Bitcoin e le tre leggi della robotica
Il Bitcoin potrebbe essere il primo esempio di Ente Autonomo Decentralizzato o DAC (Distributed Autonomus Corporation).
Una DAC per essere decentralizzata e autonoma, funziona senza nessun coinvolgimento umano, sotto il controllo di un inviolabile insieme di rigide regole dettate dal sistema. Queste regole sono eseguite tramite software open source verificabile da tutti e distribuito attraverso i computer dei loro azionisti.
Il valore percepito del Bitcoin deriva da quello che permette e dal fatto che compie un’attendibile Funzione Fiduciaria Confidenziale (trustworthy confidential fiduciary service): permette ai possessori di mantenere una contabilità di conto corrente privata, e consente di trasferire valore tra due conti correnti privati una volta stipulato un “contratto firmato” tra le parti dove il sistema stesso verifica che la transazione sia valida, impedendo falsificazioni e creando possibilità che vanno ben al di là dei pagamenti.
Non è forse il Bitcoin molto di più di una materia prima (oro, argento, petrolio, etc..) o un pezzo di carta-moneta?
E’ meglio definire il Bitcoin come una DAC, che come una moneta.
Un Bitcoin è una piccola "quota" della capitalizzazione totale della coorporazione autonoma “Bitcoin”.
Si diventa azionisti, o comprando gli “stock” (piccole quantità di bitcoin) dalla coorporazione o fornendo un servizio all’ente stesso (mining), per ricevere degli “stock” in ricompensa.
Lo “stock” ti rende titolare di una quota di partecipazione all’utile conseguito dalla coorporazione, in altre parole una partecipazione alla sua conduzione e crescita.
I servizi di “mining" che convalidano le transazioni e assicurano la protezione della rete sono ricompensati con nuovi Bitcoin che lentamente aumentano il volume di Bitcoin in circolazione ("stock").
Il servizio di mining necessiterà nel tempo sempre di maggiore forza-lavoro per essere ricompensato con la stessa quantità di Bitcoin, questo fa in modo che anche se avviene una diluizione dello stock, lo stesso mantenga o aumenti il suo valore.
E’ possibile scambiare le vostre azioni per le altre monete, beni e servizi (come una normale valuta).
Le regole operative del sistema non possono essere modificate salvo che la maggioranza delle parti interessate acconsenta di passare a una nuova versione del software.
È interessante osservare come non sono i titolari delle azioni dell’ente a gestire i cambiamenti, ma il potere decisionale è in mano solo ai quei "lavoratori" (miner) che stanno contribuendo, con le loro risorse informatiche, a far funzionare l’ente.
Questo è esattamente ciò che Bitcoin ha pianificato, per distribuire i diritti di voto.
Gli azionisti ottengono la crescita del patrimonio netto. I dipendenti ricevono diritti di voto.
Non ci sono profitti ma tutti i "ricavi" sono versati ai lavoratori come compenso per il loro impegno.
Il Bitcoin è una società di proprietà degli azionisti, gestita dai lavoratori: un cripto-ente senza scopo di lucro.
La blockchain non è il Bitcoin, in qualche modo è qualcosa di più profondo che il Bitcoin stesso, è una nuova struttura di dati dell’informatica, che ancora non si sa come possa essere applicata per creare differenti strumenti. Questa nuova tecnologia, transformerà le vite.
Il Bitcoin non è solo un metodo di pagamento è molto di più, è uno strumento di gestione delle risorse, uno strumento di organizzazione e collaborazione tra le persone, uno strumento di auto-gestione, uno strumento di scambio e di business, che ci aiuterà a ri-pensare come possiamo costruire la società attorno a noi con sistemi migliori. Se ti dimentichi del Bitcoin e dai uno sguardo alla sua tecnologia, ci si rende conto delle infinite possibilità! Se potessimo avere un consenso globale su chi possiede un dominio o una email, perchè allora abbiamo bisogno di una versione centralizzata di questi servizi?
Le società "reali" sono strutture legali create in modo che i gruppi di persone possano comportarsi come una persona giuridica. I gruppi di persone però, non sono più affidabili delle singole persone. Il bitcoin però ha trovato una formula per essere più affidabile di una banca svizzera, con il suo software autonomo distribuito e le sue tre leggi della robotica.
Si può concettualizzare una DAC tramite il suo inviolabile codice di comportamento, ovvero secondo le tre leggi della robotica di Asimov:
Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno.
Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge.
Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa auto-protezione non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.
Le Tre leggi della robotica sono un insieme di leggi scritte da Isaac Asimov, agli inizi degli anni quaranta. Per Asimov, se una macchina era progettata bene e utilizzata propriamente, non poteva presentare alcun rischio. Per applicare queste leggi in un entità autonoma bisogna che la stessa rispetti la necessità di sicurezza (la Prima Legge), servizio (la Seconda Legge) e prudenza (la Terza Legge).
Il Bitcoin si attiene a queste tre leggi fondamentali che lo rendono virtualmente incorruttibile.
Una DAC potrebbe essere comportamentalmente vincolata dalla propria serie di tre leggi incorruttibili.
L'innovazione fondamentale dei sistemi blockchain decentralizzati come Bitcoin è la loro capacità di eseguire in modo verificabile la propria serie di incorruttibili Leggi Fondamentali.
Ogni insieme di regole di business potrebbe essere implementato con una DAC, anche quelle che molti potrebbero giudicare male. L’idea chiave è che le Leggi Fondamentali assicurino che un dato insieme di regole di business siano forgiate in maniera da essere immutabili e incorruttibili.
Se hai fiducia nell’insieme di inviolabili regole di business di una determinata DAC, ti affidi a loro. Se non ti interessano, non farai affari con loro.
