The wheel of feelings
17.05.2076
I: «Sta...bene» il bruco. Arricciando le labbra in un sorriso a stento trattenuto, prima di tornare con l`attenzione sulle boccette, in particolare su quella che ha scelto. Come sa essere fastidiosamente riservata su questa cosa, è davvero insospettabile per una chiacchierona come lei. Ma forse è stato il sorriso sincero di Katrine a convincerla a sbottonarsi un pelino di più. «E` diventato una ruota panoramica» ammette infatti. «Procede lenta, ma... con la difficoltà aggiunta dell`altezza» un modo come un altro (?) per dire che procedono.
K: «eh, si dall`alto ci si può fare male, ma una volta raggiunta la cima la vista è da spezzare il fiato» fa una pausa si volta a guardarla visto che in questi discorsi sembrano entrambe parlare con le boccette «e a volte ne vale proprio la pena»
I: «Non ho paura di farmi male, Warren» puntualizza, e una volta tanto pare anche sincera, per quanto assurdo possa suonare se detto da una delle tante ex di Sebastian. Prende un profondo respiro «Ho paura d`esser di nuovo costretta a-a correre, accelerare i tempi e i sentimenti, come se lasciarli andare naturalmente fosse sbagliato solo perché non risponde alle assurde e irrealistiche aspettative di un idiota con...» ma si pinza la lingua di aggiungere qualcosa di spiacevole «una scopa infilata sù per il cu» ore. Ecco. Stizzita, come se la semplice esistenza di quel timore causatole dal Signor Waleystock fosse sufficiente a renderglielo detestabile. «E d`essere mancata di rispetto» che non è decisamente sinonimo di "farsi male".
K: si fa seria per un secondo seppur difficile immaginarlo, si sposta anche quasi a trovare lo spazio più isolato possibile in quella folla di gente «okok ferma.» alza la mancina, poiché la destra tiene stretta la sua boccetta «io non so cosa ci sia, non so cosa siate o cosa sarete» tiene la mano alzata quasi a non voler essere interrotta, le iridi sono stavolta fisse su Ilary e lo sguardo che conosciamo tutti da anni torna vivo in lei «io giuro su mia madre Ilary Wilson che se permetti al solo ricordo di qualsiasi idiota di rovinarti qualsiasi giro su bruchi, ruote panoramiche, o autoscontro.. giuro che verrò a prenderti a calci nel sedere» fa una pausa parlando a bassa voce ma abbastanza udibile «mi sono palesemente rotta le p**le che una sola persona possa avere così tanto potere, o anche solo il ricordo di quella persona possa avere così tanto potere su altre persone da farle vivere nell`incertezza, nella paura, nell`insicurezza.. o qualsiasi cosa non ti faccia vivere una nuova storia» fa ancora una pausa lasciando andare il fiato di quello che sembra essere stato un respiro particolarmente lungo
«tu meriti tutti i giri in giostra che vuoi, sulla ruota panoramica, e sui tronchi, meriti di perdere il fiato sulle montagne russe, e trovarti alla fine della corsa col cuore in gola guardando il tuo bruco» eh niente Harry ciao sei un bruco «meriti la felicità tu, come chiunque decida di vivere al tuo fianco, come la merito io e come la merita Adam, e mi sono davvero rotta»
sbuffa nuovamente «e mentre ci siamo..» fa una pausa e chiude gli occhi «ora lavora al II piano» non dice altro e continua al discorso
«quindi tu devi poter vivere qualsiasi cosa tu abbia con i tempi che preferisci, e nei modi che preferisci, vuoi correre? CORRI Ilary e perdi il fiato, vuoi camminare? allora cammina a piedi scalzi se preferisci» fa una pausa avanzando di poco «Vuoi provare mille sentimenti? provali tutti! ama, odia, sii gelosa, e sii arrabbiata, prova tutto quello che vuoi..solo una cosa non puoi fare» guarda la macchina fotografica e poi Ilary «a parte lasciare quello che ho detto prima» e fa un gesto con la mano «non permettere a nessuno di mancarti di rispetto»
sbuffa
«che poi pulire il sangue è un casino.. ne abbiamo parlato»
scuote la testolina lasciando andare il discorso e respirando un po` affannosa, si è sfogata, ma ormai Ilary fa più parte della famiglia di Sebastian, e Katrine per la famiglia farebbe di tutto.
I: inizia a sentire le iridi pizzicare e gli occhi gonfiarsi di lacrime e questo non va bene. Anche se è commozione e non tristezza, quella che infine le curva un broncio anti-lacrima sul visetto. Pesta perfino un piedino per terra, a mo` di rimprovero, cercando di ricordarsi come si fa a respirare quando chi ti sosta dinnanzi ti tira fuori dalla testa e dal cuore parole e pensieri che neanche sapevi di aver formulato fin`ora. «Dannazione, Warren!». Il capino si curva di lato, mentre lei lotta fra la voglia di scoppiare a piangere e quella di scoppiare a ridere. Tira sù col naso, deglutendo i battiti esagitati del cuore «Kat» il richiamo la raggiunge quando ormai quella starà decidendo che faccia fare per la macchina fotografica della Traves.
«Grazie»
una cosa che non dice spesso a parole e che si trasmette anche nel sorriso sincero che le rivolge senza riuscire ad aggiungere molto altro; la gola ancora chiusa dall`emozione
















