Bitcoin e la sua definizione come applicazione monetaria
Con riferimento al nostro paese e a oggi, Bitcoin nella sua applicazione come strumento di pagamento è chiamato in cinque modi differenti, alcuni incorretti, altri imprecisi altri fuorvianti. Non si vuole qui dire ciò che è giusto, ma almeno dare un indirizzo e cercare di chiarire le conseguenze di un comportamento. Vediamoli uno per uno. Nell’ordine di come su Google sono più rappresentati. Alla fine di ciascuna voce il mio personale voto.
Moneta Elettronica (240.000).
Questa definizione è quella sicuramente più scomoda da attribuire a Bitcoin. Satoshi Nakamoto nel suo paper definisce Bitcoin A Peer-to-Peer Electronic Cash System, quindi potrebbe venire naturale tradurlo letteralmente come un sistema di contante elettronico, purtroppo già da oltre dieci anni in Europa è stato definito per legge cosa è la moneta elettronica:
La moneta elettronica è “un valore monetario rappresentato da un credito nei confronti dell'emittente che sia memorizzato su un dispositivo elettronico, emesso previa ricezione di fondi di valore non inferiore al valore monetario emesso e accettato come mezzo di pagamento da soggetti diversi dall'emittente" (art. 55, lett. h ter della Legge n. 39 del 1 marzo 2002, attuativa della Direttiva 2000/46/CE).
E come si evince dalla definizione qui riportata Bitcoin non rientra in questa descrizione. Per chiarezza e onestà quindi è meglio evitare questa nomenclatura, per altro a oggi ancora erroneamente usata in wikipedia, onde evitare palesi fraintendimenti. Voto: 4.
Moneta virtuale (139.000)
La seconda più utilizzata è moneta virtuale con 139.000 voci. E’ la definizione che piace di più ai detrattori di Bitcoin perché il virtuale è immateriale e come tale sfuggevole, intangibile opposto al reale e quindi il contrario di ciò che uno vorrebbe quando parla dei propri averi. Ieri sera ero al Beertime a Roma e ho comprato un chinotto pagandolo in bitcoin, fra qualche giorno prenderò un volo aereo pagato in bitcoin, tutto ciò è virtuale? Il fatto che il valore e le informazioni che lo rappresentano viaggino su una rete anziché su pezzi di carta e metallo non significa che non abbiano conseguenze sulla realtà. Chi utilizza quindi questa strada per definire Bitcoin non gli sta facendo un favore, consapevolmente o inconsapevolmente sta facendo leva sull’abitudine dell’essere umano al materiale per svilire ciò che Bitcoin effettivamente è e può fare. Voto: 2.
Moneta digitale (41.000)
Utilizzare il termine moneta digitale non insinua una proprietà negativa come la voce precedente e sinteticamente esprime l’ambiente nel quale opera che è appunto quello digitale. E’ un termine abbastanza diffuso e non già cooptato da altri spazi economici come il termine moneta elettronica. Voto: 8.
Moneta crittografica o criptomoneta (31.000)
La definizione in questo caso è corretta perché si tratta di sottolineare il fatto che il protocollo si basa su algoritmi crittografici nel caso di bitcoin lo SHA-256, che offrono elevatissimi standard di sicurezza usati sia in campo militare che finanziario tradizionale. Purtroppo cripto deriva dal greco κρυπτός ovvero nascosto, che viene spesso male interpretato associando questo “nascosto” al fatto che ci sia qualcosa di underground o addirittura illegale. Voto: 6.
Moneta matematica (600)
Sicuramente la definizione più felice, ma certamente quella meno utilizzata. Tende a sottolineare che la struttura sulla quale il protocollo si basa è logica, palese, solida. Le valute tradizionali Euro, Dollaro, Franco… sono tutto tranne che matematiche, vengono prodotte in quantità arbitrarie seguendo le decisioni di pochi e offrono una solidità imposta e non realmente democratica. Paradossalmente sono più “virtuali” e più “cripto” di quello che propone Bitcoin e le altre monete matematiche che pure hanno ancora molti problemi da affrontare per diventare mature. Voto: 9.
La semantica è importante e può essere considerata un’arma. Se credi nelle potenzialità del protocollo Bitcoin anche in campo monetario e vuoi rinunciare a farti strumentalizzare ti esorto ad abbandonare termini equivoci e imprecisi come moneta elettronica o svilenti e sottilmente dispregiativi come moneta virtuale a favore di termini più neutri come moneta matematica o digitale.












