« Non potete aiutarmi. Smettetela di farlo. » Mollate la presa. « Altrimenti sprecherete fiato, tempo, qualsiasi voglia. » Fermo, in quelle parole. « Dillo agli altri. Consideralo come un gesto d’altruismo »
« Il fatto che continui a raccontarti che ce la fai da solo, non significa che sia vero né che debba sempre essere vero. Ci sono delle sfumature, Sebastian, tra il non voler far sentire in colpa qualcuno per delle colpe solo tue e l’ammettere di aver bisogno che qualcuno ci sia. A farti sentire che non sei solo, a dispetto delle tue bolidate. Puoi fare entrambe le cose e forse se la smettessi di rifiutare gli amici quando sono loro a cercarti, se la smettessi di farti trovare solo solo quando nei hai bisogno tu vivremmo meglio tutti. E tutti lo sappiamo, perché tutti ti conosciamo. Vuoi stare solo a parole, ma i fatti raccontano un`altra storia e noi siamo bravi a leggerla »
« Del tuo arresto si sarebbe venuto a sapere, prima o poi, e non meritavano di saperlo da un pettegolezzo. Certo, hai il diritto di decidere quello che più preferisci. Tranne che decidere per noi al posto nostro. Se noi vogliamo restare, resteremo »
« Perché nel tuo universo è preferibile che le persone che tengano a te lo vengano a sapere dai giornali, giusto? Ti saresti sentito meglio e, soprattutto, l`avremmo tutti presa molto meglio di così, no? Hai presente quando ti ho detto che Nathaniel meritava di sapere la verità? Mi devo correggere: chiunque ti stia accanto e ti lasci affogare nella tua stessa merda non ha capito un Bubotubero di come sei fatto né di quanti calci in culo dovrebbe darti, ma per davvero, porco Darsel! » Ma poi Sebastian - come gli accade spesso - vuole strafare nel suo grattare il fondo e la Serpeverde non sembra gradire, no, al punto da cercare di tirargli direttamente un pugno in faccia prima che si alzi. Fortuna vuole che la barriera posta a protezione - e la guardia pronta di riflessi - facciano si che per la Mannara sia come colpire contro un muro o comunque una superficie solida, così che il braccio torni indietro ed una sorta di dolore si espanda per le terminazioni nervose, malgrado si limiti a stringere la mano con l`altra. « PORCO GODRIC, SEBASTIAN! ADESSO HAI FRANTUMATO I BOLIDI. Agli altri, che per inciso se non sanno già tutto lo leggeranno presto sui giornali, dirò esclusivamente che sei un pezzo di Goblin come tuo solito, che fai i capricci e ti comporti come un bambino. Ma che ne verremo fuori comunque. MI HAI SENTITO? VERREMO FUORI ANCHE DA QUESTA »
You don’t care about getting hurt. But you know how I’ll feel? I’ll be devastated. And if you die, I will literally go out of my freaking mind. You see death doesn’t happen to you, Sebastian. It happens to everyone around you, okay? To all the people left standing at your funeral, trying to figure out how they’re gonna live the rest of their lives now without you in it.
I: «Sta...bene» il bruco. Arricciando le labbra in un sorriso a stento trattenuto, prima di tornare con l`attenzione sulle boccette, in particolare su quella che ha scelto. Come sa essere fastidiosamente riservata su questa cosa, è davvero insospettabile per una chiacchierona come lei. Ma forse è stato il sorriso sincero di Katrine a convincerla a sbottonarsi un pelino di più. «E` diventato una ruota panoramica» ammette infatti. «Procede lenta, ma... con la difficoltà aggiunta dell`altezza» un modo come un altro (?) per dire che procedono.
K: «eh, si dall`alto ci si può fare male, ma una volta raggiunta la cima la vista è da spezzare il fiato» fa una pausa si volta a guardarla visto che in questi discorsi sembrano entrambe parlare con le boccette «e a volte ne vale proprio la pena»
I: «Non ho paura di farmi male, Warren» puntualizza, e una volta tanto pare anche sincera, per quanto assurdo possa suonare se detto da una delle tante ex di Sebastian. Prende un profondo respiro «Ho paura d`esser di nuovo costretta a-a correre, accelerare i tempi e i sentimenti, come se lasciarli andare naturalmente fosse sbagliato solo perché non risponde alle assurde e irrealistiche aspettative di un idiota con...» ma si pinza la lingua di aggiungere qualcosa di spiacevole «una scopa infilata sù per il cu» ore. Ecco. Stizzita, come se la semplice esistenza di quel timore causatole dal Signor Waleystock fosse sufficiente a renderglielo detestabile. «E d`essere mancata di rispetto» che non è decisamente sinonimo di "farsi male".
