c’era un bambino che accarezzava i libri stasera. se ne andava col suo passo pensieroso muovendo l’indice sulle copertine colorate, attento a tratteggiare il titolo di ogni testo. era talmente preso che a un certo punto me lo sono trovato addosso con la guancia premuta sulla gamba. “sempre a disturbare, mi scusi signorina” la mamma l’ha afferrato portandolo via, eppure gli occhi del piccolino non si staccavano dai volumi allineati sullo scaffale della libreria. gli ho fatto un sorriso, ne ho ricevuto uno di rimando. ho rivisto la me bimba che si chiudeva in camera della bisnonna Caterina a sfogliare i racconti illustrati della mamma, a tratteggiare parole di cui ancora non coglievo il senso. questo è sempre stata la scrittura per me: un fiume in piena capace di dare ogni volta un significato diverso a seconda della lettura. anche quando ancora non si è imparato a leggere.













