Finalmente il Natale è passato. Mancano solo due settimane e poi, finalmente, potrò dire di essere ufficialmente fuori da questo periodo orrendo. Periodo in cui tutti fingono di essere felici e sono davvero pochi pochi quelli che si scambiano doni perché realmente si vogliono bene. Periodo di visite ipocrite a parenti che si vedono due volte l'anno solo per ricordargli quanto sia vero che i parenti non si possono scegliere o che si è parenti solo quando si deve saccheggiare la casa di una persona morta. Parenti che sono tali quando devono leccare il culo alle zie più anziane sperando diventino gli eredi di non sanno neanche cosa.
Queste due foto ritraggono quello che è allo stato attuale il lungomare del paese in cui vivono i miei genitori. Mentre tutti sono impegnati ad inscenare la parte del parente di qualcuno, il paese è completamente in dissesto. Il lungomare è reso impraticabile dalle ultime due tempeste. Spiaggia, fango, sono ovunque. Il nostro giardino è una melma di legnetti e sabbia, spazzatura e pomici galleggianti. La nostra auto ha problemi a partire perché l'acqua del mare la ha sommersa. Dobbiamo aspettare che sia il 27 per poterla portare da un meccanico. I parenti impegnati a fare i parenti, invece di sporcarsi le mani e darci una mano, si limitano a dire che un tempo queste cose non accadevano. Così, da dottoressa in geologia quale sono, devo ripetere la solita canzone: la spiaggia un tempo non era in erosione, l'erosione costiera ha fatto regredire la spiaggia e la linea di frangenza delle onde si è avvicinata all'abitato, blablabla.
Spero che voi abbiate passato un buon Natale.