K: si fa seria per un secondo seppur difficile immaginarlo, si sposta anche quasi a trovare lo spazio più isolato possibile in quella folla di gente «okok ferma.» alza la mancina, poiché la destra tiene stretta la sua boccetta «io non so cosa ci sia, non so cosa siate o cosa sarete» tiene la mano alzata quasi a non voler essere interrotta, le iridi sono stavolta fisse su Ilary e lo sguardo che conosciamo tutti da anni torna vivo in lei «io giuro su mia madre Ilary Wilson che se permetti al solo ricordo di qualsiasi idiota di rovinarti qualsiasi giro su bruchi, ruote panoramiche, o autoscontro.. giuro che verrò a prenderti a calci nel sedere» fa una pausa parlando a bassa voce ma abbastanza udibile «mi sono palesemente rotta le p**le che una sola persona possa avere così tanto potere, o anche solo il ricordo di quella persona possa avere così tanto potere su altre persone da farle vivere nell`incertezza, nella paura, nell`insicurezza.. o qualsiasi cosa non ti faccia vivere una nuova storia» fa ancora una pausa lasciando andare il fiato di quello che sembra essere stato un respiro particolarmente lungo
«tu meriti tutti i giri in giostra che vuoi, sulla ruota panoramica, e sui tronchi, meriti di perdere il fiato sulle montagne russe, e trovarti alla fine della corsa col cuore in gola guardando il tuo bruco» eh niente Harry ciao sei un bruco «meriti la felicità tu, come chiunque decida di vivere al tuo fianco, come la merito io e come la merita Adam, e mi sono davvero rotta»
sbuffa nuovamente «e mentre ci siamo..» fa una pausa e chiude gli occhi «ora lavora al II piano» non dice altro e continua al discorso
«quindi tu devi poter vivere qualsiasi cosa tu abbia con i tempi che preferisci, e nei modi che preferisci, vuoi correre? CORRI Ilary e perdi il fiato, vuoi camminare? allora cammina a piedi scalzi se preferisci» fa una pausa avanzando di poco «Vuoi provare mille sentimenti? provali tutti! ama, odia, sii gelosa, e sii arrabbiata, prova tutto quello che vuoi..solo una cosa non puoi fare» guarda la macchina fotografica e poi Ilary «a parte lasciare quello che ho detto prima» e fa un gesto con la mano «non permettere a nessuno di mancarti di rispetto»
sbuffa
«che poi pulire il sangue è un casino.. ne abbiamo parlato»
scuote la testolina lasciando andare il discorso e respirando un po` affannosa, si è sfogata, ma ormai Ilary fa più parte della famiglia di Sebastian, e Katrine per la famiglia farebbe di tutto.
I: inizia a sentire le iridi pizzicare e gli occhi gonfiarsi di lacrime e questo non va bene. Anche se è commozione e non tristezza, quella che infine le curva un broncio anti-lacrima sul visetto. Pesta perfino un piedino per terra, a mo` di rimprovero, cercando di ricordarsi come si fa a respirare quando chi ti sosta dinnanzi ti tira fuori dalla testa e dal cuore parole e pensieri che neanche sapevi di aver formulato fin`ora. «Dannazione, Warren!». Il capino si curva di lato, mentre lei lotta fra la voglia di scoppiare a piangere e quella di scoppiare a ridere. Tira sù col naso, deglutendo i battiti esagitati del cuore «Kat» il richiamo la raggiunge quando ormai quella starà decidendo che faccia fare per la macchina fotografica della Traves.
«Grazie»
una cosa che non dice spesso a parole e che si trasmette anche nel sorriso sincero che le rivolge senza riuscire ad aggiungere molto altro; la gola ancora chiusa dall`emozione
“WALEYSTOCK GAY” è sicuramente IL pettegolezzo della serata. Accompagnato da un meno diffuso, ma presente, male al cuore per le sorti del giovane Hirshfield suo compagno. La notizia è trapelata dalle urla di due ragazzine ubriache (Ilary e Vaniglia) che si sono scatenate in pista a serata inoltrata.
