The History of Space #01
Non si sapeva molto del pianeta Gliese 581 c.
Si trova nella costellazione della Bilancia a 20,5 anni luce dalla Terra.
Uno sconfinato deserto roccioso con un verde cielo tossico. Assolutamente inadatto alla colonizzazione Gliese 581 c possiede giacimenti minerari rarissimi ed essenziali per i viaggi interstellari.
A noi umani importa solo di quello, per sciagura non ci siamo estinti prima di spostare tutta l'industria terrestre nello spazio.
La Terra, la nostra casa, è oggi un paradiso, non più inquinamento nell'aria, nella terra e negli oceani. Purtroppo non abbiamo risolto i nostri problemi, abbiamo solo portato i problemi lontano da noi.
Abbiamo portato i nostri problemi da altri.
Troppo tardi ci rendiamo conto dei nostri errori. Eppure i minatori si sentivamo sicuri nella struttura fortificata su Gliese 581 c.
GJ581c non era la Terra... era 5,6 volte la massa terrestre, un mondo arido, velenoso, popolato da una rarissima flora e da una ancora più rara fauna.
La creatura più complessa conosciuta era piccola, sembrava un camaleonte fuso orribilmente ad un pipistrello dalla testa allungata e con le ali formate dalla propria membrana polmonare.
Ma questa non è la storia di GJ581c.
La storia parla di Eugene Aveeno capitano della nave ammiraglia Nukekubi. Durante l'osservazione di un fenomeno astronomico si verifica una perdita nel reattore, non potendo più viaggiare a velocità superluminale dovettero fermarsi nell'orbita del pianeta colonizzato più vicino, per le riparazioni. Sfortunatamente questo pianeta era proprio GJ581c.
Eugene, la moglie Teresa e gli ufficiali soggiornano sul pianeta, nella struttura abitativa sopra la miniera. Alloggi semplici, costruzioni prefabbricate calate a terra dall'orbita.
Durante una delle ultime notti di soggiorno avvenne l'intrusione.
Teresa si svegliò di soprassalto e si accorse terrorizzata di un'enorme gatto nero che la sormontava.
Non riuscì a gridare, la bestia premeva con forza le grosse zampe sulla gola della donna, la soffocava, poi con un suono impercettibile le spezzò il collo.
Eugene non si accorse di nulla.
Il gatto prese il corpo di Teresa con la bocca e silenziosamente uscì. Il meccanismo della camera di decompressione consisteva in un pulsante ed una leva, la bestia intelligente non ebbe problemi ad utilizzarlo, come se avesse passato mesi ad osservare, a studiare come fare. Quindi superò i cancelli e le mura a grandi balzi. Allontanandosi fino a raggiungere un luogo tranquillo dove seppellire il corpo di Teresa nella sabbia aliena. Gli occhi della povera donna, vitrei e spalancati, riflettevano le stelle di uno sconosciuto firmamento.
Il gatto nero si alzò su due zampe, sotto la folta pelliccia i muscoli iniziarono a fremere tutti, poi a muoversi come grossi vermi sotto la pelle. I lunghi peli scuri rientrarono nella carne, l'epidermide cambiò colore e forma.
Dopo pochi istanti l'essere aveva assunto le sembianze di Teresa.
Tornò verso la miniera, camminando scalza e completamente nuda, si stese nel letto, con Eugene, come niente fosse successo.
La mattina dopo la Nukekubi lasciò l'orbita di Gliese 581 c, diretta nello spazio profondo. Nessuno si accorse del cambiamento. Però da quel giorno la salute di Eugene cominciò a peggiorare drasticamente.
Nausea, vertigini, sudore freddo, affaticamento, mal di testa. Venne sottoposto ad un controllo medico, ne risultò che soffriva di tutti i sintomi del dissanguamento, stava perdendo grandi quantità di sangue nonostante fosse privo di ferite. Gli fecero delle trasfusioni, ma la salute continuava a peggiorare.
La pelle gli divenne pallida ed umida, confusione e frequenti perdite di conoscenza si aggiunsero ai sintomi.
Eugene stava morendo, ma non volle lasciare il suo posto e le sue mansioni. Così venne affiancato da un Androide Medico che doveva seguirlo e monitorarlo in ogni momento.
Ma di notte, inspiegabilmente, il robot si spegneva.
Fu del primo ufficiale l'idea di utilizzare un Bāsēra.
I Bāsēra sono droni da guerra, proteggono le colonie e le navi stellari più importanti.
Un Bāsēra non può essere spento, è progettato per difendere gli esseri umani a costo di essere distrutto.
Il drone venne messo negli alloggi del capitano. Ciò che i suoi sensori registrarono fu che ogni notte la moglie si alzava dal letto, ma notando il robot, tornava a dormire.
Per settimane. Lentamente la salute del capitano cominciò a migliorare, mentre quella di Teresa peggiorava, divenne nervosa e aggressiva.
Diceva che il robot non la faceva dormire,.
Pregava, anche troppo insistentemente, che il Bāsēra venisse portato via dalla sua stanza.
Una notte Teresa rimase a fissare il drone per ore, con un respiro sempre più affannoso.
Alla fine non riuscì più a trattenersi, in uno scatto di disperazione saltò addosso al Bāsēra, rompendosi le unghie sul rivestimento in titanio del drone.
Il robot ubbidì alla sua programmazione, con un velocissimo movimento prese Teresa per il collo.
Eugene si svegliò di soprassalto, in tempo per vedere il Bāsēra afferrare, con l'altro braccio, la testa di Teresa e strapparla via dal corpo svitandola come il tappo di una bottiglia.
Una pioggia di sangue si riversò sull'impassibile e metallico corpo del robot, su tutto il pavimento, sulle lenzuola ricamate, schizzando fino sulle pareti e sul soffitto.
Ma a terra, invece di Teresa, cadde il corpo senza vita di un grosso gatto nero.










