Donadon trasferisce H-Farm sugli store: arriva H-FarmVille.
Quella annunciata stamane da Riccardo Donadon, fondatore di H-farm, è una vera rivoluzione digitale. Per la prima volta nella storia dell'innovazzione, infatti, un incubatore di startup si trasferisce interamente all'interno dell'app store di Apple. Nasce così H-FarmVille, il primo incubatore di startup utilizzabile direttamente dal tuo smart phone, disponibile da oggi sia per Android che iOS.
La vicenda non è passata inosservata alla redazzione di KeFuturo, così il nostro instancabile Aldo C. Capra, con un colpo di classe alla Eder, è salito a bordo di un mezzo agricolo per raggiungere l'oramai ex sede di Roncade ed intervistare direttamente Riccardo Donadon.
Donadon, a cosa è dovuta una scelta del genere? Da alcuni mesi ci eravamo resi conto che i costi di manutenzione della struttura era diventati davvero eccessivi. Tra affitto, utenze, alcolici e gasolio per i trattori rischiavamo di non arrivare a fine mese o di dover ridurre i servizi erogati alle startup.
Come le è venuta in mente l'idea? Una mattina, mentre ero sul cesso a giocare con il noto FarmVille ho pensato: perché non replicare un modello di business così virtuoso anche all'interno della nostra realtà? Ho chiamato così una delle nostre startup più sfigate, chiedendo di svilupparmi a gratis l'app in cambio di visibilità. Dopo 24 ore di lavoro la versione beta di H-FarmVille era già pronta.
Pensa che in futuro altri incubatori possano seguire una scelta simile? Ho parlato l'altro giorno con l'amico Coppola (Augusto ndr) che ha apprezzato molto l'idea e non ha escluso che a breve potrebbero iniziare a lavorare su enlApps.
Come funziona HFarmVille? Giocare ad H-FarmVille é molto semplice, basta scaricare l'app da Google Play o App Store, creare la propria startup con un semplice click e farla crescere seminando innovazione, coltivando talenti e raccogliendo i risultati, tutto questo evitando di farla fallire. Saranno poi disponibili delle funzionalità aggiuntive a pagamento, come ad esempio la partecipazione ad eventi di networking o la richiesta di consulenze esterne, che riducono fortemente il rischio di fallimento.
Questa ennesima trovata geniale dimostra ancora una volta quanto l’innovazione digitale non abbia limiti, ora staremo a vedere quali saranno le prime startup di successo che nasceranno all’interno del nuovo incubatore digitale.