«E lui l`ha portato come un trofeo a un matrimonio dove sapeva benissimo che mi avrebbe trovato e non si è neppure degnato di parlarmene esplicitamente perché ho dovuto scoprire da sola prima che era fidanzanto e poi che lo era con un ragazzino di fronte al quale non avrei mai discusso con Sebastian se solo avessi saputo. La sua mancanza di rispetto è stata così sconfinata e meschina che no, Phibelle, non mi dispiacerò per aver alzato la voce mentre spiegavo all`irlandese la storia del mio divorzio. Se voleva evitare scenate poteva evitare di gettare entrambi nella gabbia delle manticore» il suo pensiero a riguardo è cristallino. «So benissimo che è stata la sua incredibile idiozia a levarmelo, ma ciò che non toglie che no, non sia bello scoprire d`essere stata sposata a qualcuno che con te ha solo evidentemente compensanto una natura che non riusciva ad accettare prima. E quindi questo cosa fa di me esattamente?» domanda retorica. «Non solo una stupida per avere amato qualcuno che non è mai riuscito a fare altrettanto, ma anche una stupida per non essermi accorta che era gay?»
And all of the ghouls come out to play
And every demon wants his pound of flesh
Di fondo, man mano che Ilary rifiuta colpe e anzi, addossa la responsabilita` a Sebastian, e` lampante quanto emani la stessa tossicita` che l`ha portata, poco fa, a dichiararsi infelice della felicita` di Sebastian. Eppure, quante volte l’ha vista dichiararsi esausta di Sebastian e poi tornare da lui, riconvinta della felicita’ condivisa? Quante volte, senza fermarla, ha finito per lasciarla riempirsi della tossicita’ di Sebastian? Fino, pare, a non esserne piu’ consapevole vittima. « Nulla di diverso da cio` che gia` eri. » Deve sforzarsi di ricordarle, ora che ha la tossicita’ Wilstock e’ andata a colpire una terza persona - Nathaniel. « "Gay" e` solo una etichetta che definisce il suo gusto sessuale adesso, ma non chi sia e sia sempre stato Sebastian Waleystock. Per alcuni la sessualita` e` fluida semplicemente e credo lui sia semplicemente bisessuale. » Lei ha visto come Sebastian guardi le ragazze. Ha guardato lei, talvolta, in quel modo.
. «Beh allora era tutta una bugia» troppo sofferente per ricordarsi di quello che ha sempre creduto, che Sebastian difficilmente menta, se non anchee e in primis con se stesso. E la ragionevolezza altrui sulla fluidità delle preferenze sessuali non sembra scalfirla, non se si tratta di Sebastian. Tant`è che riapre gli occhi solo per rivolgerle un`espressione di mortifero rimprovero. «Vive in bianco e nero» please «non sa cosa siano le sfumature o cose come la fluidità. E` tranto ottuso da aver creduto che provarci con Spooner non mi avrebbe mancato di rispetto e crede che essersi fatto Hirshifield non conti come tradimento perché beh... lui è un uomo»
I can't seem to drown you out long enough
I fell victim to the sound of your love
« Che le dicevo di amarla mentre lo dicevo a te. » Torna a massacrarsi le labbra. Socchiude le palpebre, piano. Fa male persino pronunciarle, certe parole, ma quanto ancora doveva tenerle nascoste a se stesso? « è quello il tradimento più grosso di tutti. » e può rinnegarlo a se stesso quanto vuole, può negarlo a chiunque parli loro, ma non può negarlo a Nathaniel. Non quel ragazzo che le ha subite, quelle cose, e che è rimasto.
I lost my grip a little more each time we touched
I've got no hope I guess I'll never get it back again
« io » deglutisce saliva amara. Prende fiato, soppesa le parole nella testa, prima di pronunciarle. « credo che … dovevo ancora scendere a patti con me stesso per il semplice motivo che non l’amavo più, ma che ne amavo solo un ricordo, che ero andato avanti e che avevo sempre sperato di riaverla, che tornasse da me. » Respira sonoramente. « Ma la verità, Nathaniel, è che io non sono più quella persona. O meglio: sono andato avanti e mi sono innamorato di un uomo conosciuto in un bar che non era previsto mi piacesse » gli occhi scivolano di nuovo in sua direzione. Mentre dà un morso al biscotto, forse perché richiesto da lui. « penso lei avrà sempre un pezzo di me. Che è unica in quel senso, tra tutte le donne avute. E’ quella che ho sposato. » perché le ha detto anche questo, insomma « ma sai bene che l’ho lasciata andare da prima del divorzio e da quel giorno sto davvero bene e sono felice. » lo sguardo non gli si stacca di dosso, alla fine dei conti. E dovrebbe credergli, dopotutto. L’ha visto nel corso dei giorni, l’ha visto illuminarsi da sé ed affrontare i vari passaggi descritti. Resta semplicemente lì: le labbra lievemente sporcate di briciole per via del biscotto mangiucchiato.
