They split my palms and yours But when we sutured each other we hid keys in those wounds Inside others, dynamite Inside others, thread and needle Safety found together in planned obstinance, absolved and unrepentant
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They split my palms and yours But when we sutured each other we hid keys in those wounds Inside others, dynamite Inside others, thread and needle Safety found together in planned obstinance, absolved and unrepentant
I'm relistening to Illusory Walls right now, and God that post-hardcore riffage is sooo good.
The World Is A Beautiful Place & I Am No Longer Afraid To Die, ‘Illusory Walls’ purple vinyl
The World Is a Beautiful Place & I Am No Longer Afraid to Die - Illusory Walls, traduzione
Ci sono posti in cui non andremo.
Ci siamo costruiti una gabbia invecchiando.
(da: Afraid to Die)
1. Afraid to Die
Paura di morire
Qui viviamo, e qui restiamo per sempre.
Dentro questo nido sicuro, la pace può ingoiare il dolore, digerirlo intero
E farlo arrivare alle borse melarie, intestini medi della nostra vita.
Per fare il lavoro e venir pagati bene prima ancora che ci si asciughi il sudore
Dobbiamo fare così, anche se abbiamo paura di morire
Ci sono posti in cui non andremo.
Ci siamo costruiti una gabbia invecchiando.
Il ricordo ti ci può chiudere dentro,
Indietro non si torna, qualsiasi momento sia.
Abbiamo delle immagini in testa: nostalgia senza rimpianto.
La tempesta ci ha appiattito le ali.
Abbiamo aspettato troppo.
“Dateci la speranza”, gridavano i forti.
Una cosa così ovvia non può mai essere sbagliata.
2. Queen Sophie for President
Queen Sophie for President
Ostinata in maniera impossibile,
Attende l’occasione per prendere il posto della testa che è stata amputata o che è semplicemente appassita.
Scalpita per prendere la forma del contenitore precedente, come un liquido ripugnante.
Cerchi di farlo evaporare, ma il forno è spento.
Impilati sotto, gli tengono sù i piedi i gusci dei loro priori, vuoti come i loro valori.
Ma non il peso non lo reggono.
Alla lunga cominceranno a creparsi.
Quel liquido ripugnante filtra, ma la luce pilota magari tiene.
Strappa quel collo slogato e soffri.
Urla da quel collo slogato e soffri.
Non migliorare mai e non fare mai nulla.
Non migliorare mai e non fare mai nulla.
Non migliorare mai e non fare mai nulla.
Non migliorare mai e non fare mai nulla.
E se sopravvive nonostante tutto, tu da’ fuoco alla casa.
Non può prendere fuoco col forno spento.
Non può prendere fuoco col forno spento.
Non può prendere fuoco col forno spento.
Strappa quel collo slogato e soffri.
Urla da quel collo slogato e soffri.
Quella maledetta melma ostinata, tu da’ fuoco alla casa.
Non migliorare mai e non fare mai nulla.
Non migliorare mai e non fare mai nulla.
3. Invading the World of the Guilty as a Spirit of Vengeance
Invadere il mondo dei colpevoli da spirito della vendetta
Voglio altri usa e getta di lusso,
Una palestra bellissima per farci un infarto.
La vita e la sepoltura umana sono importanti tanto quanto lo è che le vittime sopravvivano.
Prendete la mia pelle e fateci qualcosa.
Gli scarti bruciateli, lasciatemi le ossa nude.
Mangiavi seduto alla scrivania, sempre sotto pressione, aneurisma da stress.
Un ammasso di punti neri, un’arma senza taglio come un quad in fiamme parcheggiato all’interno.
La vita e la sepoltura umana sono importanti tanto quanto lo è che le vittime sopravvivano.
Prendete la mia pelle e fateci qualcosa.
Gli scarti bruciateli, lasciatemi le ossa nude.
Tutti quelli che nel mio quartiere parlano inglese sono sbronzi.
Arrenditi al virus, fatti s-baciare dalla fortuna.
Un rizoma di nervi sfilacciati con la campanella del mercato che suona,
Debitamente avvolta in venti abiti imbottiti di coda di fenice.
Niente chiese, niente panche, niente pareti.
