James Potter x Lettore: Bacio di mezzanotte (parte 2)
PARTE 1
James era consumato da una gelosia bruciante. (T/n) aveva baciato qualcun altro a Capodanno, meraviglioso. E lui era perfino ubriaco! Eppure quella notte aveva sognato di baciarla… ed era stato così reale, così vero.
James scosse la testa e distolse lo sguardo dalla snella figura di (T/n) intenta a parlare con Sirius e Lily. Sapeva che non doveva essere geloso del suo migliore amico, ma vederlo ridere con (T/n) e gli faceva provare una sensazione bruciante al petto che lo mandava fuori di testa. Come se non bastasse erano passati diversi giorni dal primo dell’anno e sembrava che l’unico argomento discusso nel loro piccolo gruppo fosse il misterioso principe azzurro di (T/n). A James non importava chi fosse, lo detestava.
-Calmati- si disse, asciugandosi i palmi sui pantaloni, prima di alzarsi dal divano e avvicinarsi al terzetto.
-Allora, James sa davvero del bacio?- stava chiedendo Lily con un sopracciglio alzato.
Certo che lo sapeva! Ed era per questo che si sentiva così dannatamente invidioso, così geloso nei confronti di chiunque avesse osato baciare la ragazza di cui era innamorato da così tanto tempo.
-Si! So del meraviglioso bacio che la nostra cara (T/n) ha condiviso con un perfetto sconosciuto! Ora scusatemi- sbottò, livido. Tutta la sala comune di Grifondoro aveva gli occhi puntati su di lui. James recuperò la sua borsa e, sbattendo la propria spalla contro quella di (T/n), se ne andò.
-Ramoso!- gridò Sirius. (T/n) mormorò una scusa e gli corse dietro.
Il vento scompigliava i capelli scuri di James mentre faceva il giro del Lago Nero. Aveva sbagliato, lo sapeva, ma non poteva più sopportare quel peso enorme sul petto. Desiderava da morire fregarsene, ma semplicemente non poteva. (T/n) significava tutto per lui e sperava che lei se ne fosse accorta dopo tutti quegli anni passati ad ammirarla da lontano, ad amarla in silenzio.
-James!- si sentì chiamare. Oh no, pensò. Si girò e vide (T/n) correre verso di lui, i capelli che danzavano mossi dal vento. Lo stomaco gli si serrò.
-(T/n) io… mi dispiace okay? Ho dato di matto e ora mi sento un perfetto idiota. Solo che…-. (T/n) alzò le sopracciglia e incrociò le braccia.
-Solo che?
James respirò a fondo.
-Solo che tu mi piaci davvero e sono morto dalla gelosia quando…- (T/n) scoppiò a ridere e James aggrottò la fronte, perplesso.
-Davvero ti piaccio?- chiese (T/n) quando si fu ripresa. Lui annuì. (T/n) sorrise e il viso le si illuminò, James la fissò ammirato. Si era sempre chiesto se una singola persona potesse essere bella, intelligente, simpatica e generosa allo stesso tempo, ma a quanto pareva (T/n) ci riusciva.
-James, non c’è nulla di cui essere geloso, in realtà. Ho baciato te quella sera, ma credo tu lo abbia dimenticato, il che, se vuoi, può essere abbastanza comico.- disse quando vide che l’espressione confusa non lasciava il volto del ragazzo. Una gioia indescrivibile lo invase improvvisamente e, senza nemmeno rendersene conto, si stavano baciando. Le labbra morbide di (T/n) sulle sue gli riportarono alla mente quei pochi secondi di Capodanno, quando il bacio sapeva di alcool e di desiderio. Ma ora era diverso, più intimo, più calmo e dolce. James era attento, ogni più piccola parte di lui concentrata su loro due soltanto.
-Ti amo.