« Non le ho parlato, quando mi hai consigliato farlo.» E` molto piu` cinica la semplicita` con cui espone le proprie colpe, quasi non fossero stati affari suoi all`epoca. Ben all`opposto dei drammi che si fece per la piccola J. « Non le hanno parlato, quando l`unica professionista in campo medico e l`unico docente che avesse assistito ai problemi derivanti dell`incidente lo hanno raccomandato. Puoi testimoniarlo al Wizengamot? »
«Villegas. Non è colpa tua. Non puoi assumerti le colpe o le responsabilità del comportamento di qualcun altro, MAI, ok? Te l`ho già detto» anche se forse parlavano di qualcun altro, quel giorno. «E` normale che ora inizi a pensare a tutto quello che avresti potuto fare o fare meglio, ma esci da questo luogo perché restarci dentro non servirà a nessuno» Può testimoniarlo al Winzegamot? «Certo che posso»
« Puoi prometterlo? »
«Mi crederesti, se lo facessi?»
Poi e` mera sfrontatezza quella che tratteggia i suoi lineamenti marcati quando lei si sporge e osa giocare sulla promessa. « Si`. »
«Allora immagino che ti dovrai fidare»
FAUNYA
« Si`. Si`. » sulle visite « con tanto di parete magica che ti impedisce Cruciarla in faccia. » Lieve ammiccamento. « Puoi scrivere ai suoi comunque, se ti andasse. »
Riservata come sempre, un po` come nell`espressione che mette su nell`accarezzare, esitante, l`idea di far visita all`ex compagna di scuola «Farò un tentativo» decreta alfine, piegando la testa in segno di assenso.
DONNIE
Ci pensa però quell’affermazione su Aco a strappargli un «Ah» che gli sfugge secco prima di aggiungere quel «Sì, ho saputo.» sbrigativo. Senza mostrare alcun turbamento visibile, giusto uno sbuffo dalle narici a quell’ultimo commento altrui
« Come? » Al `saputo`. « Quanto e` di dominio pubblico qui al Ministero? » e quindi presto alle orecchie dei giornalisti? « Penso le farebbe piacere vedere una faccia amica, brutta come la tua che sia.»
CORINE
( Un gufo arriva per la mattina del 25, un anello dei Fourbrooms alla zampa )
Se giovedi' alle x hai un'ora buca, posso portare lo Specchio con me al processo. Dovrebbe durare un'ora, dopodiche' lo lascero' a lei in ogni caso.
Questo gufo sapra' dove trovarmi.
David.
I: Tre bicchieri ormai vuoti riempiono il tavolino attorno al quale s`è attardata, probabilmente rimasta sola dopo la dipartita delle amiche, le cui siede vuote giacciono ancora accanto a lei. Su una di queste Illy ha allungato senza troppe cerimonie i piedini fasciati da calze bluette, incrociando comodamente le caviglie una sull`altra.
Gli occhi azzurri possono strizzarsi verso il bancone, dove siedono un gruppo di giovanotti in maniche di camicia. Le probabili vittime del proprio disegno. Intenti a giocare a carte, a discutere animatamente e a spingersi, cercando di contrastare gli esilaranti effetti dei loro drink.
H: Entra nel pub, quella misera bettola di Diagon Alley, ma l’unica nei dintorni a procurargli il miglior scotch di sempre! Una bettola in tutto e per tutto, in penombra, puzzolente d’alcol e legno antico, e contenente la più vasta gamma di personaggi e clienti. Si dirige dritto al bancone per ordinare un bicchiere di scotch e, nel tempo che attende il suo bicchiere di vetro, comincia a guardarsi intorno per vedere chi abbordare. Su una sedia a dondolo, scorge la Wilson, con i suoi capelli color del grano, intenta a dondolarsi con lentezza e distrazione, scarabbocchiando qualcosa su un cartoncino. Si avvicina a lei, col bicchiere appena riempito di liquido arancione.
«Wilson, sola?» esordisce, a mo’ di saluto. «Non ricordavo avessi una predisposizione per il disegno» commenta, come se ai tempi di Hogwarts fossero stati migliori amici tanto da sapere che lei fosse brava per il disegno.
I: Non si premura di nascondere quello che schizzo che, come Harry potrà constatare, sembra richiamare la scena dei giovanotti al bancone senza includerlo neanche per sbaglio.
«Harry Duffany dovrebbe sapere che non è carino avvicinarsi senza offrire da bere alla propria eroica salvatrice» e non è davvero chiaro se quell`ironia sia canzonatoria e basta o se un drink lo voglia sul serio.
Un fruscio deciso per cambiare pagina e fronteggiare un foglio pulito, muovendo un piedino per spingere indietro la terza sedia rimasta al proprio tavolo, in un tacito invito a sedersi, se proprio non ha altro di meglio da fare. «Vediamo se riesco a fartelo rivalutare» no signori, non c`è proprio aria di malizia in quell`affermazione, piuttosto di meditabonda concentrazione.
