade, scosse la testa e aprì le “Mille e Una Notte” e cominciò a leggere da un passaggio scritto di recente.
“Grazie alla luna illusoria, Lunya fu in grado di risvegliarsi e di tornare al suo vero io, Nyarlathotep. Con la sua nuova forza, fu in grado di sconfiggere Mercurius, la strega dei Sette Astri di Altea. Millium e gli altri furono in grado di salvare sua zia Lumia, che era la chiave per purificare la Terra, che era stata trasformata in un diabolico oggetto di potere oscuro. Allo stesso tempo, Kaguya e Fiethsing incontrarono il misterioso vampiro, Mikage Seijuro e alcuni membri della sua famiglia. I due gruppi testarono reciprocamente la loro forza l’uno contro l’altro fino a che la flotta delle grandi volanti che costituivano la nazione di Altea apparve da uno squarcio dimensionale.” Scheherazade si fermò per un momento come se stesse pensando a qualcosa. Qualunque cosa fosse, ritenne fosse meglio non dirla e ricominciò a leggere dopo aver girato pagina.
“Fiethsing e Kaguya avvertirono immediatamente una potente entità avvicinarsi insieme ad Altea, e Fiethsing decise che erano necessari ancora una volta la saggezza e la forza di tutti i Sei Saggi. Però molti dei Saggi erano stati sigillati all’interno di Pietre Magiche durante la Grande Guerra delle Pietre Magiche. Quindi Kaguya e Fiethsing decisero di separarsi, ognuna di loro alla ricerca dei saggi. Kaguya trovoò Grusbalesta, sigillato nella sua pietra senza alcun problema, invece gli sforzi di Fiethsing di trovare Moojdart resero chiaro solamente il fatto che qualcun altro l’aveva trovata prima di lei. Qualcuno intelligente e abbastanza bravo con la magia da avvertire dove si trovasse quella potentissima pietra.
“Davvero esiste qualcuno così?!” Reflect sussurrò a sua sorella.
“Come può non esistere?” rispose Refrain.
“Davvero?”
“Davvero”
Scheherazade ricominciò a leggere dopo questa piccola interruzione da parte dei gemelli.
“Salvata Lumia, il gruppo di Millium tornò velocemente al Palazzo di Luce. Incontrarono però un altro ostacolo. Il secondo dei Sette Astri e fedele discepolo di Mercurius: Mars. Esperto di magie esplosive a lungo raggio, questo spaventoso utilizzatore delle arti del Mana di Fuoco provò ad annientare la compagnia dalla distanza, usando la sua magia esplosiva per tenerli separati e lontani da lui. Con la scomparsa della luna illusoria, Nyarlathotep era tornata ad essere Lunya e quindi in una forma più debole ed incapace di essere di alcun aiuto. Millium stava già difendendo sua zia mentre ancora si stava riprendendo dalla sua magica prigione e Charlotte si stava occupando di Lunya. Zero maestra della spada, si trovava in grosso svantaggio contro un avversario del genere.
Ad ogni modo, un aiuto arrivò sotto forma di un misterioso cavaliere d’argento. Questo eroe, noto come Glorius, aiutò il saggio e insieme ribaltarono l’andamento dello scontro contro il piromante. Ad ogni modo, fu Millium a sconfiggere il mago. La pietra magica che gli aveva dato Lunya, si attivò improvvisamente di nuovo, dissolvendo senza sforzo la magia di Mars. Nonostante il gruppo non fosse ancora sicuro di cosa fosse successo esattamente, trassero vantaggio dalla situazione e sconfissero il… nemico.” Scheherazade si ferò per un momento sulla parola “nemico”, come se cercasse di pensare ad una parola più appropriata.
“Una volta sconfitto, il gruppo di Millium proseguì alla volta del Palazzo di Luce”
“Giusto e sono così tornati sani e salvi” interruppe nuovamente Reflect.
“No, il loro viaggio era solo all’inizio” Lo contraddisse ancora la sorella.
“Davvero?”
“Davvero”
“Va bene, penso sia abbastanza per oggi.” Scheherazade chiuse il grosso libro.
“Awwww” I gemelli scandirono all’unisono.
Non se ne erano ancora accorti, ma Scheherazade era giunta alla fine degli scritti sulla linea temporale. Null’altro era stato scritto sul libro da un po’ e persino la battaglia contro Mars era stata insolitamente difficile da decifrare… Torbido o forse… Nebuloso? Era una sensazione davvero nuova per lei. Scavare tra le parole la facevano sentire come una persona sveglia da troppo tempo senza dormire.
“Questa linea temporale sta diventando sempre più instabile, gli ultimi mille anni in particolare.” Scheherazade sospirò tra sé e sé mentre fissava le pagine bianche che in circostanze normali sarebbero state scritte. C’era qualcuno dietro tutto questo. Di questo era certa. Ma chi? Nessuno, nemmeno lei o i suoi simili sarebbero stati in grado di generare una simile interferenza.
Di una cosa però era certa, qualunque cosa stesse per accadere, sarebbe stata incredibile.
Terribile o incredibile non era in grado di prevederlo. Ma incredibile? Di sicuro, senza alcun dubbio.