Tutte le tue chiamate vengono coperte dal feedback.
Un’imprecazione sulle labbra di tutti noi nei confronti del re che sta solo seduto.
Respiri profondi su un pullman low cost,
Ignora tutto il resto, il prezzo scaricalo su di noi.
Il cervello all’interno del tuo telefono sa come farti arrivare a casa.
Per quale lavorerai dei tre?
Ti ricordi come si chiama il negozio?
Affitta un posto in un open space minimalista e mettiti a cercare i tesori che ci hanno nascosto.
Ma per quale pregherai dei tre?
Ti sei ricordato come si chiama il tuo signore?
Di’ al mondo quant’è che paghi l’uomo che prega per te.
Ad Anne-Marie, il giorno del mio compleanno,
Ha detto che poteva essere d’aiuto, ma ha solo mandato dei soldi.
Prenditi un’ora fuori città,
Pensavi che lo stato svoltasse.
Pensavi che quel lavoro andasse bene per te,
Pensavi che il cielo rimanesse comunque azzurro.
23 x 84 x 28 diventa la speranza di una morte serena,
Potenziale evocato a sciami.
23 x 84 x 28 diventa la speranza di una morte serena,
O almeno di due giorni di riposo di fila.
4. Blank // Drone
Spazio vuoto // Ronzio
La nostra scatoletta, questa stanza minuscola.
C’è spazio solo per noi due.
Dobbiamo lavorare,
Ma quando non lavoriamo cerchiamo di risparmiare il più possibile,
Perché chi lo sa quando tireranno un calcio all’alveare.
E come diavolo faremo a sopravvivere con 100 dollari, prendere o lasciare?
Mamma ape ha venduto le sue azioni
Mentre il prezzo del cibo diventa sempre più caro.
Preghiamo il capo per tenerci il lavoro, ma lui non c’era.
Non c’è mai stato, e il ronzio di fondo copre tutto quanto.
5. We Saw Birds Through the Hole in the Ceiling
Abbiamo visto gli uccellini dal buco nel soffitto
Consuma la benzina che viene dal deserto.
Prenditi un autista, almeno puoi dormire un po’.
Ora che si accorgono che ce ne siamo andati, ci sono decisamente troppi cerchi in cui saltare.
Una folata di vento alle tue spalle che fischietta.
Il motivetto è uno che il tuo orecchio ricorda.
Dimenticandoci quanto faccia in fretta l’erba secca a divorare,
Presto rimetteremo piede sulle braci.
Ho visto gli uccellini dal buco nel soffitto,
Ho sentito le braccia che mi stringevano forte.
Ora che si accorgono che siamo andati, l’unica luce sarà il fuoco.
La corteccia non fa ferite.
Eccoti un’accetta.
La corteccia non fa ferite.
Eccoti un’accetta.
La corteccia non fa ferite.
Eccoti un’accetta.
La corteccia non fa ferite.
Eccoti un’accetta.
Presto rimetteremo piede sulle braci.
Presto rimetteremo piede sulle braci.
6. Died in the Prison of the Holy Office
Morto nella prigione del Sant’Uffizio
Lui prendeva in mano i serpenti.
Li provocava, invitandoli a mordere.
Portava la stricnina alle labbra e inalava.
Ha seguito il consiglio dei telegiornali,
Ha passato meno tempo al chiuso,
Ha sperimentato con le droghe,
Ha provato ad andare in chiesa.
La combinazione ha funzionato.
Confuso, ma comunque molto disponibile.
In quel momento ha smesso di funzionare.
Ha provato col nichilismo, ma non poteva permettersi la vacanza.
Ha seguito il nuovo consiglio,
Ha passato meno tempo all’aperto,
Ha risperimentato con le droghe,
Ha riprovato ad andare in chiesa.
Alla fine ha sentito la voce, un nuvolone scuro con qualche risvolto grigio.
Noi almeno una scelta l’abbiamo avuta, ma lui era condannato sin dall’inizio.
Giorno e notte si faceva in quattro per trovare in tempo la propria strada.
Noi strisciamo proprio come i nostri padri, dieci miglia per qualche spicciolo.
