L’ADOZIONE DI UN CANE
Considerazioni Generali sull’adozione
Partiamo innanzitutto dall'adozione canonica di un cucciolo.
Dal secondo al terzo mese di vita il cucciolo verrà tolto alla sua famiglia naturale e affidato agli adottanti per il resto della sua vita.
Sembra terribile, vero? Forse non così tanto.
-Nota a margine sull'antropomorfizzazione (di cui parleremo in seguito)-
L'empatia generata da questo stimolo/immagine risveglia subito in noi la visione di neonati strappati alle braccia della madre. Immediatamente dopo i moduli cognitivi cercano conferme (molte) o smentite (poche) su abbandoni, adozioni, traumi ecc ma solitamente con parametri umani per poi generare conclusioni imperfette, attribuendo, per coerenza e carenza (di sufficienti informazioni), le stesse modalità di cure parentali ad entrambe le specie.
Una specie di effetto Dunning-Kruger con cortocircuito emotivo.
Per questo tendo a diffidare della coerenza autoreferenziale come unica arma di decisione (non me ne abbiano i terrapiattisti - vi lovvo comunque in quanto complottisti). -non è sarcasmo: seguo la legge del decimo uomo:
Questa è antropomorfizzazione; non credere che il proprio cane possa offendersi o, più in generale, esibire emozioni complesse e sottili. Questo è capacità di comprensione empatica ed è quella che ci consente di essere così profondamente in sintonia con i nostri cani.
Non ci rinuncerei per niente al mondo.
(complimenti! avete appena partecipato ad una delle mie onidivagazioni(tm) per le quali, la mia ex-moglie, amante di Benni, mi aveva soprannominato Dottor Divago)
Ebbene, sì! Per il cucciolo l’adozione da parte di una famiglia di homo sapiens sarà di certo una delle esperienze più significative ed estreme della sua vita.
Apparentemente il cucciolo viene "rapito dagli alieni" e portato in una nuova dimensione, da solo, senza nessun punto di riferimento nella sua nuova realtà, non c'è più mamma né fratelli. Continuo?
...ambiente circostante pieno di stimoli uditivi, visivi, olfattivi, luce forte, scimmie glabre e schiamazzanti ovunque che mi si gettano addosso urlando e tirandomi da tutte le parti, apparentemente impazzite...stanco, frastornato da un viaggio impossibile... senza correre...
(Fonte: https://markingourterritory.com/page/65/)
Agghiacciante, vero? Fortuna vuole che l’evoluzione, o meglio i meccanismi di co-evoluzione così complessi tra le nostre due specie abbiano fornito ad entrambe gli strumenti necessari per ridurre il trauma dell’evento e anzi rafforzarlo in un binomio emotivo-relazionale unico e riccamente elaborato.
Se vi sembra troppo elaborato per la mente di un animale -a meno che non parliate di alcuni esseri umani- per ora fidatevi, la mente di un’ape è già una struttura cognitivamente complessa, figuratevi quella di un cane. Ne parleremo a lungo, spesso più di quanto ci piacerebbe, ma soprattutto non costringetemi a citare di nuovo Bloch.
Di cosa stiamo parlando? Se il cucciolo ha passato i 2/3 mesi precedenti in un contesto sano con relazioni stabili e serene con la sua famiglie di riferimento, quella biologica e quella umana di provenienza -lo so, un enorme se- avrà ottime disposizioni e fiducia per affrontare le nuove sfide.
In più, se i nostri rapitori alieni ci forniscono un contesto di risorse primarie e secondarie più che adeguato: affetto, sicurezza, cibo, contatto (in medio stat virtus) , gioco, riparo ecc... ci adatteremo facilmente alla nuova situazione; nel senso: vi voglio molto bene, ma se dovessi scegliere tra restare in questo mondo e seguire Spock e Kirk con 2 balene... Ciaone terra!
Ci sono rapimenti alieni e rapimenti alieni, non è che si possa fare di tutta l’erba un fascio... visto? se inquadrato correttamente, anche un evento così orribilmente, potenzialmente traumatico può diventare una fantastica avventura, where no man has gone before. at least, without dog...
Inoltre l’evoluzione ha fornito al canis familiaris un intero set di strumenti di adattamento al lento ed emotivamente ottuso primate, dalla capacità di interpretare in modo corretto, fin dalle prime settimane di vita, i nostri schemi emotivi, un’impregnazione (analoga all'imprinting ma per mammiferi e specie con cure della prole articolate) ancora estremamente plastica, un sistema MOLTO versatile di apprendimento e spiccate capacità di adattamento anche a situazioni estreme *sigh*.
Il cucciolo è arrivato sul ponte di comando, la prossima volta parleremo di cosa significa in realtà e di cosa fare.
Aye, aye, sir