«Trova la tua posa migliore e cerca di stare immobile» ordina, tornando a mettersi comoda su quella sedia a dondolo; che abbia intenzione di fare, è piuttosto evidente.
H: Quasi non se ne fosse accorto, andrà a togliere la sedia da sotto i piedi calzati di Ilary, se lei si fa cogliere alla sprovvista, depositando il suo bel sederino imbottito di muscoli allenati. Neanche si accorge della terza sedia spinta indietro per un implicito invito a sedersi.
«Wilson, mi stai proponendo un ritratto? Potresti fare soldi se risucirai a imitare la mia bellezza alla perfezione» le dice, alzando un sopracciglio. Si mette quindi una mano in tasca e l’altra sostiene il bicchiere semi pieno a mezz’aria; guarda infine la disegnatrice, con sguardo intenso e provocatorio: dovrà uscire così.
«Divertiti, WIlson».
I: Sì, gli sta propenendo un ritratto e anche un patto. «Non ho mai pensato di fartelo gratis, Duffany» sentenzierebbe infatti compunta, mettendo insieme una considerevole arroganza non priva di fondamento nell`intimargli quell`ultimo: «Prepara i galeoni» addirittura, ammiccando alla sua maniera totalmente inappropriata e ridicola. Perché non ne è capace. E, nel mettersi comoda, neanche a dirlo che non si fa problemi a tornare ad allungare le gambe sulla propria sedia prediletta. L`altra è forse troppo lontana per le sue gambe corte, o più probabilmente lei non ha intenzione di darla vinta al suo usurpatore di seggiole. Dunque è sulle sue gambe che proverebbe ad appoggiare e ad incrociare nuovamente i piedini, con la consumata nonchalance di chi non sia nuova a rubare confidenze al prossimo, di qualsiasi tipo esse siano.
H: Si stringe poi nelle spalle, mantenendo una mano in tasca e l’altra a sorreggere il bicchiere di scotch. Ne prende un sorso, prima di rispondere. «Potrei pagarti in natura» le dice meditabondo, guardando prima un punto qualsiasi nel vuoto e poi spostando gli occhi su di lei, per incrociare i suoi. «Non sono amante del contante» conclude. «Ed è un pagamento di cui non ti pentiresti».
I: Lui blatera di pagamenti in natura e lei lo degna solo di un distrattissimo «Mh?» vagamente interrogativo, sollevando poi il capino per assottigliare le iridi sulla sua espressione.
«Intendi tipo…» Ilary Wilson e i modi di dire non sono mai andati d`accordo «Che vuoi regalarmi una pianta? Oh, ho una passione per l`erbologia in effetti, sono un infermiera, quindi si potrebbe anche fare» maccerto.
Un sopracciglio a flettersi con aria ridicolmente divertita al pensiero che non se ne pentirebbe. «Nooo, certo» lo sfotte anche «non si rimpiange mai l`acquisto di una…» ma qualcosa nella sua espressione pare bloccarla dal proseguire, senza sognarsi di arrossire per aver tipo…completamente frainteso quell`allusione?
I tratti del carboncino a bloccarsi interrompendo quella “bolla” e un sopracciglio a flettersi interrogativo, quasi sospettoso, mentre lei fa per sporgersi appena in avanti con espressione contrita e fronte corrucciata. «Non parlavi delle piante, non è vero?» il sospiro e il tono tipici di chi si arrenda alla propria inevitabile incapacità di afferrare i modi di dire, babbani e non. Con estrema dignità, proprio.
H: Annuisce appena, stando al gioco suo. «Sì, vieni a casa mia, ho una stanza apposta per le piante» dice secco, sbuffando appena, divertito. Ma poi scoppia a ridere, quando capisce, dal viso e dall’espressione di lei, che Ilary non stava per niente scherzando. Inclina di lato la testa e prende un altro sorso di scotch. «No, Wilson. Di anatomia umana» aggiunge. «Da brava infermiera, dovresti essere ferrata nel campo».
I: le tocca aprire la bocca e boccheggiare tipo cagnolino. Il tutto mentre il tappeto vibra, lei tossicchia e la cameriera li invita ad essere coraggiosi. Se fosse ancora viva tornerebbe a rivolgersi a Katrine. «Via Warren, sarò buona» sarà colpa del peperoncino. «Raccontaci la tua prima volta: dove, quando, come e con chi» un grande classico, no? Con tanto di ammicc al seguito e aggiunta finale. «E soprattutto...che cosa cambieresti?» Si sa, c`è sempre da cambiare qualcosa.
