Le linee guida
Hoa Loranger è un'esperta di user experience. Lavora per il Nielsen Norman Group e ha condotto ricerche di usability in tutto il mondo, analizzando più di 700 siti in 16 paesi diversi.
Deve aver sviluppato un grande autocontrollo perché, come ci ha spiegato oggi, i test funzionano così: si chiede a un volontario di svolgere un compito online, per esempio comprare un dvd. Nel suo computer è inserita una telecamera che segue i movimenti e registra la voce.
Il volontario tentenna, sposta il mouse da una parte all'altra, è confuso, prova a comprare il dvd ma clicca sulla finestra sbagliata e si ritrova sulla pagina che vende termosifoni. E ricomincia da capo.
Dopo due minuti a me verrebbe voglia di spedirlo fuori dalla porta, invece un'esperta di user experience analizza il video perché non ha dubbi: la colpa è di chi ha progettato il sito. Forse il volontario non ha visto un tasto importante perché era nascosto oppure ha interpretato male una parola poco chiara.
Dopo aver analizzato il video si si riprogetta il sito, si fa un nuovo test, si riprogetta il sito, si fa un nuovo test, si riprogetta il sito. Alla fine il volontario riuscirà a comprare il dvd e con lui altre decine di persone.
Cambiate il compito con "leggere le ultime notizie dal mondo, guardare un trailer, comprare un biglietto per New York o scoprire se ho il colesterolo troppo alto" e capirete qual è il pubblico che viene ad ascoltare la conferenza del NN/group: c'è chi lavora per una compagnia aerea, un ministero della salute, un grande gruppo editoriale, una banca, l'acquario comunale, l'azienda che vende giocattoli e quella che fa i motori di ricerca.
Jakob Nielsen ha parlato di fiuto da informazione, quella sensazione che ti fa capire al volo se sei finito nel sito giusto o no. Era in ottima forma, e ha concluso il suo discorso con un imperativo "test, test, test".












