13.11.17
Ci ho provato.
Giuro che ci ho provato a non scrivere di lui, né qui né da nessun’altra parte ma forse è giusto che lo faccia perché alla fine è grazie a te se l’ho conosciuto, o meglio se è diventato così importante. Se non mi avessi allontanato, se non mi avessi fatto capire che sarei stata meglio una volta che ti avessi lasciato andare, la mia estate non avrebbe avuto quel pizzico di leggerezza che l’ha caratterizzata. Leggerezza che deriva da lui. Non mi fraintendere, non mi sono innamorata, né tantomeno lui di me ma qualcosa è successo, è successo che ho imparato a ridere senza analizzare, a ridere senza giudicarmi. Non penso sia una coincidenza che io l’abbia incontrato pochi giorni dopo il tuo fidanzamento, anzi penso fosse un piano perfetto della vita, perché quando ho lasciato andare te sono corsa verso una me nuova, più leggera, più sicura, più bella. Lui mi fa sentire così sai? Non perché mi fa credere di esserlo ai suoi occhi ma perché mi fa capire di esserlo ai miei. Come dicevo, non mi sono innamorata, non lo so manco io per bene cosa mi è successo, non è qualcosa di forte, è qualcosa di naturale, di presente. Dopo tante assenze nella mia vita ho imparato a distinguerle molto bene dalle presenze, e lui è presente. È presente nelle mie braccia quando vorrebbero abbracciarlo, è presente nella mia risata quando si unisce alla sua, è presente nel mio collo quando si sente vuoto senza la sua testa, è presente nelle mie dita quando vorrebbero sfiorargli le guance, è presente nelle mie mani quando si immaginano di stringere le sue più forti, è presente nel mio petto quando mi sorride senza pensieri, senza trattenimento, è presente nei momenti in cui mi rendo conto di volergli bene, un bene che ti fa venire voglia di crescere insieme per un po’, un bene che è affetto in tutti i sensi, un bene di breve termine ma di pieno termine. ‘We’re not forever. You’re not the one. You and I we’re a timebomb.’
Timebomb. Io e lui saremmo una bomba a tempo determinato, un bomba che dura quel che basta per farti capire come si ci sente ad essere pieni, come si ci sente ad isolarsi dal mondo, a non sentirsi a metà, a non desiderare altro così che nel futuro lo sapremo riconoscere e mai mai e poi mai ci accontenteremmo di altro. Se tutto questo diventerà concreto o se, proprio come con te, lo sarà solo nell’aria non lo so... forse concreto per davvero non lo sarà mai proprio perché lo sto scrivendo, e nulla mai è come si pensa sarà ma nell’aria io penso che un po’ concreti lo siamo anche se forse entrambi stiamo cercando di capirne l’essenza di tutto questo, di noi. Io spero che un giorno avremo il coraggio di agire, di dare un nome a ciò che c’è, nel bene e nel male così che si possa poi solo andare avanti, ognuno per la sua strada, che sia parallela, incrociata od opposta. Ma nel frattempo io ringrazio te, per avermi lasciato andare incontro a questo qualcosa che comunque vada, nell’aria e non, mi ha permesso di scoprire la mia risata e mi ha mostrato che col petto leggero e la risata spontanea, mi piaccio un po’ anche io.
