Ci è voluto un decennio, il lancio di una moneta rotta,
Ha detto che gliela doveva al pastore che aveva detto che avrebbe salvato questo ragazzo.
Giorno e notte si faceva in quattro per trovare in tempo la propria strada.
Noi strisciamo proprio come le nostre madri, dieci miglia per qualche spicciolo.
Ci è voluto un decennio per tirare quella moneta rotta,
Ci è voluto un decennio per farglielo entrare in testa.
Alle porte dell’inferno, fai finta di avere la salvezza.
Alle porte dell’inferno, fai finta di avere il coraggio.
Alle porte dell’inferno, fai finta di avere la salvezza.
Alle porte dell’inferno, fai finta di avere il coraggio.
Con una ruggine eterna, abbiamo gettato nella polvere il nostro nome.
Privati dell’amore, privati della pelle, hanno costruito un muro ma ci hanno fatti entrare.
Una scatolina d’acciaio ancora sigillata, isolata in un campo verdeggiante.
Un anello della protezione fasullo comprato online da un falso sciamano bianco.
Ho stretto fortissimo i denti quando il mio psicologo mi ha detto di sorridere.
Uccidi la tua mente, illuminata dal fuoco.
Una volta ho sognato che sentivamo il coro.
Piantiamola con dio, piantiamola con l'amore.
Abbiamo le mani legate e calpestate.
Piantiamola con dio, piantiamola con l'amore.
Abbiamo le mani legate e calpestate.
Piantiamola con dio, piantiamola con l'amore.
Abbiamo le mani legate e calpestate.
Piantiamola con dio, piantiamola con l'amore.
Abbiamo le mani legate e calpestate.
7. Your Brain Is a Rubbermaid
Il tuo cervello è una pattumiera
Dissociazione.
Immobile, con le radici tutte aggrovigliate.
Provi a traslocare.
Non sei fatto dello spazio che ti circonda.
Il contenitore non ha importanza quando lo stato della materia cambia di giorno in giorno.
Un innesto sul tuo encefalo, un patchwork di giunture informi.
Dissociazione.
Immobile, con le radici tutte aggrovigliate.
Lingua di argilla bagnata che mantiene la sua forma solo grazie alla pressione di una faccia presa dal bruxismo.
8. Blank // Worker
Spazio vuoto // Operaio
Mal di stomaco da fiume Ohio,
Preghiamo la DuPont, la nostra acqua è sicura.
Se non moriamo qua fuori sull’erba, un giorno magari diventiamo ceto medio.
Al momento, lontano quanto le feste delle confraternite, uno sciopero generale, una Ferrari;
La grande casa in cima alla collina, gli operai che il suo proprietario ha ucciso;
La mia tomba, la mia nascita;
Finire nel telegiornale, buttare soldi e non sentirsi legati;
Fitte nuvole d’aria di pessimo odore, fiumi inquinati, capelli che si diradano.
C’è una fuoriuscita di sostanze chimiche a Parkersburg,
L’intera autostrada è stata messa a soqquadro.
Io respiro la stessa aria della chiesa, della partita di football e dei vermi sottoterra.
Da Belpre fino a Ravenswood, gli alberi indeboliti da qualcosa che non è certo buono.
Prima che ci si asciughi il sudore sulla pelle, il rubinetto ci ha sempre bruciato le mani.
Un medicinale da 400.000$ contro un’altra volta l’abbraccio di mia madre.
Una società di private equity ha distribuito il cancro nella mia famiglia.
Ho visto che c’era una banca ombra.
Il padrone di casa soddisfatto, l’economia è calata a picco.
Che le classi più povere se lo possano ricordare, e tutti i ricchi ricevere quello che gli spetta.
9. Trouble
Guai
Per tutta la città a lato di una stradina: una stradina fredda, una stradina da poco.
Non ho mai tirato via i volantini, ci ho provato sì e no a farmi assumere.
Non avere l’aspetto giusto, non fare le cose giuste.
Giuro che i murales si spostano di notte,
Ma non riesco a registrarli col telefono.
La continuità condizionata dall’interruzione, la cui storia narrata dalla confusione.
In dissoluzione nelle fluidità dei confini in dissoluzione fra lavoro e vita privata.