K: le iridi fissano Ilary in modo quasi glaciale, deglutisce per poi mordersi le labbra sembra quasi raggelare tutta la stanza, ma poi torna di botto «Un grifondoro di un`anno più grande di me, io ero al sesto anno..in una stanza abbandonata o in disuso del castello non ricordo precisamente quale delle due fosse o forse era abbandonata perché non più usata...insomma ero ubriaca perché non mi avevano preso per la coppa, o forse era perché Adam aveva pomiciato con un`altra... non ricordo» parla a macchinetta «insomma questo grifondoro del settimo anno campione tre maghi... sai quando si dice " ti do un dito e ti prendi il braccio..." beh lui ha preso tutto il pacchetto completo e fine..»pausa e un grosso respiro per poi aggiungere «Quella che ricordo bene, e che per me vale come prima, è invece stata qualche mese dopo con Adam, dopo avergli fatto un balletto di burlesque per il suo compleanno, mi ha portato a casa sua, nella casa sull`albero e anche li...mi sono presa tutto il pacchetto»ride, ride davvero.
BOOM, un’altra esplosione. E questa volta proprio in faccia a KATRINE. Il cocktail le inonda il volto, macchiandole tutta la parte frontale della maglia e gocciolandole lungo il corpo. Le goccioline negli occhi sono decisamente fastidiose per via del peperoncino. «Oh, non vale mentire.» sogghigna la cameriera, «Prego, di qua.» deve abbandonare il campo, «Può continuare a godersi le altre attrazioni, non vada via, mi raccomando.»
I: la reazione di Katrine non se la poteva immaginare perché no, ovviamente NON SA, ma dal modo in cui sgrana le iridi di riflesso si direbbe che abbia capito al volo. Deglutisce a vuoto «...» e non fa in tempo a partorire una battuta per sciogliere la tensione che lei prende parola, beccandosi uno sguardo confuso e due occhi sbarrati carichi di mortificazione. Che poi si fanno lucidi, mentre lei annuisce lentamente, tanto per farle capire che capisce. Oh, se capisce. «Credo di sapere cosa cambieresti, allora» un timido tentativo di sdrammatizzare, con una dolcezza tanto lieve che rischia di stonare coi toni accesi e vivaci di quel luna park. Quanto il sorriso acquoso e genuino che le incurva le labbra al secondo racconto. Allunga una manciata di zucchero in direzione di Kat «Lo sai che la mia prossima domanda si trasformerà in un obbligo, vero? MI DEVI UN BALLETTO DI BURLESQUE, WARREN!» Perché buttarla in caciara le sembra tanto la cosa migliore e speriamo che lo sia anche per Kat, a cui scocca un`ultima occhiata attenta.Sobbalza, e il tappeto con lei, costringendola ad aggrapparsi al tavolo per non cappottarsi, mentre parte del drink di Kat le finisce addosso, facendola scoppiare inevitabilmente a ridere. «Merlino, che spreco di drink!» la rimbecca con le lacrime agli occhi, affrettandosi a recuperare dalla propria borsetta il piccolo bauletto del kit. «Ehi ehi, prendi questo!» provando a lanciarlo a Kat prima che scenda dal tappeto. «Ingrandiscilo, dentro ci trovi sicuro delle gocce di ruta. Per gli occhi» mica scema, è arrivata preparata. «Sentiti libera di medicare chi capita, ti cedo l`abilitazione per una sera».
K: Tra la risposta di Eileen e la domanda successiva si perde un secondo nei suoi pensieri giusto qualche secondo, prima che gli scoppi il drink in faccia, e lei non se lo aspetta proprio; è stata sincera, avrebbe potuto mentire, o bere e saltare la domanda, invece ha cercato nei suoi ricordi quello che ricordava davvero.. e non tanto della prima volta con Ade, quella è incisa nella sua mente, quanto la prima volta con il grifondoro. Ma non importa quello che lei sa, il cocktail è esploso erroneamente alla domanda peggiore tra tutte; perché per quanto alcuni di loro sappiano la verità più scomoda, gli altri presenti penseranno che lei abbia mentito su qualcosa, suo marito e Harry nei tavoli vicini, vedendola, penseranno che lei abbia mentito su una delle domande; persino Ilary potrebbe pensare di non conoscerla davvero. Si alza di scatto mentre le goccioline sugli occhi le pizzicano davvero, si alza cercando di pulirsi, per poi alzare le iridi verso Ilary serrando la mascella, poco prima di lasciarsi accompagnare nei tavolini vicini; Ilary le lancia il kit ma sbadatamente(?) Kat lo lascia cadere e rimbalzare sul tappeto ancora per un po`. Se non fosse per Adam ancora li, sarebbe davvero andata via.. e si sta maledicendo per non aver bevuto, pare dunque che quel grifondoro maledetto sia ancora nonostante tutto sempre la sua maledizione peggiore. Melodrammatica?! forse, ma comprendetela un pochino anche voi, in fondo voleva solo divertirsi, e quello non è stato per niente divertente.
