A un certo punto, quando era quasi il momento di uscire dall'acqua, forse colpita da un momento di malinconia antica, ho fatto quella cosa che faccio sempre quando siamo al mare, ho provato ad affondarti e tu ti sei lasciato affondare (anche perché i miei bicipiti di stracchino difficilmente potrebbero riuscire nell'impresa se tu non collaborassi alla pantomima) e quando sei riemerso hai detto, sorpresissimo, Ma c'è la musica sott'acqua! E io, Ma figurati e tu, ancora, Prova, metti la testa sotto!
E la musica c'era davvero.
Un motivetto rilassante, forse jazz, forse blues, tu hai detto jazz.
E allora ci siamo messi a fare il morto a galla per guardare il cielo, ma tenendo le orecchie sott'acqua per sentire la musica. E in cielo c'erano un sacco di nuvole dalle forme stranissime, per esempio la strega che mangiava un cono gelato, Krusty il clown con un bastone nodoso in mano, una nave vichinga enoooorme che poi è diventata uno scooter, un papero con gli occhiali e la bombetta e poi un utero perfetto con tanto di tube e le ovaie, un uomo che teneva in braccio un bambino che protendeva un braccio verso l'alto come a cercare di prendere qualcosa, un gatto che soffiava, un brontosauro e uno pterodattilo e a un certo punto tu hai detto che questa era una di quelle giornate da segnare nell'album dei ricordi delle giornate belle e poi bellissime e io non penso di essere mai stata più d'accordo con te.
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