#Instaminchia
Una cosa che mi fa ridere assai è immaginare gli instagrammer e i social blogger arrangiare geometrie perfette con le quali disporre il cappuccino di Starbucks giusto accanto il MacBook aperto a 95 gradi precisi su una pagina pseudoproduttiva e un virginale quaderno a righe riempito di appunti pittoreschi con calligrafia amanuense gregoriana.
Il tutto su tavolo di mogano tirato a lucido e luce che filtra esattamente sulla penna ad inchiostro gel disposta in maniera maniacale lungo il margine superiore del quaderno.
E il gatto, il cazzo di gatto che non può mai mancare.
Poi la foto.
[Un hashtag per far capire che si lavora duro senza però rinunciare al senso estetico]
Upload.
E poi quaderno e penna lanciati sul letto, chiudi la pagina a cazzo sul Mac e apri netflix.
Cappuccino tirato giù a piombo e rutto in mi bemolle, il gatto scappa, piedi sul tavolo, bestemmie alla madre che continua a urlare di trovarsi un lavoro vero.
Studyblr e fuoricorso a vita.