[...]
I: Buffo, poi, come si possa passare tanto velocemente dall`allegra ilarità di un drink esploso che avrebbe dovuto mandare tutto in caciara (almeno per chi sa come funziona) e l`atterrimento più totale nel rendersi conto che -per chi non lo sa- è un brutto colpo. Non può fare altro che ricambiare lo sguardo di Kat con occhi umidi e allargati di un dispiacere che non riesce a mettere in parole. Qui le cose si sono fatte serie e lei spera solo di poter salvare almeno le apparenze con qualche battuta e il lancio di un kit. Che invece rimbalza a vuoto su quel tappeto elastico, mentre la Warren si allontana. «KAT!» Un urlo ci prova a lanciarlo, per sovrastare la confusione, sgomitando e sgusciando fra un cappello e un mantello per provare a raggiungerla...prima di Adam.
K: la raggiunge Harry e per quanto vorrebbe essere infantile e esplodere si trattiene, si trattiene tutto che forse è ancora peggio, fa spallucce al suo dire, ma le uniche parole che proferisce dopo tempo sono «Puoi farne due?» riferendosi alla barista quasi in richiesta d`aiuto; non vuole parlare e attualmente l`unica cosa che vuole fare è concludere la serata in un modo o nell`altro, viene raggiunta da Adam poco prima di Ilary e si lascia coccolare in modo del tutto naturale -o glaciale- ad ogni modo sta al gioco e gli sorride seppur non dica nulla di troppo o di troppo poco «Ne vuoi uno?!»indica lo scotch probabilmente appena arrivato, prima di buttarlo giù tutto d`un fiato «Son qui» fa una pausa «siamo tutti qui»aggiunge guardandosi intorno, non la guarda del tutto, non la scruta perché non sa neanche lei cosa possa dire o fare e Ilary non se lo merita, non si merita quella parte di lei, quindi la lascia li in disparte per un po` rivolgendosi a tutti «Direi che la serata è andata bene no?!»domanda retoricamente rivolta verso Harry. Abbraccia Adam tenendolo a se quasi a voler marcare un territorio che per troppi anni l`è scivolato dalle mani, piccoli gesti che per lei in quel momento sono terra ferma, un`ancora ben salda...trovate voi la metafora «Facciamo un giro di qualcosa di più classico?!»domanda verso tutti spostando le iridi da Harry, ad Adam a Ilary infine.
I: si sistema fra lui e Kat; «Super alcolici» sente di poter ordinare per entrambi, ora abbastanza vicina a Kat da poterle parlare. Sebbene non esattamente in privato. L`unico contatto che cerca è quello dello spalla contro spalla, il tono il più possibile disinvolto. E` il suo turno di Imperio o Veritaserum, solo che solo Kat lo sa. «E` successo anche a me, sai?» Cose da gioco, non sarà difficile immaginarselo per Harry e Adam. Nulla di cui preoccuparsi. «Cioè, non ero ubriaca ma non si può nemmeno dire che fossi proprio proprio lucida» incomincia. «E... beh, anche io sono rimasta sola dopo. E anche se me lo aspettavo, non è stato comunque il mio momento migliore» arricciando il nasino e allungando le manine nella speranza si sia palesato nel frattempo chissà quale drink a cui rubare un sorso.
K: «no.» la ferma, la ferma subito prima che si facciano male entrambe «non qui» una pausa a guardarsi intorno mentre intorno a loro la serata prosegue «non ora» continua parlando come se fossero delle piccole spacciatrici che si organizzano senza farsi beccare «non così..» lascia il braccio di Adam accarezzandoglielo e girandosi in modo da dare le spalle ai ragazzi per qualche istante ma rimanendo udibile per Ilary «non deve essere questo, non si aggiusta raccontando di forza una cosa così importante..» fa una pausa voltandosi nuovamente quasi ad aver cercato fazzolettini, noccioline, non lo sa neanche lei «avremo modo..ma non stasera» scuote la testolina portando nuovamente quel sorriso da bambolina che tiene da ormai una buona mezz`ora; «sto bene» oooh se solo il drink potesse scoppiare adesso, ma è giusto così, the show must go on, e non è giusto rovinare la serata a Harry, non è giusto per una cosa di poca importanza, per una cosa passata, per una persona..
