RIP the Katayanagi twins, you would have loved Humanoids by Heather Parisi
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RIP the Katayanagi twins, you would have loved Humanoids by Heather Parisi
Heather Parisi - Disco Bambina
Heather Parisi - "Crilù" [1984]
HEATHER PARISI:
Parlare a vanvera è quando si parla senza conoscere l'argomento, un po' come quando lei spiega quanto succede a Hong Kong senza nemmeno viverci.
Ma io a HK ci vivo da più di 10 anni e posso parlarne con cognizione di causa e senza timore di essere smentita. È curioso, e anche un po’ sospetto, che molti accettino che giornali e media mainstream parlino di quello che accade nel mondo, ma non lo accettino quando a parlarne è chi ci vive. Paura di uscire dalla propria comfort zone? Timore di veder vacillare le proprie convinzioni? Intolleranza per le idee altrui? O paura del confronto?
Ho un sacro rispetto dei morti, ma per me, ogni morte ha la stessa dignità. Per questa ragione sarebbe opportuno evitare di fare spicciola morale. Non ci si può accorgere che la gente muore solo ora e solo quando la causa può in “qualsiasi modo” essere attribuita al #Covid19
Non ho mai sentito, negli anni passati, la stessa enfasi e la stessa attenzione per le morti per fame (nessuno che ne parli!) o per quelle causate da altri virus o per quelli che sono deceduti in questo ultimo anno abbandonati senza cure perché la priorità è il Covid19.
In ogni caso, il rispetto per chi è morto non consiste nel mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi e zittire il mondo attorno, ma nel cercare di capire perché sia accaduto, quali e di chi siano le responsabilità e confrontarsi con chi, agendo diversamente, ha ottenuto risultati.
Infine, mi si spieghi una volta per tutte perché la responsabilità del personaggio pubblico esiste solo quando le sue idee non sono “totalmente allineate” con quelle ufficiali. E perché non esiste la responsabilità dei “cosiddetti esperti” che in tutti questi mesi si sono smentiti a vicenda e sono stati smentiti dai fatti?
O perché non esiste la responsabilità dei mezzi di informazione che hanno fatto dell’allarmismo e del terrore, il loro mantra quotidiano?
Non è con la censura (sempre più diffusa anche su YouTube, Twitter, FB) che si persegue la verità, ma con il confronto e la trasparenza.
Ciascuno sia libero di spegnere il proprio cervello, se lo desidera, ma non mi si chieda di fare altrettanto.
“Come sei invecchiata, eri così bella…”
Così una follower commenta una foto di Heather Parisi su Instagram..
Bellissima la replica..
“Hai ragione, il mio viso e il mio corpo sono molto cambiati dai tempi di Cicale e Disco Bambina.
Sono molto cambiati anche da prima della mia ultima gravidanza a 50 anni.
Oggi di anni ne ho 60 e la bellezza della mia gioventù sicuramente non mi appartiene più.
Ma io, fin da principio, ho deciso che quella bellezza, non l’avrei inseguita a ogni costo, che non avrei cercato di imbrogliare il tempo ricorrendo alla chirurgia.
La faccia della vecchiaia è un atto di verità e di umiltà al tempo stesso.
È la consapevolezza che a renderci esseri unici è il nostro vissuto, non anonimi corpi di una bellezza stereotipata.
E credimi, non cambierei mai il mio “essere invecchiata” di oggi con la mia “bellezza” di ieri, perché oggi ho molto più da raccontare e ho una serenità che non ho mai avuto”
Heather Parisi in Fantastico, 1979
Heather Parisi in Fantastico (1979)