Coccoliamoci ancora un po'. Il dio del deserto https://www.arteiamo.it/il-dio-del-deserto/"Inalò l’aria profumata di resina del primo mattino e scovò il suo angolo riparato dalle fresche fronde di un platano centenario. Sedette in terra poggiando la schiena al tronco e lanciò uno sguardo in alto. Gli sembrava di ricordare che ci fosse un platano ibrido i cui frutti erano simili alle banane e si chiese se quello non fosse uno di quegli esemplari e, se non rischiasse che qualche banana gli piombasse sul capo ma si tranquillizzò, perché non scorgeva caschi tra le fronde. Chiuse gli occhi e si pose in ascolto. Cercò di distinguere ogni diverso cinguettio e di stabilire quale uccello ne fosse l’abile e fantasioso artefice. Sorrise ascoltando i gorgheggi e i richiami di esperti esecutori nascosti alla vista.Trascorse così una mezzora rilassante e forse sonnecchiò anche, ninnato dal festoso cinguettio e carezzato dalla brezza lieve che spirava dolcemente, poi a un tratto si sentì travolgere da qualcosa di grosso e pesante che gli cadde in grembo. Pensò istantaneamente al casco di banane o a un ramo che avesse ceduto sotto il peso dei frutti ma alla vista del corpo che guizzava su di lui, sbottò: «Che diavolo succede?»Sconcertato, osservò un volto di donna parzialmente coperto da una spessa benda nera. La ragazza si tirò via lesta la benda che le copriva gli occhi, imprecando. «Dannazione!»È cieca, pensò Marco tuttavia la ragazza lo guardò e sgranò gli occhi.«Ma che combini?» le chiese stupefatto.«Scusa, scusa, scusa», mormorò lei schizzando in piedi e recuperando la benda e un grosso bastone di legno. «Deve esserci una radice ... è per quella che sono inciampata ... scusa, ti ho fatto male?»Marco scosse il capo sconcertato.Starà per perdere la vista, pensò rattristato, osservando la bella, giovane donna che si massaggiava inconsapevolmente un polpaccio.«È tutto a posto?» chiese lei.«A me sì e a te?»«Sì, scusa ancora», aggiunse arretrando. Si avviò velocemente ma dopo pochi passi tornò a calarsi la benda sugli occhi e ad agitare il bastone davanti a sé per tastare il terreno.Obbedendo a un impulso, Marco si alzò rapido e la raggiunse. «Ti serve aiuto?»La ragazza si fermò, si sfilò la benda dal capo e lo scrutò interessata.Questa ci vede fin troppo! Pensò Marco sentendosi un batterio sotto la lente di un microscopio.«Suppongo tu sappia leggere speditamente.»Marco la fissò sconcertato. «Scusa?»«Ho detto che suppongo tu sappia leggere speditamente e sì mi serve aiuto. Potresti venire a leggere qualcosa ai bambini dell’oratorio del Sacro Cuore di Gesù ...»Marco alzò le mani a interromperla. «No no, mi riferivo a te. Volevo solo sapere se ... ecco, se ...» fece cenno alla benda che lei ancora aveva in mano e la ragazza rise mostrando denti candidi e impeccabili.Fu scossa da una risata calda, allegra, che le illuminò il bel viso ovale e gli occhi vivaci e intelligenti.«Ci vedo benissimo, però l’aiuto con i bambini mi serve.»Marco scosse il capo. «Purtroppo il mio lavoro non mi consente ...» iniziò, ma fu subito interrotto.«Capito!» tagliò corto lei infilando la benda nella sua capiente borsa e rovistando all’interno di quella.Il tono secco e anche un po’ saccente lo irritò. «Che cosa avresti capito?» chiese puntiglioso.«Che non hai tempo da perdere perché lavori tanto bla bla bla, sei preso, bla bla bla. Be’, grazie lo stesso», riassunse sbrigativa lei estraendo dalla borsa due guanti di lattice che infilò." Da Il dio del deserto https://www.amazon.it/DIO-DEL-DESERTO-Carla-Tommasone-ebook/dp/B085Y9GSG5/ref=sr_1_3?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=Q4DYJSQYKI8U&dchild=1&keywords=il+dio+del+deserto&qid=1599729076&s=books&sprefix=il+dio+de%C3%B2%2Cstripbooks%2C163&sr=1-3













