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Lint Roller? I Barely Know Her
2025 on Tumblr: Trends That Defined the Year
noise dept.
I'd rather be in outer space 🛸

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@chiassoefurore-blog
Buchi neri e quel che ne viene fuori.
Si dice che ciò che attraversa l’orizzonte degli eventi, nell’attimo precedente l’essere catturati dall’orbita di un buco nero, possa assistere ad una singolarità.
Spazio tempo e massa diventano la stessa brodaglia. Il tempo si dilata all’infinito e puoi in un colpo d’occhio spiare nascita vita e morte delle supernove.
La vita del sole occupa il tempo di una scoreggia di colibrì.
E poi boh, quello che finisce nel buco nero non si sa che fine faccia.
Dicono che dal corpo del buco nero non fuoriesca nulla, né un’eco, né una bestemmia, nemmeno un segnale di segreteria telefonica che ti chiede di riprovare più tardi.
Dicono che nemmeno Dio si sia ricordato di tappare i buchi neri prima di consegnare l’universo agli esami.
Insomma da lì pare non venga fuori nulla di buono, no anzi, pare non venga fuori nulla in assoluto.
Ed è veramente strano.
È strano perché penso che dai nostri buchi neri ne esca di roba, roba a quintali. Escano fiori o letame, roba sensata o deliri, ognuno coccola il suo buco nero. Qualcuno lo sfama coi ricordi, con gli amori perduti o con i dubbi. E quando l’amico si decide a rispondere vengono fuori altre singolarità.
Penso a “Match Point” di Allen
Penso al “Monaco in riva al mare” di Friedrich
Penso a “Black” dei Pearl Jam
Penso a “Invisible Monsters” di Palahniuk
Penso al senso di vuoto pieno dopo aver scopato e al vuoto vuoto dopo aver vomitato troppo alcool.
E insomma, alla fine penso che i nostri buchi neri siano molto meglio di quelli di Dio.
Quando stai smontando e ti stai lanciando a mare, ma poi arriva una telefonata che ti ricorda che avevi un altro turno.
E non c’è un calendario che contenga abbastanza santi da bestemmiare.
E sei sul punto di trasformare il lancio a mare nel lancio contro il pilone romanico edificato da qualcuno che hai appena finito di bestemmiare.
I have a dream
That one day the WiFi is free and reach everywhere.
Ma visto che non è oggi il giorno andatevene affanculo ce metto la password.
Potreste pensare che io sia una cattiva persona, ma se scavate a fondo scoprireste che sono anche peggio.
- chiassoefurore
No, non voglio un titolo
Pianificare il futuro a breve termine su due continenti come se stessi scegliendo se bere Zacapa o Caroni
A fiumi
Odio e rabbia a fiumi
Dissacrazione, a fiumi
Sigarette, birra a fiumi
Kilometri in auto senza meta. Diesel a fiumi
Note stonate mentre canti “All apologies” alle 2 di notte in autostrada. Note a fiumi
Omeprazolo e aspirina, a fiumi
La feroce illusione che sia giusto che le cose debbano andare così. Illusione a fiumi
Stima nel genere umano (me compreso),
A fiumi, asciutti.
Ok ho capito come funziona Tumblr:
- Posso postare quadri e fotografie clamorosamente sopravvalutate di Frida Kahlo, Egon Schiele e Van Gogh con citazioni anche molto decontestualizzate, pisciando un Carlo Carrà o un Boccioni che nessuno si caga.
- Gatti Random.
- Citare versi di canzoni Indie/rap/trap su tematiche ricreativo-esistenziali senza dover necessariamente conoscere Simon & Garfunkel e Lou Reed.
- Pompini per strada, Polsi legati alle spalliere, Sesso anale, Ginocchia scorticate, Liane di saliva, varie ed eventuali. Con l’agghiacciante presentimento che chi posta queste immagini non ingoia nemmeno.
- Posso scrivere di immigrazione e Salvini, con veemenza o snobbismo a seconda delle situazioni.
- Riflessioni sull’indispensabilità del caffè e della pizza nell’economia emotiva del ventunesimo secolo [È il vino il bene primario. Ndr]
- Mal di vivere a cucchiaiate.
- Ancora gatti e caffè.
E quasi quasi sono contento di non saperci stare quassù
E ringrazio sentitamente la mia sociopatia episodica per farmi evitare accuratamente la fauna il 13 Agosto
Costruire relazioni sociali quasi decorose in settimana.
E poi il venerdì notte, alle 2 e mezza, ubriaco marcio chiami una collega che conosci appena per chiederle se ti da il culo.
#Instaminchia
Una cosa che mi fa ridere assai è immaginare gli instagrammer e i social blogger arrangiare geometrie perfette con le quali disporre il cappuccino di Starbucks giusto accanto il MacBook aperto a 95 gradi precisi su una pagina pseudoproduttiva e un virginale quaderno a righe riempito di appunti pittoreschi con calligrafia amanuense gregoriana.
Il tutto su tavolo di mogano tirato a lucido e luce che filtra esattamente sulla penna ad inchiostro gel disposta in maniera maniacale lungo il margine superiore del quaderno.
E il gatto, il cazzo di gatto che non può mai mancare.
Poi la foto.
[Un hashtag per far capire che si lavora duro senza però rinunciare al senso estetico]
Upload.
E poi quaderno e penna lanciati sul letto, chiudi la pagina a cazzo sul Mac e apri netflix.
Cappuccino tirato giù a piombo e rutto in mi bemolle, il gatto scappa, piedi sul tavolo, bestemmie alla madre che continua a urlare di trovarsi un lavoro vero.
Studyblr e fuoricorso a vita.
Più che la tristezza, l’inappetenza alla meraviglia
Chiassoefurore
Self-Schadenfreude
E quanto è bello farsi male e schiantarsi.
E quanto è bello il rumore che fa la detonazione delle cose che ami.
E quanto è sensuale quella rassicurante sensazione di passeggiare tra le macerie e sentire lo scricchiolio dei ricordi a frantumarsi sotto la suola delle scarpe.
Ogniqualvolta ti siedi nella polvere a guardare il cielo, ti scopri solo e invincibile.
Ti scopri capace di sopravvivere ai sismi continentali, alle nubi di veleno e ai venti nucleari, e le sirene in lontananza hanno la stessa provocante dolcezza della pioggia sul parabrezza in settembre.
E allora ti fermi a sorridere mentre tutto va a puttane, no anzi, stai proprio ridendo di gusto.
Perché alla fine va bene anche così, e non lo avresti mai creduto.
I nostri gradi di libertà sono condizionati dalla lunghezza del cavo del caricabatterie
Chiassoefurore