I: «Beh» arriccia il naso, abbassando ancora di più il tono della voce, in barba ai sospetti che potrebbero suscitare. «Non è a forza se te la dico perché voglio» autentica, nell`occhiata vitrea e intensa che le rifila, perché sicuro non glielo avrebbe detto controvoglia, nemmeno per rimediare. Glielo ha detto perché si fida, perché «lo avrei fatto comunque...prima o poi» giocherellando appena con le dita del Signor Duffany. «E poi ho ricordi peggiori, te lo assicuro» tragicomica, eppure è la verità, tanto che nell`intercettare lo sguardo altrui rischia quasi di scapparle un risolino. Che si deve fare tanto? Riderci e berci sù. «Se vuoi possiamo montarci un altro gioco sopra...uno coi controbolidi però, tanto alcol. Si dorme insieme» propone solenne, interpretando così le battute finali della Warren.«No, non è vero» calma e tranquilla, almeno tanto quanto sincera. «Ma va bene così» cercando di darle una piccola spintarella di spalla e di rubarle un bacetto a caso fra la chioma scura.
K: Annuisce seria «lo faremo»fa una pausa teatrale quasi «ma saremo solo noi e nessun`altro»annuisce a se stessa e alle parole successive di Ilary «Voglio esserci quando lo faremo..»stringe gli occhi cercando di capire se il senso si sia capito «Forse ci ubriacheremo dopo, ma voglio esserci quando racconteremo, voglio ricordare ogni gesto, sensazione e racconto..almeno finché si possa babbanamente sopportare». Si rivolta dando le spalle al bancone e tornando con la mancina a cercare Adam «ma per il dormire ci sto»; Fa spallucce e un mezzo sorriso in risposta al "non è vero" di Ilary, e lascia cadere il discorso senza troppi pensieri,
Non mi piace l'idea di scrivere tutto questo, ma non me la sentivo nemmeno di venirti a bussare alla porta quindi ecco qui.
Ho pensato a cosa fare della casa, o meglio. Diciamo che mi è venuto in mente un bel giorno e mi è sembrato... giusto. Vorrei donarla al WWFFB. Possono farci qualcosa di bello per le creature magiche, un rifugio per orfanelli o un centro veterinario, non lo so ancora. La sua posizione in campagna e vicino al mare si presta bene e Phibelle dice che sarebbero onorati di riceverla. Così ho compilato qualche metro di pergamena.
Non mi piaceva l'idea di venderla o di farla abitare da qualcun altro quindi... ecco. Magari sembra troll, ma avevo bisogno di far uscire qualcosa di bello da questo matrimonio. E un po' per questo vorrei lasciarle il nome che le avevamo dato "Wilstock House" se anche tu sei d'accordo. Ovviamente il WWFFB ha bisogno delle carte del divorzio e di tutte le chiavi perché non vuole granO, quindi... quando vuoi puoi passare a prendere le ultime cose e farmi avere le chiavi. Ma se non ti andasse di tornarci dentro posso mandarti Vaniglia o Peritas, dice Phoebe. A portarti tutto, così puoi lasciare le chiavi a loro. Fammi sapere, ok?
Ok, sì. Non è tutto. Mi sono accorta che concentrarmi su cosa fa stare bene me, invece che su cosa fa star male te mi fa davvero sentire molto meglio. Sto molto meglio. Immagino che alla fine nonna avesse ragione con tutta la storia del non portare rancore per sempre. Quindi...
Mi dispiace, di aver urlato quelle cose al matrimonio. Non dirò che sono felice per te, perché sarebbe una gran bolidata e penso ancora che dovresti soffrire tutte le pene dell'inVerno per quello che hai fatto, ma di sicuro non ce l'ho con te perché stai con un uomo. Mi fa strano, perché... solo perché sei tu, ecco. Ero ubriaca e arrabbiata e triste, ma non le userò come giustificazioni. Solo... scusami. Sono migliore di così. Però quello schiantesimo te lo sei meritato. Scusami solo se ti ha preso alle spalle e se ti ho rubato un ultimo bacio mentre eri svenuto. Non è stato carino approfittarsi di un mago a terra, ma mi serviva, ok? Volevo salutare e tu non mi lasciavi raggiungerti, così ho scavalcato il muro un'ultima volta. Non si ripeterà. Ho chiuso con la gente impegnata, mi sono accorta ch'era parte di un discutibile tentativo di autosabotaggio personale. Ma sto divagando.
Aspetto notizie.
Illy
Va bene, puoi donarla a chi vuoi.
E sono già passato a prendere le ultime cose; ho lasciato le chiavi all’interno, dove si appendono le chiavi.