Sabato 18 febbraio, ore 11:05, Hiltona Farm, Young (NSW)
Un'altra settimana è volata via pulendo e vuotando grate di prugne. Alla fine di lavoro per una settimana ce n'è stato e in più faremo altri due o tre giorni e poi partiremo verso Sydney!
Qui dove siamo ora il sabato non si lavora. La famiglia proprietaria è molto religiosa (fa parte di una chiesa che si chiama Seven Days Creation Church o qualcosa del genere) e per loro il primo giorno della settimana è la domenica, di conseguenza il sabato (che inizia dopo il tramonto del venerdì e finisce dopo il tramonto del sabato stesso) si sta a casa.
In questi giorni il nostro lavoro principale è stato quello, come avrete di certo capito, di prendere le grate di prugne secche che escono dal forno e vuotarle nei bins.
Il bello di questo posto è che sembra essersi fermato agli anni 60. Macchinari antichissimi, poco o nulla di automatizzato e tanto, tanto, tanto lavoro da fare a mano. E poi il posto stesso è qualcosa di meraviglioso. Ci troviamo in una zona piuttosto collinare con con un passaggio verdeggiante ovunque si guardi. La cosa che porterò dentro per sempre, comunque, è il cielo che è qualcosa di magnifico in ogni ora della giornata: la mattina quando ci svegliamo vediamo il sole sorgere da dietro le colline che colora tutto di un rosso/arancio infuocato che sfuma fino ad un blu profondo;
il pomeriggio l'azzurro del cielo è luminoso al limite dell'immaginazione e le nuvole bianchissime si perdono oltre la linea dell'orizzonte che sembra essere a centinaia di chilometri da qui, la sera il tramonto sembra tirato fuori da qualche quadro del romanticismo, dove il paesaggio si colora d'oro e le nuvole vanno dal giallo ocra al viola, ed infine la notte tutto si copre di una miriade di stelle. È un'emozione ogni volta.
Lunedì sera Giorgia e Chiara sono venute a cena qui e poi abbiamo passato la serata a chiacchierare e a maledire le zanzare che hanno banchettato con noi. Nel senso proprio che c'hanno salassati. Dove siamo parcheggiati con il van è pieno di quelle bestiacce, penso di essere stato punto talmente tanto da aver perso metà del sangue.
Martedì sera dopo il lavoro ci siamo fermati a parlare con Steven (il fratello di Chris, che assomiglia al meccanico Maini di Casaleone e per questo si è guadagnato il soprannome di Steven Maini). Dicevo…abbiamo parlato con Steven che c'ha raccontato la storia della sua conversione e di come, circa 15 anni fa sia diventato credente.
Nella farm lavorano anche i figli di Chris: Edward, che sembra il principe Henry d'Inghilterra, poi Isaac che ha 18 anni e sembra tirato fuori da qualche serie televisiva americana: 190 centimetri di muscoli che girano indossando shorts, camicia a maniche corte,ryban ed una bandana attorno al collo. Fa un po' invidia quando tu sei lì che giri vestito da barbone ed ogni volta che corri senti la panza che balla. Infine c'è Landzer (credo si scriva così ma non sono sicuro) che ha 16 anni e quando guida sembra che abbia in mano un caccia. Tutti qui girano con addosso un cappello a tesa larga…sembra davvero di essere tornati indietro nel tempo.
Nonostante siano i figli del proprietario sono sempre fra i primi a iniziare a lavorare e gli ultimi a smettere e non c'è traccia di superiorità nei loro atteggiamenti, anzi, sono veramente umili e sempre disponibili se hai bisogno di qualcosa.
Come ho già detto Chris è il boss ed è una persona talmente gentile e semplice che non diresti mai che qui è tutto suo e che la sera si lava facendo il bagno nei soldi. I primi giorni abbiamo avuto l'impressione che ci avesse dato da lavorare solo per il fatto che glielo abbiamo chiesto, non perché avesse realmente bisogno di persone in più. Ha una pronuncia talmente marcata che le prime volte mi trovavo a rispondere "ok" senza aver capito una parola. "A couple of hours" con lui si trasforma in "acaploaua", cosa che gli è valsa il soprannome di Acaploaua Chris.
La sua è una farm che fa agricoltura biologica e oltre alla prugne ha anche le pesche, le ciliegie, le pecore e non so cos'altro ed è talmente grande che dobbiamo essere scarrozzati in giro con la macchina per arrivare nelle parti più distanti da dove abitiamo. Ed il bello è che non è nemmeno tutto qui!
Il posto dove lavoriamo adesso è stato rimesso in funzione un paio di mesi fa, recuperando un vecchio impianto di essiccazione (sempre delle prugne). Edward, che ha studiato ingegneria, si è occupato di rimettere bene i vecchi macchinari e di costruire i nuovi carrelli con le grate e tutto il resto. Dopo la raccolta la frutta viene messa in una macchina che fa una prima pulizia sommaria dalle foglie e dai rami e poi vengono messe nella famose grate, che sono impilate a gruppi di trenta su grandi carrelli che vanno messi in "forno". Lì restano per una ventina di ore ad una temperatura di 80°. Finito questo passaggio i carrelli vengono lasciati a raffreddare all'aria aperta per una mezz'ora e poi entriamo in gioco noi. Durante l'essiccazione le prugne perdono il 66% del loro peso e per ogni bins di frutta secca ce ne vogliono tre di frutta fresca. Da lì, poi, i bins vengono spediti in un'altro posto che divide le prugne a seconda della grandezza, finisce la pulizia dalle foglie e dai rami che sono rimasti, le "cuoce" con il vapore per farle diventare più morbide e poi le impacchetta ed il tutto, infine, viene rispedito qui in farm che vende ai vari negozi e supermercati.
Penso non ci sia bisogno di spiegare come, poi, le prugne passino dagli scaffali ai water.
Per tutta la settimana abbiamo lavorato fino alle 7 di sera o più in là, non stanchissimi ma sicuramente bisognosi di una doccia, ed ogni sera c'erano le zanzare ad aspettarci per la cena. La loro.
Per la maggior parte del tempo siamo da soli a lavorare nell'impianto di essiccazione, ciò implica il fatto che dopo un paio d'ore ci mettiamo a fare il controllo qualità sulle prugne, secche o fresche che siano. Ne mangiamo talmente tante da far invidia alla Marcuzzi e ai suoi bifidus.
Lunedì 20 febbraio, ore 21:42, Hiltona Farm, Young (NSW)
Oggi abbiamo fatto l'ultimo giorno dalla famiglia Hiltona. Devo dire che mi dispiace perché sono veramente delle belle persone.
La stagione delle prugne è giunta al termine e in più io ed il trenta sentiamo il bisogno di partire. Dopo due settimane di lavoro ora ci prendiamo un mese di meritate ferie! Domani mattina partiremo per Sydney e poi sempre più su, lungo l'East Coast per arrivare fino a Cairns…non sto più nella pelle!
Per ora vi lascio le foto di questi ultimi venti giorni…a presto!
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Consigli e trucchi per un viaggio sereno, cosa bisognerebbe evitare di fare. Ovvero l'osteria degli aneddoti. (PARTE 2)
1- Se salti da una cascata alta dieci metri tieni la bocca ben chiusa, o i tuoi denti potrebbero non reggere il colpo.
2- Strade in salita potrebbero portare alcuni oggetti in ceramica e/o vetro nella parte posteriore del van.
3- Il portellone posteriore va aperto con cautela dopo aver percorso strade in salita.
4- Oggetti in ceramica e/o vetro non hanno un buon rapporto col cemento.