Ti stai mettendo paura? Non hai un bell’aspetto.
Figure che si deformano in una cronologia distorta.
Manteniamo le distanze dalle sagome degli sconosciuti.
Potremmo prendere la vita troppo sul serio.
Cos’è mai la comicità se non l’accettazione della realtà quando non hai soldi per pagarti l’ospedale e per terra è pieno di bucce di banana?
Un incubo fresco e nuovo di zecca, una sorta di sofferenza clinica.
Il telefono squilla in un giorno di vacanza.
Loro si sono alzati e dati una scrollata.
Io a malapena mi reggevo in piedi.
Loro si sono alzati e scrollati di dosso il sangue.
Ci siamo ingabbiati da soli,
Ci davano i soldi attraverso le sbarre,
Una carriera nei bagagliai delle macchine.
Loro si sono alzati e dati una scrollata.
Io a malapena mi reggevo in piedi.
Loro si sono alzati e scrollati di dosso il sangue.
Per tutta la città hanno detto che era una promessa.
Pulite la città, come se fosse una nostra responsabilità.
Per tutta la città hanno detto che era una promessa.
Ripulitevi dalla depressione e dall’ansia.
Non ho mai tirato via i volantini, ci ho provato sì e no a farmi assumere.
Non avere l’aspetto giusto, non fare le cose giuste.
10. Infinite Josh
Josh infinito
Sarà stato un 25 anni fa o qualcosa del genere in giardino da mio zio in sella a una motocicletta.
Mia mamma ha fatto una foto, ce l’ha ancora.
Avevo sù dei pantaloni corti, una maglietta a caso.
Come mai vedo le stelle lo posso solo immaginare.
Ma tutti dicono “non puoi tornare a casa anche stavolta”.
Non puoi tornare a casa anche stavolta.
Ma tutti dicono “non puoi tornare a casa anche stavolta”.
Non puoi tornare a casa anche stavolta.
Ma tutti dicono “non puoi tornare a casa anche stavolta”.
Non puoi tornare a casa anche stavolta.
I nostri sogni finiscono affogati in un fiume di necessità presenti.
Gli anni ci passano davanti trasportati dalla corrente come foglie.
I nostri sogni finiscono affogati in un fiume di necessità presenti,
Appesi come echi a questi alberi ghiacciati.
Avevo i piedi in alto.
Ero seduto immobile.
Non sentivo l’aria attorno.
Me ne vado ancora una volta.
Cerco di dormire, cerco di meditare che la mia mente si fossilizzi sui ricordi belli,
Ma tutti dicono “non puoi tornare a casa anche stavolta”.
Non puoi tornare a casa anche stavolta.
Ma tutti dicono “non puoi tornare a casa anche stavolta”.
Non puoi tornare a casa anche stavolta.
Ma tutti dicono “non puoi tornare a casa anche stavolta”.
Non puoi tornare a casa anche stavolta.
I nostri sogni finiscono affogati in un fiume di necessità presenti.
Gli anni ci passano davanti trasportati dalla corrente come foglie.
I nostri sogni finiscono affogati in un fiume di necessità presenti,
Appesi come echi a questi alberi ghiacciati.
Le piastrelle della farmacia dove non sono passati con lo straccio, il costo delle pillole,
Un campo dove non sono passati col tosaerba dietro allo scatolone,
Asfalto ruvido, il parcheggio a piedi nudi dalle parti dei cassonetti, parlando solo spagnolo.
Ma tutti dicono “non puoi tornare a casa anche stavolta”.
Ma tutti dicono “non puoi tornare a casa anche stavolta”.
Non puoi tornare a casa anche stavolta.
Ma tutti dicono “non puoi tornare a casa anche stavolta”.
Non puoi tornare a casa anche stavolta.
I nostri sogni finiscono affogati in un fiume di necessità presenti.
Gli anni ci passano davanti trasportati dalla corrente come foglie.
I nostri sogni finiscono affogati in un fiume di necessità presenti,
Appesi come echi a questi alberi ghiacciati.
Gli anni volano, gli anni volano.
Ma tutti dicono.
Almeno per un po’, almeno è vita.
Almeno è vita, almeno per un po’.