Ma quelli che capiscono il potere della blockchain intravedono come la tecnologia di Nakamoto può essere adattata per un interesse generale.
"La tecnologia del blockchain consente la creazione di un ecosistema di innovazioni che non è ancora noto e che non può neppure essere ragionevolmente previsto" scrive il Prof. Francesco Vatalaro (Università di Tor Vergata, IEEE).
Un'altra delle persone che ha inteso il suo potenziale è Vitalik Buterin, sviluppatore 19enne di Toronto, che sta lanciando una nuova piattaforma di consenso decentralizzato ispirata al Bitcoin. Promette di ospitare un insieme di applicazioni decentralizzate su un’unica blockchain.
Un esempio del funzionamento di Ethereum è rappresentato da contratto offuscato Ethereum che può contenere una chiave privata ad un indirizzo dentro la rete Bitcoin, e usare la chiave privata per firmare una transazione Bitcoin quando le condizioni del contratto sono soddisfatte. Adesso supponiamo che una DAC abbia il controllo del tuo conto in banca. Con un contratto offuscato, puoi fare in modo che il contratto mantenga le tue credenziali di accesso al sito web di un conto bancario, e fare in modo, tramite una sessione sicura, che il contratto effettui l’accesso e autorizzi un determinato trasferimento. Un asset digitale può rappresentare qualcosa di più che una specifica sequenza di bit, può rappresentare un’idea.
Una DAC è praticamente una maniera di utilizzare la tecnologia Blockchain dietro al Bitcoin per creare un servizio decentralizzato.
Una DAC che venisse progettata con un intento negativo, non riuscirebbe ad oltrepassare l'arena dell’open source, in quanto manifestarebbe apertamente le sue cattive intenzioni.
Il punto chiave per una DAC è che non dipende da nessuna persona.
Altri potenziali modelli di business per una DAC potrebbero includere un servizio di elezione e di lotteria, tutto automatico.
Namecoin è un altro esempio di coorporazione autonoma decentralizzata, è molto più facile capire il concetto quando si scopre questo servizio.
Namecoin è un servizio decentralizzato che ti permette di registrare un dominio .bit (si sta lavorando anche a servizi di email e di identità online). Namecoin è in pratica una commodity che ti permette di registrare DNS.
Le persone che possiedono Namecoin hanno un incentivo a promuovere e costruire sopra il Namecoin perchè in questo modo contribuirebbero a far aumentare il loro valore.
Le Protoshares invece sono qualcosa di diverso da un semplice altcoin che clona la blockchain del Bitcoin. L’idea dietro questo progetto è che i possesori di Protoshares riceveranno anche una partecipazione nella Decentralized Autonomus Corporation creata da Invictus Innovations.
Senza un motivo di profitto, molti servizi decentralizzati che vedremo nascere nei prossimi anni non sopravviveranno alla prova del tempo.
Si vedranno presto molte DAC differenti che offriranno alternative decentralizzate a servizi come Facebook, Twitter (date un occhiata a Twister), Gmail, scommesse sportive, servizio di voto, suddivisione di guadagni, sistemi cloud, e molto altro.
Ma Quali leggi fondamentali dovrebbe attuare una DAC?
Il Presidente della Invictus Innovations, Stan Larimer, ha proposto le seguenti tre leggi della robotica per le corporazioni autonome decentralizzate (o DAC)
Una DAC deve sempre obbedire alle sue regole di business pubblicate.
Una DAC non deve mai cambiare le sue regole di business senza il consenso dei suoi azionisti, e questo eventuale cambiamento non deve andare in conflitto con la Prima Legge.
Una DAC deve sempre proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.
In pratica, queste Tre Leggi sono incorporate all’interno di un software open source in maniera da poter essere ispezionate da tutti.
Pertanto, come già detto, in una DAC gli azionisti governano la protezione dei loro diritti e di come le regole possano essere eventualmente cambiate, sempre rispettando le tre leggi fondamentali della DAC.
Pertanto una DAC dovrebbe rispettare le seguenti tre leggi fondamentali:
La prima legge, l'integrità. viene effettuata da azioni di controllo trasversali su ogni nodo della rete con molti altri nodi della rete. I comportamenti scorretti da parte dei singoli nodi della DAC sono semplicemente bloccati e gli autori evitati, la disobbedienza è inutile.
La seconda legge, l’incorruttibilità. Garantisce che gli aggiornamenti di qualsiasi codice sorgente della DAC non vengano integrati al sistema senza il consenso della maggioranza delle parti interessate. Anche se si riuscisse a corrompere una larga minoranze dei nodi della DAC non si otterrebbe alcun risultato.
La terza legge, l’autoconservazione, ha funzionalità progettate per rafforzare il software contro minacce reali per l'esistenza della DAC.
Il rischio più grave per una DAC è un attacco ai suoi creatori umani, che sono necessariamente esposti a molte influenze corruttrici. Tali attacchi sono facili da fare e rimangono perciò il suo tallone d'Achille.
Ma quali saranno le conseguenze? La speranza è che ci sia una massiccia riduzione dei costi nell’avviare nuovi business e uno strumento per creare organizzazioni molto più difficili da corrompere.
Ogni partecipante renderebbe queste reti più resistenti ad attacchi esterni incetivando altri a partecipare tramite un valore economico e sociale reale.
In un mondo sviluppato, la crittografia e il consenso distribuito sono al punto di far diventare la nostra vita molto più interessante, al punto che si potrebbe parlare di un primo sistema legale costruito per aiutare davvero le persone.
Ma per sopravvivere come entità affidabili, le DAC devono diventare autonome a livello internazionale, ossia non dipendere da nessun stato o organismo internazionale. Per sopravvivere le DAC devono essere libere.