Ripensò alla sua ultima frase: “Quindi cerca di essere felice. Se non ci riesci, prova a farlo per me. Fallo per me.”. Essere felice. Come poteva essere veramente felice? Come poteva essere veramente felice se la sua felicità era lui? Se l'essere veramente felice comprendeva l'essere con lui? Come poteva, poi, lui essere la sua felicità se ogni volta che lo incontrava provava solo dolore? Nessuno lo seppe mai. D'altronde, al cuor non si comanda. Che poi la felicità è semplicemente quell'attimo di luce che un piccolo fiammifero produce: ineluttabile, breve, destinata a finire prima di poter schiarire tutto il resto. Forse l'unica soluzione era dimenticarsi di lui e quindi dimenticarsi cosa volesse dire essere felice. E rimparare da capo, come quando si inizia a camminare. Doveva scordarsi di lui, non c'era altra soluzione. - alleditria