È una danza delicata.
Gli oggetti in cui siamo intrappolati, immobili e violenti.
Ma un po’ meno di quel tipo, meno che hanno paura, meno che hanno paura.
11. Fewer Afraid
Meno che hanno paura
Alcune cose che un tempo giuravo di avere scolpite nel cervello si sono disintegrate come si degradano i nastri delle cassette.
Certi echi fanno capolino, ma i suoni si mischiano ad altri.
Un tempo però c’erano, a differenza del livido fantasma per il pugno ricevuto dalla persona che amo, che sapevo sarebbe stato morbido al tocco il giorno dopo ma che non lo era.
Davanti allo specchio oscurato il giorno che è morto Toni,
Il dito che preme sulla guancia e ti aspetti che si sfaldi come la parte più molle di una pesca marcia.
A volte ho fatto le spese della fuoriuscita del dolore di una persona innamorata,
E alcune lezioni le ho imparate in ritardo,
E il peso è ingiustamente ricaduto su altri.
Tra l’altro, i calli che ho sulle mani non mi sono mica venuti a forza di pregare,
Anche se mia madre si faceva il segno della croce quando mi dava il bacio della buonanotte
E sussurrava qualcosa davanti alla tomba di sua madre dopo che mi portava a scuola.
Era sepolta a distanza di una piazzola di parcheggio e una recinzione dal parco giochi dove ho imparato per la prima volta cosa volesse dire quando il corpo è una matrioska, e dentro da qualche parte c’è la fine.
No, i calli mi sono venuti quando mi si sono squarciati i palmi,
Violenza commessa per soddisfare e per indurire.
Hanno fatto e disfatto stanze,
Che sono state sfondate in un atto di distruzione e riconvertite in un atto di creazione.
Una volta tenevano un set di mani troppo piccole anche solo per incrociare le dita e gli hanno insegnato a scrivere il proprio nome,
Ci hanno fatti diventare dei robot mettendoci dei cesti della spesa in testa,
E ci hanno dipinto le labbra per farle diventare specchi.
Lei ha passato un’estate a dormire sul letto su cui dormivo io alla sua età.
Il suo nome per me, un tono pedale per tutto quello che faccio ora.
Ritornare e ritornare.
La fuga richiede una chiave.
Maometto aveva ragione.
A volte i carcerieri chiedono di essere liberi da quelli che tengono imprigionati,
E a volte siamo noi la dinamite.
Mi manca la persona che aveva la stessa pelle che ho io.
Mi manca la persona che mi ha dato il nome.
Sono colpevole e pentito di tantissime cose.
Sono assolto e impenitente di tantissime altre.
Queste mani che un tempo tenevano le sue vorrebbero tornare utili.
I ricordi di quello che sanno fare non sono svaniti.
Hanno staccato i miei e i tuoi palmi per portarci via qualcosa di prezioso per il quale non abbiamo più le parole, ma cerchiamo di trovarle lo stesso.
Esausti, cerchiamo di proteggerci gli occhi dal bagliore di tutta la violenza che rimbalza contro altra violenza,
Cerchiamo di trovare un senso al mondo,
Violenza commessa per quelli che programmano la nostra obsolescenza.
Queste mani vorrebbero tornare utili con le tue.
Da qualche parte, una mano squarciata cercando di far quadrare i conti.
Da qualche parte, un’altra, e nei nostri corpi saltano tutte le cuciture.
Hanno staccato i miei e i tuoi palmi,
Ma quando ci siamo messi i punti a vicenda, ci abbiamo nascosto delle chiavi in quelle ferite.
Dentro altre la dinamite.
Dentro altre ago e filo.
La sicurezza trovata insieme nell’ostinatezza programmata, assolti e impenitenti.
Quando abbiamo imparato a coltivare il cibo da mangiare verso la fine del nostro tempo,
La vita ci strizza l’occhiolino e ci indica con la testa, con dei ruoli da assegnare.
Per prima cosa, tutte le piante e gli animali, esseri umani esclusi, saranno lanciati come astronauti, per cui mettetevi in fila.
Le persone buone devono affrettarsi.
Andate più avanti possibile.
Fate i computer e gli alcolici.
