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Such a shame
Quarantena, ops, scusate, volevo dire lockdown
Un sacco di cose mi stanno sulle palle in questa situazione: l’ondivago e colpevole governo, che sta già pensando a pararsi il culo con uno scudo penale per quel che sa bene di aver combinato, quelli che hanno sparato merda sulla sanità, non solo colpevolmente lasciata con pochi mezzi, ma addirittura additata come responsabile dei primi contagi, i Nicoli Zingaretti ed i Beppi Sala, allegramente in giro per Milano ad aperivirusar ... aperivirusin ... aperivirusan ... insomma, a farsi gli aperivirus e prendere per il posteriore l’opposizione, che chiedeva provvedimenti immediati, l’economia che se ne strafrega della legge Merlin e se ne è andata a puttane, i cialtroni antivaccinisti e cospirazionisti, che anche adesso non perdono una buona occasione per tacere ma anche, e vorrei dire soprattutto, gli stronzi che usano lockdown al posto di quarantena.
Ora, non sono certo bilingue, ma quattro acche in inglese le so dire e scrivere, eppure fino a febbraio “lockdown” non l’avevo mai sentito. Quindi mi chiedo quanti Italiani, anche di buona cultura, non abbiano la minimissima idea del bofonchio che viene costantemente enunciato in TV.
Quarantena la capirebbero quasi tutti ma, che cazzo, non facciamola così facile. Se non usiamo un inglese da iniziati qualcuno potrebbe pensare che siamo degli ignorantoni, dei provincialotti, dei burini, dei boari.
E quando, alla fine, ‘sti cazzoni snob si renderanno conto che il termine è compreso da tutti, si inventeranno qualcosa di ancora più astruso; da gente che usa l’inglese in leggi italiane, tipo jobs act, stepchild adoption, spending review ti puoi aspettare di tutto, tipo che te lo mettano in quel posto, ma solo per farti cagare meglio, eh!
In conclusione e per restare in tema, go fuck yourself.
P.s.: la cosa più ridicola è che la maggior parte del mondo anglosassone usa “quarantine”. Ancora e sempre cazzoni e cazzari.
today i woke up and i felt like something was fixed. Something in my soul was fixed, like i was unbroken. But there's no reason at all and probably this will only be one of those day which seem important but they're not, crap.
O.O ...urge riforma dell'istruzione.
La prima volta a ricevimento - una saga in boh episodi
Episodio 1 Pare che il ricevimento comune a tutte le almeno mille persone iscritte alla Libera Università di Sticazzi sia il giovedì dalle 10 alle 12. Orario onesto. Il ricevimento in questione è quello per la lingua inglese, l'unico esame ad avermi segato e l'unico che mai pensavo potesse farlo. Dopo due mesi di lutto il braccio e tre esami più tardi, penso che sia arrivato il momento di affrontare la realtà e combattere il mostro: il corso obbligatorio del lunedì e del venerdì mattina. Il dramma. L'ansia. Eh sì, perché qui inglese ti manda fuoricorso per sport. Gente che dopo 5 prove intermedie prende 20 e saltella per il campus manco fosse un 30 e lode e la sicurezza di un indeterminato fuori dalla porta. Il fatto è serio. E i rumor vogliano che da non frequentante sei praticamente fuori dai giochi a monte. Il bello è che sono risultata prima ai test di inglese di accesso, ma poi la prova mi ha segata. Ansia? Inesperienza? Chi può dirlo. Fatto sta che il dubbio devo togliermelo: frequento perché sono in qualche modo obbligata oppure tento la sorte da autodidatta? Comunque. Sono arrivata da un quarto d'ora. È uscito uno febbricitante di gioia e ne è entrata un'altra con la faccia della morte. Prima di me altre tre ragazze. Sarà una cosa lunga.
Izz so nais tu bi heppi