Presto ci riparleremo.
I tappeti su cui sedersi per riposare all’epoca erano più puliti.
Adesso ci sono strade e appartamenti e una tassa federale,
Esplosioni a Sago da una parte; dall’altra laboratori in un campo caravan che producono insulina fatta in casa con quel poco a disposizione.
Curate Killing an Arab con gli SSRI, bare vendute allo scoperto, tirateci la sabbia negli occhi.
Tu disegna vignette con persone in giacca e cravatta,
Uomini adulti che usano gli stuzzicadenti per punzecchiare la verità,
Credere ai complotti, pareti illusorie.
Il mondo fa schifo, ma c’è verità in ogni sua parte.
Attacca quello che ti dico al frigo coi magneti,
E dai un taglio a tutte le parolacce che hai detto davanti ai bambini.
Aspetta cinquant’anni da adesso, con un globo senza limiti, il terrore della barbarie,
Adesso torni a casa.
Staccati e cadi, così ti posso raccogliere.
Le nostre case non sono il tipico posto che potresti avere tu.
Staccati e cadi, così ti posso raccogliere.
Le nostre case non sono il tipico posto che potresti avere tu.
Staccati e cadi, così ti posso raccogliere.
Gli oggetti in cui siamo intrappolati, immobili e violenti.
Ma un po’ meno di quel tipo. Avevi paura.
Gli oggetti in cui siamo intrappolati, immobili e violenti.
Ma un po’ meno di quel tipo. Avevi paura.
A quanto pare gli ultimi 40 minuti sono serviti per arrivare a questo punto.
Tu per me sei solo uno sconosciuto con una maglietta a caso.
Il tempo mi ha scavato dei buchi nella memoria.
Cos’hai dato per riuscire anche solo ad avvicinarti all’essere in vita avendo a disposizione soltanto questa canzone e la sua fine?
Tu credi in qualcosa che veglia su di noi.
Io dico che avrà un senso dell’umorismo malato.
Appena succede se lo dimentica.
Poi risuccede ancora e poi ancora e poi ancora.
Tu piangi guardando il telegiornale, io lo spengo.
Dice che non c’è niente che possiamo fare e che non finirà mai.
Tu credi in un dio che veglia su di noi.
Io dico che il mondo è brutale e va di merda.
Violenza insensata senza uno spirito guida.
Non posso vivere così, ma non sono pronta a morire.
Tu credi in qualcosa che veglia su di noi.
Io dico che avrà un senso dell’umorismo malato.
Appena succede se lo dimentica.
Poi risuccede ancora e poi ancora e poi ancora.
Tu piangi guardando il telegiornale, io lo spengo.
Dice che non c’è niente che possiamo fare e che non finirà mai.
Tu credi in un dio che veglia su di noi.
Io dico che il mondo è brutale e va di merda.
Violenza insensata senza uno spirito guida.
Non posso vivere così, ma non sono pronta a morire.
Il mondo è un posto meraviglioso ma siamo noi che dobbiamo renderlo tale.
Quando troverai una casa, la renderemo più di un semplice riparo.
E se tutti ci si troveranno bene, ci terrà tutti uniti.
Se tu hai paura di morire, allora ce l’ho anch’io.
Il mondo è un posto meraviglioso ma siamo noi che dobbiamo renderlo tale.
Quando troverai una casa, la renderemo più di un semplice riparo.
E se tutti ci si troveranno bene, ci terrà tutti uniti.
Se tu hai paura di morire, allora ce l’ho anch’io.
Il mondo è un posto meraviglioso ma siamo noi che dobbiamo renderlo tale.
Quando troverai una casa, la renderemo più di un semplice riparo.
E se tutti ci si troveranno bene, ci terrà tutti uniti.
Se tu hai paura di morire, allora ce l’ho anch’io.
Il mondo è un posto meraviglioso ma siamo noi che dobbiamo renderlo tale.
Quando troverai una casa, la renderemo più di un semplice riparo.
E se tutti ci si troveranno bene, ci terrà tutti uniti.
Se tu hai paura di morire, allora ce l’ho anch’io.
Album Review: The World Is a Beautiful Place & I Am No Longer Afraid to Die - Illusory Walls
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